Helloween – Gamma Ray: Report della data di Milano

Foto a cura di Mairo Cinquetti
Testo a cura di Matteo Roversi

Shadowside
Arrivo all’Alcatraz in tempo per assistere agli ultimi 15 minuti di esibizione degli Shadowside, giovane combo brasiliano con già tre album all’attivo. Lo stile del gruppo si rifà esplicitamente alle più famose ed emulate band power metal (vedi le due che seguiranno in scaletta). La proposta dei nostri è quindi decisamente canonica e priva di spunti originali: il fatto di lanciarsi in qualche incursione thrash, strada ormai già battuta da tanti altri prima di loro, non basta alla definizione di una personalità distintiva. I quattro musicisti ce la mettono comunque tutta e trovano il loro punto di forza nella presenza scenica della cantante Dani Nolden. Dal canto suo il pubblico, che riempie già quasi metà locale, applaude educatamente al termine di ogni pezzo e a fine performance, ma non appare mai molto coinvolto da ciò che sta ascoltando.

Gamma Ray
C’è bisogno di ripetere anche una volta che personaggio straordinario sia Kai Hansen? Certo che no! Chiunque è a conoscenza del carisma, delle grandi doti compositive e dell’abilità come chitarrista e cantante dell’intramontabile “zio Kai”. I Rayz ci hanno ormai abituato ad una setlist che cambia continuamente di tour in tour, decisione che fissa pochi punti di riferimento, ma che allo stesso tempo lascia anche spazio alla sorpresa e al piacere di non sapere mai cosa aspettarsi. Gli show della band di Amburgo risultano comunque sempre trascinanti e di alto livello, segno di quante ottime carte i quattro tedeschi abbiano da giocarsi. Dopo la celebre intro “Welcome” si parte allora con la doppietta “spaziale” costituita da “Anywhere In The Galaxy” e “Men, Martians And Machines”: Kai Hansen e soci cominciano da subito a scatenare i presenti con la loro performance. Poco importa al pubblico milanese se in questo inizio le chitarre di Henjo Richter e dello stesso Hansen, a causa di una resa sonora non ancora ottimale, non riescono ad emergere molto bene: fin dal termine della successiva “The Spirit”, emozionante estratto dal vecchio album “Sigh No More”, il coro “Gamma Ray! Gamma Ray!” viene tributato al gruppo alla conclusione di ogni pezzo.

I suoni si mettono a posto abbastanza in fretta e lo show può proseguire senza problemi. Il gruppo ci propone in anteprima due brani che comporranno il nuovo EP, “Master Of Confusion” e “Empire Of The Undead”: si tratta di canzoni veramente tirate e di ottima fattura, buon presagio anche per il prossimo full length della band. Seguono le recenti “Empathy” e “Rise”, ma soprattutto la helloweeniana “Future World”. Il brano scelto dall’immortale “Keeper Of The Seven Keys Part I” fa cantare e saltare l’intero Alcatraz, quasi si trattasse già del pezzo di chiusura degli headliner della serata. La successiva “To The Metal” invece, se su disco appariva scontata e forzata, dal vivo acquista tutt’altra carica, risultando davvero coinvolgente. Si arriva quindi ad una rapida pausa, conclusa la quale i Gamma Ray si riprendono la scena per chiudere in bellezza con “Send Me A Sign”: Kai Hansen fa per aizzare il pubblico, ma i presenti fanno tutto da soli senza bisogno di troppi incitamenti, per la gioia dei musicisti sul palco. Termina così la prima parte di questo “Hellish Rock”, ma non l’impegno dei Rayz….

