Haggard: Live Report della data di Bologna

Tour decisamente inaspettato quello che vede protagonista assoluta una delle band storiche del panorama classico/sinfonico degli ultimi 20 anni: i tedeschi Haggard hanno deciso di stupire la propria fanbase intraprendendo un tour “un po’ alla cieca”, senza avere alle spalle una release imminente. Infatti, la nuova fatica discografica della band teutonica uscirà agli inizi del prossimo anno, ma i nostri hanno voluto ugualmente portare avanti la propria decisione, regalando ai propri fan uno show veramente emozionante, che vede in veste di supporter due band italianissime: i Sound Storm e gli Ancient Bards.

Terminata la lunghissima coda alla biglietteria per munirsi sia di biglietto che della tessera obbligatoria per accedere al locale, i fedelissimi accorsi già dal primo pomeriggio prendono possesso della propria postazione e attendono pazientemente l’ingresso della prima band della serata. Spetta ai torinesi Sound Storm aprire le danze, e seppur la band sia attiva già da qualche anno, purtroppo risulta essere ancora misconosciuta per moltissimi degli astanti presenti in sala. La proposta musicale della band è fondamentalmente un symphonic power metal fortemente ispirato ai Vision Divine (non vi nascondo che, in un primo momento, il cantante Fabio Privitera – persona designata per questo nuovo tour – ci ha ricordato Michele Luppi).  In questa occasione la band ha dato ampiamente spazio all’ultimo album, “Immortalia”, presentando i brani di maggior successo quali “Blood Of Maiden”, “Faraway”, “The Curse Of The Moon” e “Wrath Of The Storm”, alternando anche pezzi del primo full-length, come “Ecclesiae Iudicium” e la bellissima “Torquemada”. Con le new entry Elena Crolle (tastiere), Rocco Mirarchi (chitarra) e Alessandro Bissa (batteria), la band regala una performance veramente coinvolgente, forse poco sentita dai presenti, ma che mostra il potenziale di questa band. Con la tripletta “Promises”, “Torquemada” e “The Portrait” la band chiude in grande stile un’abbondante mezzora di set e si congeda elegantemente, per poi concedersi per qualche foto ed autografo nella zona riservata al merchandise.

Scaletta:

Immortalia
Back To Life
Wrath Of The Storm
Blood Of Maiden
Faraway
The Curse Of The Moon
Promises
Bloody Tears

Encore:

Ecclesiae Iudicium
Torquemada
The Portrait

Ingresso in pompa magna anche per gli Ancient Bards che danno il via alla loro performance con “Before The Storm/A Great Purpose”, primo singolo estratto dal recente “A New Dawn Ending”, album apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Grandissima era la curiosità volta a questa band (soprattutto per la sottoscritta) che in meno di un’ora ha incantato un pubblico veramente caloroso ed entusiasta nel voler  accompagnare il combo di Rimini durante l’intera performance! Sara Squadrani, vera star della serata, dà nuovamente conferma di essere una delle migliori vocalist in circolazione: infatti, questa sera tutti gli occhi – e le orecchie – sono puntati sulla bella riminese. Tra i brani presentati, citiamo la bellissima e romantica “In My Arms”, di cui era stato realizzato un video, “The Last Resort”, che sul disco vantava l’eccezionale  partecipazione di Fabio Lione, “The Birth of Evil”, che ci riporta ai tempi del debutto discografico della band e la conclusiva “Through My Veins”. Nonostante l’esemble romagnolo sia musicalmente attivo dal 2007, rimane tuttora una delle realtà italiane più sottovalutate e bistrattate del panorama metal e in cuor nostro, ci auguriamo che questo validissimo quintetto possa ottenere maggior attenzione non solo nel nostro paese, ma anche a livello internazionale. Questa seconda data dell’ “A New Ending Dawn Tour 2014” (la prima si è tenuta presso il prestigiossimo Metal Female Voices Festival, ndr) è stata veramente un grande successo, e in attesa di vedere ulteriori risultati, vi invitiamo caldamente a seguire la band nella città a voi più vicina. Bravi ragazzi!

