Grand Magus + Angel Witch + Enforcer: Live report della data di Milano

Arrivando al Legend Club mercoledì sera i Grand Magus si saranno senza dubbio sentiti a casa. La neve caduta copiosa su Milano due giorni prima e una fitta nebbia, unite al fatto che il locale si trova in una zona ricca di verde e alberi, hanno infatti creato un paesaggio spettrale, tipico più di un villaggio svedese immerso nelle foreste piuttosto che dell’estrema periferia nord del capoluogo lombardo. Considerazioni “poetiche” a parte, la tappa italiana dell’ “Hunting Across Europe Tour” era davvero imperdibile: non capita tutti i giorni che una delle più interessanti realtà emerse negli anni 2000 e un’autentica leggenda della New Wave Of British Heavy Metal come gli Angel Witch condividano lo stesso palco. Vediamo allora come si è svolta questa data, sicuramente tra le più significative di questo inizio 2013.

Enforcer
Non riesco purtroppo ad arrivare al Legend Club in tempo per assistere all’esibizione dei Caronte, gruppo che aveva il compito di aprire le danze: sarà per la prossima volta, magari ad un orario migliore e con più tempo a disposizione! Si comincia allora con gli Enforcer, autori di un thrash/speed metal old school che più old school non si può. I quattro giovani svedesi salgono sul palco molto carichi e i tre pezzi suonati in apertura, “Death Rides This Night”, “Mistress From Hell” e “Mesmerized by Fire”, sono l’ideale per un inizio concerto di sicuro impatto. Il pubblico del locale, già abbastanza numeroso, si lascia infatti subito coinvolgere da questa musica decisamente diretta e di facile presa.

Col proseguire dello show la proposta dei nostri si rivela però abbastanza monotona e poco varia: con l’eccezione di alcuni fan della band accalcati in prima fila, tra il resto del pubblico inizia a serpeggiare un po’ di noia. Gli Enforcer mantengono comunque lo stesso livello di impegno e passione per tutti gli abbondanti 45 minuti della loro performance: al termine della conclusiva “Into The Night”, che riaccende l’interesse dei presenti, i nostri riescono anche a guadagnarsi un coro in loro onore in aggiunta ai consueti applausi.

Angel Witch
Il fatto che gli Angel Witch non siano riusciti ad ottenere lo stesso successo di loro illustri connazionali quali Iron Maiden o Saxon resta tuttora uno dei più sfortunati casi della storia del metal. Il loro omonimo debut album è infatti un capolavoro senza tempo i cui magistrali riff creati dal geniale Kevin Heybourne hanno incantato milioni di ascoltatori. La scaletta del concerto del Legend Club non poteva che concentrarsi principalmente su tale masterpiece, con qualche incursione in “As Above, So Below”, recente ritorno della band dopo anni di silenzio discografico.

Bastano le prime note dell’iniziale “Atlantis” per far capire al pubblico milanese che quello che si prospetta è uno spettacolo d’altissimo livello. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, quando le frecce al tuo arco rispondono al nome di “Confused”, “White Witch”, “Gorgon” e “Angel Of Death”. Trovare un highlight tra tutte queste gemme non è possibile: basta dire che l’eccellente lavoro dell’intero gruppo, dal mitico chitarrista Bill Steer (di supporto alla band in sede live) allo scatenato bassista Will Palmer, rappresenta il sostegno ideale a queste canzoni che hanno fatto la storia della N.W.O.B.H.M. Kevin Heybourne appare invece totalmente preso dalla propria esecuzione, forse un po’ carente per quanto riguarda l’interazione col pubblico: la fama di genio introverso l’ha comunque sempre avuta e i suoi sentiti ringraziamenti al termine di ogni brano, uniti al fatto che a fine serata lo si possa trovare a fondo sala a chiacchierare amabilmente coi propri fan, fanno però comprendere come non si tratti assolutamente di una persona dall’atteggiamento presuntuoso.

