Helloween + Gamma Ray: Live report della data di Bologna

Testo di Arianna G
Foto di Anna Minguzzi

Già dal primo pomeriggio l’Estragon ospita una gran folla che, incurante del freddo e delle intemperie di questo sei marzo meteorologicamente ostile, attende con trepidazione l’apertura delle porte per accaparrarsi i posti migliori per assistere ad uno degli eventi musicali più importanti di quest’anno: la seconda replica italiana dell’Hellish Rock Tour, che vedrà Helloween e Gamma Ray, le due colonne portanti del power metal europeo, dividere il palco ancora una volta.

Alle 19 i cancelli del locale si aprono e la folla entra in preda alla frenesia più pura, invadendo così le prime file. Gli apripista della serata sono gli Shadowside, band brasiliana ancora sconosciuta alla maggior parte del pubblico europeo ma acclamatissimi in patria. In questa occasione, l’ensemble brasiliano presenta per la prima volta in Italia l’ultima fatica discografica, “Inner Monster Out”: i brani proposti in questa sede hanno fatto storcere il naso ai più, risultando decisamente scontati. Se su disco gli Shadowside promettevano molto bene, dal vivo sono risultati alquanto deludenti. Nonostante il supporto di pochi astanti, che hanno comunque apprezzato la loro proposta musicale (un mix di metal classico e thrash), la performance è stata comunque energica, soprattutto grazie alla presenza scenica della vocalist Dani Nolden.

Veloce cambio di palco ed ecco che i Gamma Ray fanno il proprio ingresso sul palcoscenico dell’Estragon. La formazione teutonica torna nuovamente in Italia a distanza di due anni dalla loro ultima performance, tenutasi a Villafranca di Verona. Acclamati dal pubblico bolognese ancor prima di mettere piede sul palco, i tedeschi danno inizio al loro show. “Anywhere in the galaxy” e “Men, Martians & Machines” hanno il compito di aprire le danze. Da subito si denota come Mr Hansen sia in forma smagliante, presentandosi al pubblico col suo ghigno sornione e quell’esplosione di simpatia e vitalità che sono ormai il suo marchio di fabbrica, accompagnato da Dirk Schlächter e Henjo Richter che si dimostrano altrettanto vivaci e coinvolgenti. La grandissima presenza scenica di Kai Hansen offre ai presenti uno show entusiasmante. Il carismatico rosso leader ha interagito molto con il pubblico, senza risparmiarsi come d’abitudine qualche frecciatina rivolta a Silvio Berlusconi, mandando ulteriormente in visibilio la folla. La scaletta scelta per questo tour è forse la nota dolente dell’esibizione dei Rayz: strutturata con lo stesso fine dell’album “Skeletons and Majesties Live”, ovvero promuovere brani sottovalutati di album precedenti, ha lasciato l’amaro in bocca a molti per la mancanza dei grandi evergreen come “Rebellion in Dreamland”, “Somewhere Out in Space” o “Armageddon”. Discorso diverso è da farsi per i due brani estratti dal recente EP, l’omonima “Master of Confusion”, pezzo decisamente catchy dallo scanzonato sentore di “I Want Out”, e la ben più dura “Empire of The Undead”, che darà il titolo al prossimo album degli amburghesi; il pubblico sembra aver gradito decisamente le due nuove proposte. Non si può non rimanere piacevolmente sorpresi dall’approccio positivo che il pubblico ha avuto nei confronti dei brani di “To The Metal”, album che aveva visto dividersi i fan dei Gamma Ray tra consensi e dissensi. “Rise”, “Empathy”, “Shine Forever” e la title track sono risultati infatti molto graditi, al punto da venir cantati a squarciagola come dei classici. Con  “Send Me A Sign”, i Gamma Ray concludono uno show comunque carico di energia e di entusiasmo, lasciando il pubblico ancora caldo nelle mani degli headliner della serata.

Dopo  la grandiosa performance dei Rayz, giunge il momento per gli Helloween di salire sul palco. Purtroppo, il cambio di palcoscenico non avviene velocemente quanto quello per i Gamma Ray e dopo 20 minuti estenuanti, le luci calano. Un enorme banner che riprende la copertina del nuovo album “Straight Out Of Hell” è la perfetta scenografia per la performance della band teutonica. È giunto il momento per le zucche di Amburgo di prendere il possesso del palcoscenico, che si apprestano a presentare in sede live l’ultima fatica discografica, che ha raccolto ottimi consensi dai fans e dalla stampa. “Wannabe god” e “Nabataea” sono i due brani scelti per aprire l’esibizione dei tedeschi e se su disco sembravano due tracce ottime, in ambito live hanno una resa ancora più micidiale. Da subito, si denota come Andi Deris sia in ottima forma, mostrando una presenza scenica e una voce fuori dal comune, tenendo in pugno il pubblico senza alcuna difficoltà. Impossibile, infatti, non fare un paragone: se i Gamma Ray sono ruvidamente potenti, gli Helloween ne sono la controparte elegante e precisa, mantenendo sempre un alto grado di aggressività perfettamente accostato ad una grande raffinatezza. Seppur le zucche non siano calorose quanto i loro colleghi, non mancano in questa sede live gag e siparietti da parte di Sascha Gerstner e Markus Grosskopf, mentre Andi Deris, frontman carismatico, ha puntato maggiormente ad impressionare gli astanti piuttosto che a divertire. La scaletta scelta dalla band è stata stilata in maniera tale da promuovere sia il nuovo album e allo stesso tempo accontentare i fans di vecchia data: la setlist ha anche incluso molti dei classici più amati, fra cui “Eagle Fly Free”, “Dr Stein”, “Are you metal?” e “Power”. Momento epico della serata che ha infiammato il pubblico presente è stato il medley composto da “Halloween / How Many Tears / Heavy Metal (Is the Law)”, quando Kai Hansen è apparso ad accompagnare gli amici e colleghi sul palcoscenico. Strepitosa è stato il grande affiatamento fra i membri delle due band sul pezzo conclusivo della serata, l’immancabile “I Want Out”, pezzo che ha immancabilmente riportato i fan più nostalgici all’era del biondissimo Michael Kiske che ha fatto cantare tutti i presenti a squarciagola. Mai prima d’ora si è vista una così grande intesa fra due band storiche che, nel corso dei decenni, sono diventate due tra le realtà più affermate nel panorama musicale internazionale. Uno show degno di concludere un’ottima serata, all’insegna dell’allegria, di festa e di pura estasi che passerà sicuramente alla storia.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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