Header Unit

Gov’t Mule: Live Report della data di Amsterdam

Da bravi americani, anche i Gov’t Mule festeggiano Halloween e, in un certo senso, si mascherano come da tradizione, indossando per una sera i panni di un’altra band famosa e proponendo un set esclusivo, che comprende appunto una selezione dei brani appartenenti al repertorio di quella band. Per il 2017 l’occasione è doppiamente particolare, dato che non solo la band scelta, i Free, è una stella di prima grandezzza nella storia del rock anni ’70, ma si tratta anche della prima volta in cui questo show speciale si tiene in Europa. Il Paradiso, ad Amsterdam, è un luogo altrettanto particolare, con un cartellone di live molto vario e una struttura unica, creato all’interno di una chiesa sconsacrata trasformata in una sala da concerti, con posti a sedere e in piedi divisi su tre piani e un’acustica eccellente. Chi di voi è mai stato ad un concerto in un qualunque punto del nord Europa si sarà trovato probabilmente di fronte al nostro stesso scenario, quindi sorvoliamo su aspetti ormai ovvi legati al live, come la rapidità e l’efficienza nello smaltire le coode all’ingresso, coda composta ovviamente con ordine e facendo in modo che ogni suo elemento abbia spazio vitalde e ossigeno in abbondanza, e, appunto, l’ottima acustica.
Il set dei Gov’t Mule ha una durata complessiva di quasi tre ore e si divide in tre momenti. Durante il primo, la band di Warren Haynes esegue una selezione dalla propria smisurata discografia, con un repertorio composto quasi del tutto da brani strumentali, una scelta dettata dalla necessità di far risparmiare le forze ad Haynes in vista della lunga prova vocale della serata. Anche questo è comunque un momento per rispolverare alcuni estratti dalla propria discografia della band, come “Trane“, tratta dal disco d’ecordio dei Muli, o “Rocking Horse“, estratta dal medesimo lavoro.
L’intervallo fra il primo e il secondo set (una consuetudine, questa dell’intervallo, per i concerti dei Gov’t Mule) serve per modificare la strumentazione sul palco in vista del set speciale. Via parte delle tastiere e dei sintetizzatori, rimane solo l’hammond, mentre il bassista Jorgen Carlsson imbraccerà un Gibson Diavoletto a quattro corde come quello che usava Andy Fraser, bassista, appunto, dei Free. Riascoltando questa panoramica di successi eseguiti dai Gov’t Mule, ci si stupisce ancora una volta al pensiero di come la band britannica, in appena cinque anni di attività, fosse riuscita a realizzare un numero così considerevole di brani di successo e così attuali ancora oggi. E non c’è bisogno di arrivare a fine set, quando i Gov’t Mule eseguono “All Right Now“, per ricordarsene, perchè il percorso musicale dei Free è costellato da pezzi come “Fire And Water“, “Mr, Big“, “Ride On A Pony” e “Songs Of Yesterday” che continuano a suscitare interesse. I Gov’t Mule si accostano al repertorio dei Free con un atteggiamento rispettoso e reverenziale, avvicinandosi un po’ tra loro sul palco in modo da potersi ascoltare meglio nell’esecuzione di questo repertorio anomalo per loro. E in effetti, qualche leggera sbavatura, per loro che dal vivo sono una macchina da guerra, non è sfuggita agli ascoltatori più attenti (molti, tra l’altro; il Paradiso può accogliere tranquillamente diverse centinaia di persone e si sfiora il sold out), ma anche il fatto che una band solitamente precisa al limite del maniacale sul palco manifesti qualche leggera indecisione rende qauesto live ancora più vero e unico.
Sembrerebbe che sia finita qui, invece c’è ancora tempo per i bis. Altri tre pezzi dei Free e uno di Albert King per chiudere la serata, e per i quali i Gov’t Mule vengono raggiunti sul palco da Bernie Marsden, altro importante chitarrista britannico che negli anni ha suonato anche con i Whitesnake del periodo rock blues. Oltre a avere iniziato la sua attività musicale negli stessi anni in cui erano in attività i Free, Marsden è il giusto completamento alla band con il suo modo di accostarsi alla chitarra con gusto raffinato e senza esagerazioni; moderato ma al tempo stesso eclettico e determinante, giusto completamento per la serata. Un concerto lungo, non sempre facile da seguire per la scelta dei Mule di eseguire per primi brani non sempre noti del proprio repertorio, ma comunque un’occasione per accostarsi a un grande gruppo come i Free e per vedere ancora in azione una band che dal vivo sa sempre realizzare situazioni uniche.

Setlist:
Set 1:

Trane
Eternity’s Breath
Banks of the Deep End
Rocking Horse
Pressure Under Fire
The Man I Want to Be
Kind of Bird (The Allman Brothers Band cover)

Set 2 (‘Free’ Halloween costume set):
Fire and Water
Ride on a Pony
The Stealer
I’ll Be Creepin’
Oh I Wept
Mr. Big
Little Bit of Love
Woman
Songs of Yesterday
My Brother Jake
Be My Friend
Walk in My Shadow
I’m a Mover
Mouthful of Grass
All Right Now

Encore:
Heartbreaker (with Bernie Marsden)
The Hunter (with Bernie Marsden)
Don’t Say You Love Me (with Bernie Marsden)
Wishing Well (with Bernie Marsden)

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login