Scaletta:

Befor The Storm
A Great Purpose
Flaming Heart
The Birth Of Evil
In My Arms
The Last Resort
Through My Veins

Tre violinisti, due flauti, un violoncello, un batterista ai quali si aggiungono il bassista Giacomo Astorri e il chitarrista Claudio Quarta, seguiti da due coristi e, ovviamente, dal main-man Asis Nasseri. Questa è la lineup completa, che si presenta sul palco dello ZR. L’attesa per questa band era veramente tanta, così come tanta era la curiosità sorta poco dopo l’annuncio ufficiale. L’occasione, quindi, si è presentata ghiotta sia per i fan più longevi, sia per chi segue la band da poco e, vista la portata dell’evento, non potevamo farci sfuggire l’opportunità di vedere in azione il magnifico combo di Halle. Qualche minuto per creare la giusta atmosfera ed ecco che sulle note di “Of A Might Divine” prende vita il magico show degli Haggard. Non scorre neanche il tempo di terminare l’esecuzione del brano che per il frontman tedesco iniziano i problemi: il secondo microfono del vocalist inizia a gracchiare, rovinando per un istante una performance pressoché perfetta. Il tempo di porre rimedio al piccolo inconveniente e si riparte alla grande con “Tales Of Ithiria”, seguita da “The Observer”, brano ispirato ad una delle personalità più importanti della storia europea, Galileo Galilei. Nel corso della serata, Mr Nasseri ricorda agli astanti che la musica è nata per essere capita ed ascoltata e che sarebbe, quindi, apprezzabile che l’audience non parli durante l’esibizione. Un concetto saggio ma che, purtroppo, ultimamente viene spesso dimenticato. Si prosegue con “In a Pale Moon’s Shadow” e “The Final Victory”, per poi arrivare al momento più clou della serata: ecco, infatti, che Asis introduce inaspettatamente “Seven From Afar”, nuovo inedito che farà parte di “Grimm”,  un nuovo concept album che parlerà delle fiabe scritte dai fratelli padri fondatori della Germanistica. “Upon Fallen Autumn Leaves” vede un pubblico sempre più presente e partecipe, molto entusiasta di accompagnare la performance della band teutonica, specialmente nel coretto “Moonrise”. Eccezionale è anche la prestazione di Janika Groß, perfettamente a suo agio nell’esecuzione dei 14 brani in scaletta. Certamente non possono mancare all’appello alcuni dei brani più conosciuti, come “Heavenly Damnation”, “In a Fullmoon Procession” e “Herr Mannelig”, acclamati a squarciagola dai presenti. Nonostante il pubblico sia ancora caldo e voglia ancora di più, si giunge purtroppo alla parte finale della serata: “Per Aspera Ad Astra”, “Eppur Si Muove” e la conclusiva “Awaking the Centuries”, che vede la partecipazione dei Sound Storm sul palco, segnano la fine di questo meraviglioso set, purtroppo tagliato, forse complice il ritardo con il quale è iniziata la serata. Riepilogando, possiamo dirci soddisfatti di questo show, dove la magia l’ha fatta da padrone. In attesa di un prossimo appuntamento live, noi non possiamo che ritenerci contenti della serata regalataci da queste tre band prestigiose ed eccellenti e ci sentiamo di dare un plauso soprattutto a chi ha organizzato questo show: Valerio Sbriglione, chitarrista dei Sound Storm e mente organizzativa di tutto il carrozzone. Che dire? Bravissimi Haggard, che ancora una volta hanno saputo stupirci e regalarci vere emozioni!

Scaletta:

Of a Might Divine
Chapter I – Tales Of Ithiria
The Observer
In a Pale Moon’s Shadow
The Final Victory
Seven From Afar (New Song)
Chapter II – Upon Fallen Autumn Leaves
Heavenly Damnation
In a Fullmoon Procession
Origin of a Crystal Soul
Herr Mannelig
Per Aspera Ad Astra
Eppur Si Muove

Encore:

Awaking the Centuries

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  1. Kermit

    PS hai mica visto chi è che suona la batteria dei Sound Storm???

    Reply

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