Grave Digger: Live Report di Cremona e Roma

CREMONA – Midian Club, 29 Gennaio 2016

Il mio anno di live show si apre con una delle tre date italiane dei Grave Digger, che promettono una performance scoppiettante per celebrare il 35esimo anniversario della band. Arrivo un po’ scettica al Midian Club, che mi sembra una location un po’ troppo sacrificata per una band cardine dell’heavy/power metal tedesco, sebbene i Grave Digger siano stati da sempre sottovalutati rispetto ad esempio agli amici Blind Guardian, con cui condividono paese d’origine e, presumibilmente, parrucchiere.

Appena varco la soglia del Midian rimango piacevolmente sorpresa: il pub in stile gotico, con arredi degni del castello di Dracula, dipinge un’atmosfera medievale e lo sfondo perfetto per l’esibizione della combo teutonica, che ha fatto delle storie di Re Artù e delle lotte nelle Highlands scozzesi i suoi cavalli di battaglia.

La serata comincia e, con in mano un bicchiere di birra, assisto all’esibizione dei due opener, che si rivelano perfetti per l’occasione: gli svedesi Stormhold, precisi e martellanti, conquistano gli ancora pochi presenti con un power metal che non si può certo dire originale, ma ben eseguito e decisamente piacevole da ascoltare. Cascate di capelli biondi esibiti in headbanging selvaggi e costumi di scena in stile guerriero vichingo fanno il resto.

 

 

 

Tocca poi agli italiani Adamas intrattenere un pubblico che comincia ad infoltirsi, e la band umbra lo fa con un thrash metal tecnico e veloce, dimostrando di sapere il fatto suo. Prima di congedarsi, gli Adamas rendono omaggio allo scomparso Lemmy Kilmister con una cover magistrale di Ace Of Spades, cantata con coinvolgimento da tutti i metallari presenti.

 

 

 

Un tocco di power e uno di heavy metal sono il modo migliore per introdurre i Grave Digger, che salgono sul palco di fronte ad un pubblico molto meno numeroso di quello cui sono abituati nella loro patria, ma da subito calorosissimo. La band ricambia con uno show divertente e coinvolgente che, come annunciato in apertura da Chris Boltendahl, spazia dai grandi successi che hanno segnato il cammino del gruppo teutonico dagli anni ’80 in poi, fino al nuovo album del 2014, “Return Of The Reaper”.

L’apertura è affidata a “Headbanging Man”, tratta dall’album del 1984 “Heavvy Metal Breakdown”, ma è con le successive “The Round Table” e “Witch Hunter” che l’atmosfera si scalda davvero. Mentre mi accorgo un po’ stupita che al centro del locale si è creato un vero e proprio moshpit in miniatura, la scaletta continua, intervallata da simpatici momenti di interazione tra i componenti della band sul palco e con il pubblico. Chris Boltendahl è vocalmente ispirato e regge impeccabilmente un’ora e mezza di show, mentre il chitarrista Axel “Ironfinger” Ritt sfoggia riff potenti e un fisico invidiabile per la sua età.

I presenti acclamano uno per uno i componenti dei Grave Digger, che si divertono a suonare e a intrattenere, senza perdere un colpo con il passare dei minuti. “We Wanna Rock You” ed “Excalibur” fanno cantare tutti a squarciagola, ma anche i nuovi pezzi come “Tattooed Rider”, tratto dall’ultima fatica della band, convincono a suon di metallo pesante.

Il momento che aspetto da tutta la serata arriva quando Chris annuncia che è ora di eseguire il grande classico della combo tedesca, quella Rebellion che nel 2010 ha fatto cantare l’intero Wacken Open Air. É a questo punto che la location del Midian Live Club di Cremona dimostra tutta la sua adeguatezza alla serata: mi sembra quasi di trovarmi davvero in un castello delle Highlands scozzesi ad ascoltare una storia di guerra e cornamuse in chiave metal.

Al termine dell’inno dei Grave Digger, è già arrivato il momento per la band di salutare i presenti e lasciare il palco, per poi tornare nel giro di un paio di minuti per l’encore. La serata si chiude con “The Reaper”, tratta dall’omonimo album del 1993, seguita da “Highland Farewell” e dall’immensa “Heavy Metal Breakdown”, attesissima da tutti i presenti, me compresa. Come se ce ne fosse bisogno, la band incoraggia il pubblico a intonare il ritornello, in una grande performance conclusiva che segna la fine della serata.

Rinnego del tutto il mio iniziale scetticismo e mi ritrovo a pensare di aver appena assistito ad un bellissimo show, con la piacevole sorpresa di due opening act all’altezza della situazione e con la certezza che questi Grave Digger sono ancora in grado di portare alto il vessillo dei clan che continuano a marciare contro la legge.

La professionalità, l’esperienza e il piacere di suonare su un palco sono stati evidenti anche in un contesto che poteva sembrare inadatto ad una band del calibro dei Digger: il risultato è stata una grande serata all’insegna dell’heavy metal che si rispetti. (Ilaria Marra)

Setlist:

  1. Headbanging Man
  2. The Round Table
  3. Witch Hunter
  4. Stand Up & Rock
  5. Ballad Of A Hangman
  6. Season Of The Witch
  7. Here I Stand
  8. We Wanna Rock You
  9. Dark Of The Sun
  10. Excalibur
  11. Fire In Your Eyes
  12. Tattooed Rider
  13. Knights Of The Cross
  14. Rebellion

Encore:

  1. The Reaper
  2. Highland Farewell
  3. Heavy Metal Breakdown

Foto di Matteo Donzelli


 

 

 

 

ROMA – Traffic Club, 28 Gennaio 2016

 

 

Foto: Giuseppe Maffia

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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