Header Unit

Helldone Festival: Live Report Day III – Him

Come di consueto a fine anno è tempo di vacanze e quale modo migliore se non quello di trascorrerlo nella terra delle renne e di Babbo Natale? Come da tradizione da parecchi anni il Tavastia, noto locale di Helsinki è il punto di incontro per l’annuale concerto di capodanno degli Him e anche una bellissima occasione per i fan che provengono da tutto il mondo di ritrovarsi grazie alla passione comune per la band finlandese. L’anno scorso il festival si è tenuto in tre giornate con l’avvicendamento sul palco di svariate band locali e altre di fama internazionale anche musicalmente molto distanti tra loro, quest’anno invece si è puntato sugli Him come headliner di tutti e tre i giorni accompagnati dagli At The Hollow, formazione con base a Helsinki voluta fortemente dal gruppo capitanato da Ville Valo.

La band è composta da Kalle Koo alla chitarra e voce, Juho Martikainen al contrabbasso e Risto Jarvelin alle percussioni e propone un genere particolare e non di facile assimilazione, un post rock sofferto e lisergico difficile da etichettare e da rinchiudere in schemi predefiniti. La quasi totale assenza di interazione poi con il pubblico da parte del frontman non aiuta e seppure i presenti applaudono e dimostrano in parte di gradire la loro proposta, di certo non si disperano quando viene annunciato l’ultimo pezzo in scaletta, “Echos” una composizione a dire il vero sopra la media che colpisce per la giusta combinazione di melodie, a volte delicate e altre più incisive e pressanti, soprattutto in chiusura dove convivono i frammenti di musica post rock con un certo gusto low-fi piuttosto originale.

 

 

 

Dopo di loro è la volta del Dj set di Jussi 69, il batterista dei The 69 Eyes che  per un’oretta fa scatenare i presenti dietro la sua consolle con una selezione di brani piuttosto varia, si passa dai pezzi del suo nuovo progetto i The Local Band ad altri dei Type O’ Negative, senza dimenticare un omaggio a Lemmy e ai Motorhead con l’eterna “Ace Of Spades”.

Qualche istante prima dello scoccare della mezzanotte sale sul palco il proprietario del Tavastia per il consueto discorso di fine anno, questa volta molto bello e toccante e ringrazia i fan provenienti da tutto il mondo, anche in un periodo storico non facile come il nostro a causa della minaccia del terrorismo. E così dopo il consueto countdown con l’arrivo dell’anno nuovo e lo spumante spruzzato sulle teste delle prime file fa ingresso la band accolta con un calore immenso in grado di sciogliere anche i -10 gradi registrati all’esterno.

Si parte subito con il piede sull’acceleratore con “Buried Alive By Love” uno dei brani più rocciosi e convincenti tratti da “Love Metal” seguita da una “Poison Girl” ruffiana e orecchiabile al punto giusto. Vola anche un reggiseno sul palco che Valo (il frontman) prontamente sistema in prossimità delle tastiere e che gli strappa un sorriso beffardo, ma non c’è tempo da perdere e viene servita una convincente “Your Sweet 666” che manda in visibilio soprattutto i vecchi adepti della band.

Il gruppo ha tra le sue fila un nuovo batterista Jukka Kroger che ha avuto l’arduo compito di sostituire il dimissionario Gas Lipstick, per anni colonna portante del sound della formazione di Helsinki. Il nuovo entrato comunque ha già avuto modo di farsi conoscere nei recenti tour intrapresi  dagli Him soprattutto in Sud America e in Giappone, ma il Tavastia sicuramente  rappresenta la prova del fuoco per il nuovo acquisto, prova comunque superata grazie alla precisione  e potenza dimostrata accompagnata comunque dal suo stile personale che risulta non una mera copia del suo illustre predecessore.

La scaletta ad ogni modo ripercorre quasi per intero la carriera della band si pesca un po’ in quasi tutta la discografia ad eccezione dell’ultimo lavoro in studio “Tears On Tape”, anche se va segnalato che nella serata del 29 viene eseguita “Into The Night”. Si passa da “Killing Loneliness” alla rocciosa “Soul On Fire” fino ad arrivare all’immancabile “Join Me”, la famosissima ballad che ha fatto avvicinare molti alla band per la prima volta. All’inizio di “Wicked GameVille interrompe lo show a causa di una rissa tra le prime file, la security è costretta ad intervenire per calmare gli animi e poi il brano viene ripreso dall’inizio. Fortunatamente non si è rovinato il mood festoso della serata e con la bellissima “The Sacrament” si è pronti a ripartire. Con l’intensa ed emozionante “In Joy & Sorrow” si rallenta un po’ il ritmo prima della parte finale che vede in successione “Right Here In My Arms”, “Funeral Of Hearts” e l’incandescente cover di Billy IdolRebel Yell”. La band esce per qualche minuto per riposarsi ma viene richiamata a gran voce per i bis che consistono in “Passion’s Killing Floor”, la storica e molto amata “Razorblade Kiss” e la lisergica suite “When Love And Death Embrace” che riesce a mettere d’accordo svariate generazioni di Him fan. Un altro anno è passato e mancano ancora tantissimi giorni alla fine del 2016, ma di una cosa siamo sicuri, nulla al mondo ci farà perdere l’appuntamento al Tavastia a fine dicembre.

eva.cociani

view all posts

Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Diana Mistera

    bellissimo articolo Eva!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login