Haggard: Live Report della data di Trezzo Sull’Adda (MI)

Dopo le date in America latina gli Haggard sbarcano anche in Italia con il nuovo “Era Divina Tour 2010” che festeggia i vent’anni di vita della band.

La German Metal Orchestra si è esibita domenica 11 Aprile al Live Club di Trezzo sull’Adda,per poi proseguire la sera successiva all’Estragon di Bologna, portando sul palco l’intera formazione per un concerto che potremmo definire esemplare.

Ad aprire le danze sono i milanesi Furor Gallico, band giovane che propone un folk metal grintoso e particolare unendo agli strumenti della tradizione metal suoni tipicamente celtici.

Il cantato growl/scream del frontman Pagan e i riff graffianti di chitarra si amalgamano ora alla dolcezza del violino di Laura e dell’arpa di Becky, ora alle atmosfere evocative di cornamuse, flauti e bouzouki.

La compagine nostrana, particolarmente apprezzata dal pubblico, ha presentato brani tratti dal demo “390 B.C. – The Gloriuos Dawn”, tra i quali merita un occhio di riguardo la stupenda”La Caccia Morta”, che è sicuramente il fiore all’occhiello del repertorio dei nostri, e pezzi nuovi, tra cui “Ancient Rites” e “Curmisagios”, che andranno a far parte del primo full lenght.

E’ il momento degli headliner della serata, gli Haggard, accolti dal pubblico con un boato. La band dal vivo è semplicemente maestosa, dall’alto dei suoi 15 elementi che affollano il palco creando uno spettacolare colpo d’occhio, e maestosa è anche la sua proposta musicale che, com’è noto, unisce la musica classica, rinascimentale e medievale alla forza del death/doom metal. Il gruppo in forma perfetta, con una Susanne Halers (soprano) scatenatissima, trascina il pubblico per l’intero concerto attraverso una set list meravigliosa: da “The Origin” ad “Awaking The Century” passando per”Tales Of Ithiria”, per “The Observer”, per la bellissima “Per Aspera Ad Astra”, per “The Final Victory”, per la famosa versione di “Herr Mannelig” durante la quale i due chitarristi e il bassista si sono permessi una saltellante incursione tra il pubblico in delirio, insomma un emozionante viaggio attraverso tutti e 4 gli album pubblicati.

Archi, fiati, percussioni e pianoforte si infilano tra le scariche adrenaliniche di chitarre e basso, talvolta fondendosi con esse, talvolta emergendo delicatamente, accompagnati dall’eleganza delle voci dei tre cantanti lirici (due soprani e un tenore) e dal growl incisivo e penetrante del leader Asis Nasseri.

Un’apoteosi musicale fino all’ultima nota che rimarrà a lungo impressa nella mente dei presenti.

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