Haken: Live Report della data di Milano

Serata di sold out al Legend di Milano nell’ambito del cartellone “Rock In Park”; gli Haken infatti portavano sul suolo italico il loro prog metal iper tecnico ed iper cinetico per un’unica data in compagnia di Arkentype e Special Providence.

Arriviamo nel locale già colmo durante le ultime battute dello show degli Arkentype, autori l’anno scorso del discreto album “Disorientated” e alle prese con un djent metal che sconfina sia nell’alternative che nel prog ma che non riusciamo a decifrare bene nonostante la ruspante presenza scena dei giovani norvegesi.

Avevamo già apprezzato le qualità tecniche gli Special Providence di spalla agli Spock’s Beard sempre al Legend qualche mese fa ed il concerto di ieri sera ha solo confermato la perizia di questo quartetto ungherese dedito ad un mix interamente strumentale di progressive rock, jazz e fusion; il batterista Adam Markó spinge come un ossesso riuscendo con scioltezza a tenere tempi dispari sui quali partono gli assolo dei tre compari che in più tratti ricordano i Cynic senza voci. Torneranno in Italia a settembre in occasione del festival di Veruno (NO) “2 Days Prog + 1” (Ver1 Musica patrocinava anche il concerto di cui stiamo parlando)… non perdeteli.

Che dire degli Haken: in pochi anni questi sorridenti giovanotti inglesi si sono trasformati da splendidi debuttanti del calderone prog metal (con il già maturo “Aquarius” del 2010) in un gruppo pieno di convinzioni e nessun lato debole… nemmeno le prestazioni live. I suoni del Legend sono stati ottimi, forse l’unica pecca era il volume eccessivamente alto e lo si notava quando il sestetto partiva all’unisono creando un’eccessiva compressione. Egregia la prestazione di Ross Jennings, anch’egli un po’ coperto dalle chitarre quando utilizzava il suo tipico falsetto o comunque le note più alte e flebili; pressoché inattaccabile la scaletta che a fianco dei prevedibili estratti dallo splendido “Affinity” (su tutte “Initiate” e “1985”) presentava pezzi da novanta come “Falling Back To Earth”, “Cockroach King” e la conclusiva “Crystallised” vero trattato del prog metal più innovativo ma al contempo debitore della tradizione inglese. Mostruoso il batterista Ray Hearne, mai troppo considerato nelle poll specializzate ma paragonabile ad alcuni grandi dello strumento e grandiosi anche i duelli di chitarra Henshall/Griffiths nonché le tastiere riempi tutto di Diego Tejeida ed i controcanti sempre precisi anche se poco decifrabili (sempre per la questione volumi).

Concerto di altissimo livello, con un grande trasporto di un pubblico stipato in ogni dove…direi anche in eccesso per la capienza del locale (senza voler essere critico verso chi comunque si fa il mazzo per organizzare splendide serate come questa).

haken-affinitour

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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  1. Lele "Prog" Faz

    Mi sembra di capire che mi son perso una gran performance…come immaginavo…ma ero troppo cotto…peccato, sarà per la prossima …

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