La partecipazione dei presenti è intensa e continua: basti pensare che anche in occasione della strumentale “Dr. Phibes” si alza un coro ad accompagnare la melodia portante del pezzo. Quando poi viene suonata Baphomet, canzone invocata a gran voce in precedenza, si leva un inevitabile boato. Terminata quest’ultima, Heybourne si lancia infine in uno dei riff più famosi della storia del metal britannico: stiamo naturalmente parlando dell’attacco di “Angel Witch”, brano che scatena all’inverosimile tutto il Legend Club. Una volta che il gruppo ha abbandonato il palco, la sensazione tra i presenti non può che essere una sola: quella di aver assistito ad uno show unico di una band che continua a meritare molto più di quanto finora ottenuto.

Setlist
01. Atlantis
02. Confused
03. Dead Sea Scrolls
04. White Witch
05. Sorcerers
06. Gorgon
07. Guillotine
08. Dr. Phibes
09. Angel Of Death
10. Baphomet
11. Angel Witch

Grand Magus
Per una musica a tinte epiche come quella dei Grand Magus non poteva esserci intro da concerto migliore della colonna sonora dello storico film “Conan il Barbaro”: i tre svedesi hanno scelto proprio il tema portante della pellicola con Arnold Schwarzenegger per anticipare il loro ingresso sul palco. Concluso questo suggestivo playback il gruppo attacca con una veloce tripletta che non lascia scampo al pubblico del locale: l’impatto combinato di “Kingslayer”, “Sword of the Ocean” e “I, The Jury” annichilisce da subito il Legend Club con la sua potenza. JB dimostra di avere un’estensione vocale notevole, oltre ad essere in grado di riempire il suono della band con una sola chitarra, mentre il fedele compagno al basso Fox Skinner lo supporta eseguendo anche tutti i cori.

La prima sosta arriva con l’evocativa “Ravens Guide Our Way”, che permette ai Grand Magus di tirare un attimo il fiato e al pubblico di apprezzare ciò che questo ensemble è in grado di fare quando i ritmi si abbassano e l’attenzione per le atmosfere ricercate passa in primo piano. Si tratta comunque solo di una pausa, dato che poi una richiestissima “Silver Into Steel” e una terremotante “Like The Oar Strikes The Water” (quest’ultima davvero sorprendente nella sua debordante energia in versione live) risvegliano immediatamente la voglia di saltare e cantare dei presenti. Un assolo di batteria, un significativo estratto dall’ultimo album rappresentato da “Valhalla Rising” e da “The Hunt” ed è tempo di uno dei classici della band: scontato farvi sapere che il ritornello di “Iron Will” viene intonato in coro da tutto il locale.

A questo punto i Grand Magus escono un attimo di scena per tornare poco ed eseguire il gran finale rappresentato da “Hammer Of The North”. JB comunica al pubblico che la partecipazione su questo pezzo la sera prima a Vienna è stata incredibile: sprona quindi l’audience milanese a impegnarsi per fare di meglio. Il Legend non si fa pregare e risponde cantando a squarciagola il vocalismo presente all’interno del brano; a giudicare dalla soddisfazione sui volti di Fox e dello stesso JB pare proprio di capire che il pubblico austriaco sia stato superato. Ai Grand Magus non resta quindi che salutare i presenti e dimostrare grande disponibilità iniziando a firmare autografi quando ancora si trovano sul palco. Noi possiamo invece aggiungere alla straordinaria performance degli Angel Witch anche una prestazione maiuscola da parte del combo svedese: sono proprio serate come quella del 13 febbraio al Legend Club a rendere speciale la nostra “musica preferita”!

Setlist
01. Kingslayer
02. Sword of the Ocean
03. I, The Jury
04. Ravens Guide Our Way
05. Silver Into Steel
06. Starlight Slaughter
07. Like The Oar Strikes The Water
08. Drum Solo
09. The Hunt
10. Valhalla Rising
11. Iron Will
Encore:
12. Hammer Of The North

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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