Helldone Festival: Live Report – Day II – Children Of Bodom

La seconda giornata dell’Helldone Festival si può proprio dire che inizia con il botto con i Daniel Lioneye, per chi non lo sapesse sono il side project del chitarrista degli Him Linde accompagnato da Bad Mize e Bil Bao che sono i fidati compari negli Him: Mige (al basso) e Ville (qui alla batteria) nascosti da dei divertenti pseudonimi. La band ha realizzato nel corso della carriera due lavori in studio “The King Of Rock’N’Roll” nel 2001 con questa formazione e successivamente nel 2010 “Vol II” (qui la recensione) che li ha portati anche negli Stati Uniti come gruppo spalla dei Cradle Of Filth. Questa sera il three-piece si presenta da subito bello carico pieno di voglia di divertirsi e di divertire e lo fa alla grande sciorinando uno dietro l’altro quasi tutti i brani del primo album in studio. Si parte dalla caciarona “Pussy Lover” alla dirompente “Roller”, mentre con “Lonely Road” i ritmi tipicamente stoner vengono accantonati  per dare spazio ad un pezzo dove le melodie sono in primo piano, ma la calma dura poco con “Dope Danny” si preme nuovamente sull’acceleratore fino alla finale “The King Of Rock’N’Roll” caratterizzata da un riff di chitarra irresistibile dove è impossibile stare fermi. Ottimo inizio per questa seconda giornata, speriamo che questo gruppo, visti gli impegni con la band madre prima o poi trovi il tempo di fare un tour come si deve in giro per l’Europa, vanno visti assolutamente.

Ad allietare l’attesa tra una performance e l’altra questa sera ci pensa il dj set di Jussi dei The 69 Eyes al Semifinal, il locale adiacente al Tavastia e raggiungibile comodamente anche dall’interno di quest’ultimo, ma bando alle ciance è già tempo di vedere la seconda formazione in cartellone, i Reckless Love, recentemente passati anche dalle nostre parti, li troviamo per la prima volta nell’ambito di questo festival e l’emozione è tangibile sulle facce dei ragazzi di Kuopio. Il loro glam festaiolo è trascinante e coinvolgente ed è proprio l’ideale per celebrare un anno che se ne sta per andare, si passa dall’iniziale “Night On Fire” alla goliardica “I Love Heavy Metal” e la dinamitarda “Badass”, ma è nella parte finale che la band ci riserva il meglio con il tormentone “Animal Attraction”, “Back To Paradise” e l’immancabile “Hot” che alza la temperatura ai massimi livelli. Il genere proposto dai Reckless Love sarà datato, retrò o come vi pare ma è in grado di divertire e far ballare i presenti e considerando che la stragrande maggioranza qui è in trepidante attesa degli headliner, questo è un grande traguardo.

Con “Halo Of Blood” (qui la recensione) da pochissimo diventato disco d’oro in patria i Children Of Bodom hanno il compito di celebrare questo importante traguardo e di chiudere in bellezza la seconda giornata dell’Helldone Festival e lo fanno davanti ad un Tavastia totalmente sold-out, come è giusto che sia visto il costante e crescente affetto dei fan verso la formazione capitanata da Alexi Laiho. Il palco è addobbato in versione natalizia e anche i calorosi fan delle prime file si sono agghindati a tema per l’occasione, quello che colpisce subito comunque è il potente impatto sonoro che la band riesce a sprigionare già dalle prime note di “Are You Dead Yet?” e l’incredibile interazione con il pubblico, già partecipe e coinvolto da subito. La band è una vera e propria macchina da guerra e alterna i brani più famosi come “Lake Bodom” e “Hate Crew Deathroll” con le composizioni più recenti come “Scream For Silence” e “Dead Man’s Hand On You”. Alla divertentissima cover dei Ramones “Somebody Put Something In My Drink” spetta il compito di chiudere un set di breve durata, ma emozionante ed intenso che difficilmente dimenticheremo. E ora non ci resta che seguire il loro consiglio e proseguire la serata al bar sperando di non trovare sorprese nei nostri drink.

 

 

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