Setlist
01. Welcome (Intro)
02. Anywhere In The Galaxy
03. Men, Martians And Machines
04. The Spirit
05. Gamma Ray
06. Master Of Confusion
07. Empire Of The Undead
08. Empathy
09. Rise
10. Future World
11. To The Metal
Encore:
12. Send Me A Sign

Helloween
La scenografia allestita dagli Helloween per il proprio spettacolo resta celata ai presenti fino all’ultimo da un telone nero, parzialmente trasparente, con sopra raffigurata una zucca in versione piratesca. Anche la nuova “Wanna Be God”, utilizzata come intro, viene eseguita facendo solo intravedere la band al pubblico. Quando però si attacca con “Nabatea”, sorprendente opener dell’ultimo disco “Straight Out Of Hell”, la copertura cade all’improvviso rivelando un’architettura davvero ben costruita: un grande telone richiama l’artwork del nuovo album e una piattaforma sopraelevata consente al gruppo di suonare su due differenti piani. Ciò che però colpisce immediatamente su quest’ultima è la mostruosa batteria di Dani Löble, che conta addirittura sei casse (quattro appoggiate a terra e due innalzate ai lati)! Conclusa la già citata “Nabatea” è subito la volta dell’amatissima “Eagle Fly Free” a cui segue la diretta e scanzonata “Straight Out Of Hell”, canzone che ha già tutte le carte in regola per diventare un classico visto il coinvolgimento del pubblico, specialmente in occasione del ritornello.

“Where The Sinners Go”, estratta dal penultimo “7 Sinners”, inaugura una fase più oscura del concerto. L’impatto di questo brano sui presenti è notevole, così come quello della velocissima “Steel Tormentor” e di uno spettacolare assolo di Dani Löble: il batterista si rivela infatti una vera e propria macchina da guerra non solo su disco, ma anche in sede live. Il pubblico non ha neanche il tempo di riprendersi che si riparte immediatamente con “I’m Alive”, altro pezzo proveniente dai leggendari “Keeper” che scatena l’ennesimo parapiglia in sala. Si rifiata finalmente con la nuova ballad “Hold Me In Your Arms”: la canzone è abbastanza canonica e sicuramente non una tra le migliori che il gruppo abbia scritto, ma una sentita interpretazione da parte di Andi Deris rende speciale anche questa composizione decisamente ordinaria. L’Alcatraz non può allora fare a meno di tributare un coro al cantante, omaggio più che meritato per un ottimo vocalist che per troppo tempo è vissuto all’ombra dell’ingombrante figura di Michael Kiske. I ritmi si alzano di nuovo con le successive “Falling Higher” e “Hell Was Made In Heaven” mentre una “Power” i cui cori e ritornello vengono intonati da tutti a gran voce trasportano il club milanese dentro l’ormai storico album “The Time Of the Oath”.

Weikath e soci tornano sul palco per due brani del calibro dell’anthemica “ Are You Metal?” e della sempre divertentissima “Dr. Stein”. Non possiamo non menzionare anche l’impegno profuso per tutto il concerto da Sascha Gerstner e Markus Grosskopf, che alla ricomparsa on stage dopo un’ulteriore finta uscita trovano un valido alleato in Kai Hansen. Il frontman dei Gamma Ray torna infatti in scena per un medley da urlo che pesca dagli inizi della carriera della band tre perle del calibro di “Halloween”, “ How Many Tears” e “Heavy Metal (Is The Law)”. Il pubblico dell’Alcatraz è in visibilio, ma il colpo di grazia arriva con “I Want Out”, per la quale si aggregano anche Henjo Richter e Dirk Schlachter ad affollare il palco: una vera e propria celebrazione del power metal teutonico. La foto finale, che immortala i componenti di Helloween e Gamma Ray tutti insieme abbracciati in scena, ritrae un vero e proprio momento storico: anche nella sua seconda edizione l’ “Hellish Rock Tour” si è rivelato un evento imperdibile.

Setlist
01. Wanna Be God
02. Nabataea
03. Eagle Fly Free
04. Straight Out Of Hell
05. Where The Sinners Go
06. Waiting For The Thunder
07. Steel Tormentor
08. Drum Solo
09. I’m Alive
10. Live Now!
11. Hold Me In Your Arms
12. Falling Higher
13. Hell Was Made In Heaven
14. Power
Encore 1:
15. Are You Metal?
16. Dr. Stein
Encore 2:
17. Halloween / How Many Tears / Heavy Metal (Is The Law)
(con Kai Hansen)
18. I Want Out
(con Kai Hansen, Henjo Richter e Dirk Schlachter)

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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