Gov’t Mule: Live Report e foto della data di Milano

Andare a un concerto dei Gov’t Mule signiica sempre avere la certezza di assistere a un live che, nella sua lunghezza e nella sua interezza, offre uno spettacolo completo, impeccabile e di grande qualità. Anche questa volta Warren Haynes e compagni, in un Live Club pieno a sfiorare il sold out, centrano in pieno il bersaglio e in oltre due ore di concerto non sbagliano un colpo. Come già visto in altre occasioni, la band suddivide il proprio show in due parti, senza nessun gruppo di apertura, e alterna una serie di classici del suo repertorio ad altri estratti dalla nuova, recentissima uscita, intitolata “Revolution Come…Revolution Go“. Rispetto ai lavori precedenti, questa ultima fatica dei Gov’t Mule ha forse un andamento un pochino più soft, ma la qualità dei brani è comunque eccellente. Si passa quindi da brani come “Blind Man In The Dark“, con cui si apre la serata, ad estratti dall’ultimo album come “Stone Cold Rage“. In mezzo, naturalmente, i Gov’t Mule non mancano di lasciarsi andare a lunghe improvvisazioni che oltrepassano i confini del genere southern per arrivare quasi al jazz rock. La seconda parte del live insiste ancora sull’alternanza tra vecchi e nuovi brani, ma spazia maggiormente e la band si concede una serie di escursioni nelle cover degli Allman Brothers, un omaggio quasi scontato dati i trascorsi di Warren Haynes, ma sempre apprezzato. Soprattutto perchè, oltre alle cover di “Dreams” e “Soulshine”, l’esibizione si conclude con una straordinaria versione di “Statesboro Blues” di Blind Willie McTell, a cui partecipa anche l’ex W.I.N.D. Fabio Drusin al basso, una presenza ormai consueta quando i Mule tornano in Italia. In definitiva, forti di un nuovo album che farà sicuramente parlare di sè in positivo, i Gov’t Mule hanno ancora moltissimo da dare, i loro live sono sempre momenti unici (a questo proposito, segnaliamo ad esempio che la notte di Halloween la band si esibirà ad Amsterdam in un repertorio incentrato solo su brani dei Free) e vale sempre la pena di affrontare il caldo di una serata di giugno al chiuso pur di non perdere una singola nota.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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