Hellacopters: Live Report della data di Milano

Devo essere sincero l’ultimo lavoro degli Hellacopters ‘Rock and roll is dead’ non mi ha entusiasmato molto, anzi a parte qualche canzone il disco fila via nella mediocrità. Nonostante questo l’attesa per lo show è frenetica e la passione per il gruppo sempre alle stelle. Il pre-show si apre con un sottofondo southern rock tipico anni 70 ed é forse questa la nuova direzione musicale che hanno scelto i nostri svedesoni, certo un bel po’ diversa da quella con cui li avevo conosciuti (Olympic Stadium di Stoccolma 1997 di supporto ai Kiss e li veramente i Copters avevano spaccato!). A scaldare l’attesa ci sono i Small Jackets che anche se non vantano provenienze esotiche (sono italianissimi!) dimostrano come il rock and roll si possa suonare a tutte le latitudini … BRAVI! Continuate così. Alle 23 circa entrano in scena gli Hellacopters, Nicke Andersson sembra un gangsters anni 50, vestito di nero con tanto di gilet, che al posto del mitragliatore imbraccia la chitarra con presa rigorosamente mancina!!! Comincia il fuoco… si parte con un vecchio classico come ‘Gotta Get Some Action Now’, tratto dal loro primo lavoro ‘Supershitty To The Max’. Non male come inizio. Si prosegue poi con ‘ Move Right Out Of Here’e ‘Before The Fall’.. le canzoni scorrono veloci, Nicke, si sa, non e’ un grosso interlocutore con il pubblico e quindi si fila rapidi come un treno senza pausa alcuna.’Everything On Tv’, primo singolo tratto dall loro ultimo album, riscalda la platea presente. Come hit-single funziona veramente bene, niente da dire. Il concerto si consuma in un’ora scarsa, piu’ alcuni bis che lasciano i fans a bocca aperta. I Copters ci riservano infatti due chicche finali,’Rock And Roll Is Dead’, uscita solo come bonus track per il mercato giapponese e un esplosiva cover di ‘Kick Out The Jams’ dei grandi, granitici e dinamitardi MC5!!!!!!!! Tutto sommato il concerto e’ stato piacevole, anche se lascia pensare che gli Hellacopters abbiano intenzione di lasciarsi alle spalle in modo definitivo l’illustre passato, idea facilmente deducibile da una scaletta in cui delle 19 canzoni proposte solo tre fanno parte del periodo indie-White Jazz, mentre tutto il resto appartiene alle uscite targate Universal. Un peccato, forse, ma è stata comunque una serata di grande rock and roll, con tanto di cappello come quello di Nicke Andersson!!

Foto di Roberto Ariberti

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  1. pippo

    figata

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