Helmet: Live Report e foto della data di Mezzago

E’ sabato 28 settembre, difficile stabilire con certezza l’anno corrente. A Mezzago pare sia in corso una distorsione temporale ed, il tempo Sembra essersi fermato negli anni 90: gli Helmet sono ancora in tour, le persone hanno preferito prendere il biglietto in cassa, in alternativa alla prevendita online e, durante lo show, i cellulari si potevano contare con le dita di una mano. Non appena le porte sono state aperte, il Bloom si è riempito praticamente del tutto, ma è soltanto verso le 22.30 che gli Helmet sono saliti sul palco per dare il via alle danze. Come annunciato dai comunicati della band riguardanti questo tour speciale, nessun gruppo avrebbe aperto per loro: questa doveva essere una festa esclusiva in onore della band di New York, che ha voluto festeggiare in grande stile il loro trentesimo anniversario di carriera, suonando in 30 città (di cui 2 italiane: Mezzago e Bologna) ed esibendosi con una scaletta di 30 canzoni. C’è bisogno di dire altro? No, e pure gli Helmet sono stati di poche parole: il cantante/chitarrista Page Hamilton, nonostante la sua tenera età di ormai 60 anni, ha sparato tutte le sue 30 pallottole della scaletta, una di fila all’altra. Solo due brevi intermezzi di poche manciate di secondi, tanto per non sembrare un automa, in cui Mr. Page ha voluto condividere le conoscenze d’italiano che gli hanno insegnato in giornata (“cazzo duro”,”Ciao bella figa”) e per commentare la scarsa qualità della birra offerta dallo staff (una sottomarca), critica però fatta con ironia e con il solo scopo di divertire, mostrando il suo inaspettato lato da intrattenitore e pi socievole. Difatti, dopo il concerto, il cantante (ma anche il resto della band) si sono dimostrati disponibili ad elargire plettri e scalette, stringere le mani e salutare i fan fedelissimi, quasi tutti della vecchia guardia. Per quanto riguarda la scelta delle canzoni suonate, la band, volendo autocelebrarsi, ha ripercorso interamente la propria discografia, prendendo ovviamente pi pezzi dai loro album più celebri (“Betty”, che ha spento 25 candeline quest’anno, “Aftertaste”, “Meantime” e l’ultima fatica in studio “Dead to the World”), senza scordarsi degli altri episodi meno noti, ma che i fan hanno ascoltato più che volentieri. Sono state 2 ore intense, ricche di distorsioni e di decibel, cariche di quel sound che ha praticamente iniziato la corrente alternative metal e che ha ispirato numerosi gruppi che sarebbero diventati ben più famosi (percitarne alcuni Slipknot, Korn, System of a Down, Deftones, Marilyn Manson, Tool, Silverchair, Mastodon ecc) e dove il pubblico ha avuto difficoltà a rimanere fermo. Gli Helmet non hanno deluso le aspettative ed hanno tenuto un grande spettacolo. La salute della band fa sperare per altri festeggiamenti futuri: magari per i 35 anni di carriera con 35 canzoni in scaletta e perchè no? Un tour celebrativo per i loro 40 anni, con 40 pezzi da suonare. L’unica cosa certa  che gli Helmet sono una garanzia e che sono una band da vedere dal vivo, perchè anche loro hanno contribuito a scrivere pagine di musica degli anni 90, e non solo i più famosi Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains e Soundgarden.

Setlist:

1 Drunk in the Afternoon

2 Renovation

3 Red Scare

4 Bad Mood

5 Exactly What You Wanted

6 Your Head

7 Give It

8 Bad News

9 Taken

10 Wilma’s Rainbow

11 Welcome to Algiers

12 Better

13 Enemies

14 Birth Defect

15 Overrated

16 Sam Hell

17 Life or Death

18 Unsung

19 Beautiful Love

20 Army of Me

21 Speechless

22 Blacktop

23 (High) Visibility

24 Insatiable

25 In Person

26 Driving Nowhere

Encore:

27 I Know

28 Ironhead

29 Just Another Victim

30 In the Meantime

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login