Harem Scarem + Old Man’s Cellar + The Pythons: live report della data di Milano

Dobbiamo dire che l’incipit della serata in questione ci aveva un po’ fatti traballare!

Pioggia battente, serata infrasettimanale, locale piccolo e prima band in scaletta (The Pythons) già in chiusura di concerto: diciamo che la nostra “prima volta” al cospetto di un nome storico dell’hard rock mondiale, gli Harem Scarem, ce la saremmo immaginata diversa… ma con la classe che li contraddistingue i canadesi hanno comunque salvato una serata che rischiava di degenerare in negativo.

I modenesi Old Man’s Cellar hanno fatto un ottimo lavoro di pre-riscaldo alla serata del Blue Rose Saloon di Bresso con il loro hard rock diretto, ben eseguito, soprattutto nelle fantasiose svisate chitarristiche di Federico Veratti, emulo di Van Halen, dello stesso Lesperance e di George Lynch ma anche musicista dal piglio personale ed eclettico.

Purtroppo, come se il soundcheck non fosse mai avvenuto, gli headliner (dopo un accesso atipico al palco passando tra il pubblico) hanno avuto da subito una serie di problemi a spie, microfoni e livelli; il rientrante Darren Smith (batteria, voce) ed il frontman Harry Hess sono peraltro sembrati molto alterati inizialmente per questi disguidi anche se la loro umiltà e preparazione hanno fortunatamente permesso allo show di mantenere un elevato livello qualitativo.

La voce del citato singer, nonostante i 45 anni compiuti, non ha avuto cali di sorta e non è molto lontana dalle prove in studio o dal “Live At The Gods” di una decina d’anni orsono; Smith di par suo gli ha dato man forte ai cori e cimentandosi nelle lead vocals di “Sentimental Blvd”. Ovviamente anche Pete Lesperance alla sei corde è stato uno dei punti cardine della riuscita del concerto con una maestria davvero encomiabile sul manico e una serie di assoli ormai diventati leggenda; il concerto celebrava i 20 anni dalla pubblicazione del fondamentale “Mood Swings” uno dei capisaldi della storia dell’hard rock ma promuoveva anche la recente ri-registrazione dello stesso pubblicata da Frontiers. La scaletta ha incluso di conseguenza detto album nella sua totalità anche se la scaletta ha visto l’inserimento di altre seminali tracce come “Dagger”, “Slowly Slipping Away”, “Karma Cleansing”, la toccante “Honestly” e altre.

Pauroso il bis (anche se fisicamente la band non si è mai allontanata dal palco) composto da “No Justice” e “Change Comes Around” due hit senza tempo del classico hard rock “agrodolce” dei canadesi, vale a dire un perfetto mix di melodia, aggressività e malinconia.

Grandi!

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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