Helloween: Live Report della data di Milano

Dopo aver polverizzato i Primal Fear un anno e mezzo fa, in occasione del tour promozionale di ‘Unity’ ecco nuovamente i Rage di ‘Peavy’ Wagner a confronto con gli headliner di turno: i ‘furon’ Helloween.

“Parte bene questo report!” dirà qualcuno, eppure è così: il trio Wagner/Terrana/Smolski ha a nostro modo di vedere annientato la Zucca gigante che – come Golia – si è parato davanti ad esso. Chi scrive ha una considerazione realmente bassa del nuovo corso della band – ora – capitanata da Mikey Weikath, in quanto nulla ha a che fare con i VERI Helloween del dio Kai… e a poco servono album che hanno solo sprazzi dell’energia posseduta da un ‘Keeper..’ o da un ‘Jericho..’: come a dire che, personalmente, la serranda poteva essere abbassata senza indugi nel 1988. Quanto detto, fermo restando che anche i Rage 2003 non sono certo la line-up degli esordi, credo che ora siano la band che meglio possa proporre la Furia del 21° secolo, con platters che migliorano di anno in anno ! Praticamente il processo inverso che hanno intrapreso le Zucche di Amburgo.

Vallo a spiegare però ai quasi 2000 presenti l’11 novembre all’Alcatraz di Milano. Andando per ordine, quello che ci si para davanti appena entrati nella discoteca, è un gigante buono che risponde al nome di Peavy, intento gia a riversare sulle prime file e oltre le novelle ‘War Of Worlds’ e ‘Great Old Ones’, passando per le altrettante recenti ‘Down’ e ‘Set This World On Fire’, pur non dimenticando l’ultima title track ‘Soundchaser’. Promozione del nuovo album e queto stanno facendo… ma non si può rimanere indifferenti al genio di Victor che nel solo (mai tediosi i suoi) trastulla la sua sei corde in attesa che il suo comprimario Mike frantumi il drum kit con ordinata follia ed una tecnica mostruosa in un’altrettanto entusiasmante solo. A chiudere il set – ad un volume davvero ragguardevole – ‘Don’t Fear The Winter’ e l’anthemica, immortale (e immancabile!) ‘Higher Than The Sky’. Come sempre enorme la presa sul sottoscritto di questi fantastici quarantenni, mi sta facendo seriamente meditare di recarmi a Norimberga il prossimo 22 gennaio, per una delle quattro date celebrative del ventennale della band. Tra i vari ‘happy happy Halloween’ da parte del pubblico, entrano in pista Deris e compagni con una sorpresa: un trittico di song d’eccezione come apertura dello show: ‘Starlight’, ‘Murderer’ e la suite ‘Keeper Of The Seven Keys’. Eseguite musicalmente ad hoc, ma con l’unica enorme pecca che a cantarle non abbiamo un Kai Hansen od un Michael Kiske. Si diceva di una buona resa strumentale, e così infatti è stato: nulla da dire alle singole performances, in primis le new entries Sascha Gerstner e Stefan Schwarzmann.. il primo ha donato a nostro modo di vedere una sobria rotondità ai pezzi contenuti in scaletta, mentre il secondo ‘rosso malpelo’ ha supportato il buon vecchio Markus con un buon regime ritmico. Ma sono, comunque un altro gruppo. E gia lo erano ai tempi di ‘Master Of The Rings’. Forse prima. Evoluzione, certo, ma per i vecchi die hard fans (come lo sono io) la cosa è difficile da mandar giù, per quanto bene si possa suonare… ‘Eagles Fly Free’ , ‘Future World’ e ‘Dr. Stein’ sciorinano via bene tra le new comers ‘Hey Lord’, ‘Back Against The Wall’ o ‘Sun 4 The World’ in uno show ben costruito, di impatto e – ripeto – ben suonato, ma… mi perdonerete se vado a riascoltarmi ‘Walls Of Jericho’ ed il primo Ep in mesta malinconia. Assieme a ‘Unity’ e ‘Sounchaser’, con uno spirito un filo diverso.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login