Gojira: Live report della data di Milano

Dopo aver conquistato Treviso i Gojira si spostano su Milano per mettere a fuoco e fiamme il pubblico sopraggiunto da ogni parte d’Italia all’Alcatraz: la pubblicazione di “Magma” è ormai alle porte e il calore che accompagna la calata della band nel nostro Paese è ammirevole, così come la trepidante attesa per ascoltare la nuova prova del combo francese capitanato dai fratelli Duplantier.

L’apertura della serata è affidata agli italianissimi Bleed Someone Dry, forti del loro nuovo “Post Mortem/Veritas”: una band in grado di sprigionare una grande energia anche se la proposta musicale è accostabile a un deathcore che non ha tanto da spartire con le composizioni che proporranno gli headliner. Mezz’ora in bilico fra breakdown, tecnicismi ispirati e voce tirata allo spasimo che logicamente non può piacere a tutti gli intervenuti ma che riserva sorprese per quanto riguarda l’accoglienza: esame superato anche se probabilmente la band si trova più a suo agio su altri palchi e in compagnia di altri partner sonori per poter liberare la mostruosa potenza di fuoco al proprio attivo.

Essenzialità sembra essere la parola che accompagna il live set dei Gojira: sul palco piccolo dell’Alcatraz è tutto essenziale, un proiettore che creerà suggestioni visive e un impianto luci scarno quanto ficcante per sottolineare la prova sonora del gruppo. Mario (batteria) e Joe Duplantier (voce e chitarra), Christian Andreu (chitarra) e Jean-Michel Labadie (basso) salgono sul palco, colpiscono subito duro con “Toxic Garbage Island” e per ottanta minuti sfiancheranno un pubblico felice di subire le rasoiate sonore e la precisione ritmica dettata da questo quartetto che è veramente una macchina da guerra.

La “coppia di famiglia” è il fulcro della prestazione sul palco, vuoi per il drumming secco e potente, vuoi per le linee chitarristiche, vuoi per il cantato riconoscibilissimo che spazia tra le varie prove della band: “Flying Whales“, “Oroborus” e “The Art Of Dying” vengono alternate ai due singoli nuovi “Stranded” e “Silvera“, per i quali il pubblico già impazzisce e che dimostra di sapere a menadito (in virtù anche di una orecchabilità discreta). Uno show come non se ne vedevano da tempo, con tanto di assolo di batteria come primo bis, che si conclude con “Vacuity” e che lascia il pubblico annichilito e felice.

Se il metal è musica di classe nel 2016 è anche grazie a gruppi come i Gojira. Grazie e a presto (speriamo).

Setlist:
Toxic Garbage Island
L’Enfant Sauvage
The Heaviest Matter of the Universe
Silvera
Stranded
Flying Whales
Wisdom Comes
The Art of Dying
Terra Inc.
Explosia
Oroborus

Encore:
Drum Solo
Clone
Vacuity

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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