Hardcore Superstar: Live Report della data di Carpaneto Piacentino

C’è attesa per questa data degli Hardcore Superstar, in cui presenteranno il loro nuovo ‘No Regrets’, lavoro ancora più easy e immediato dei suoi predecessori. E infatti, nonostante il posto sia piuttosto isolato il pubblico lo riempie, e c’è parecchio entusiasmo. Si segnala una forte presenza di ragazze molto giovani tutte molto esaltate per l’evento, fortunatamente senza isterismi ma con una sana voglia di fare casino. La cosa è abbastanza insolita e, oltre al fatto che la calca sotto il palco si è trasformata in qualcosa di più confortevole, è stato davvero divertente osservare le reazioni di ragazzine alla prima esperienza di concerto davanti ai maschioni gonfi di testosterone e sudati in preda a raptus da pogo… tra il seccato, il divertito e lo schifato. Confesso che ho passato buona parte del concerto a guardare il pubblico.

Aprono le danze i veneti Bastet, divertenti da guardare con le loro mossettine, le slinguate tra i vari componenti del gruppo (l’assolo a chitarre incrociate concluso con bacio in bocca è veramente true…), e da ascoltare negli intermezzi in cui il cantante se la prende un po’ con tutti. La musica? E’ solo una scusa per salire sul palco a fare casino.

Tocca infine agli svedesi salire sul palco, e il pubblico si infiamma. E ne ha tutte le ragioni, sul palco sono nel loro elemento naturale. Energici, adrenalinici, hanno l’aria di divertirsi e quindi fanno divertire tutti.

Presentano una scaletta equilibrata tra i tre album, anche se la maggior parte del pubblico non ha ancora messo le mani sul nuovo (che in Italia latita), e quindi non canta a squarciagola ogni verso come sui pezzi vecchi. Ma le nuove canzoni sono valide, più immediate e festaiole, e dal vivo sono ancora più dirette ed efficaci che su disco, quindi tutti si scatentano lo stesso.

La dimensione è quella ideale per un evento del genere, un club piccolo che permette il contatto fisico tra band e pubblico, e permette alla scarica elettrica (proprio nella notte del blackout…) di passare nelle due direzioni. In questo modo nessuno si risparmia, né il gruppo né il pubblico, tutti saltano, ballano, cantano, sudano, e il rito del rocchenroll si celebra ancora una volta, sempre uguale e sempre coinvolgente.

Intervista a Jocke Berg

Hardcore Superstar – No regrets

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