Glam Fest Side B: Live Report

È un inizio di primavera all’insegna del glam quello che propone Bologna Rock City in giro per l’Italia. In attesa in particolare di quello che viene pubblicizzato come Main Event, che avrà luogo il 3 aprile, il fine settimana precedente è attraversato da due serate che hanno il loro fulcro nelle esibizioni dei Vain. La data bolognese ha luogo al Sottotetto, e vede prima di loro la partecipazione di quattro gruppi italiani di indiscusso valore, due dei quali erano già stati visti in occasione dell’Italian Glam Fest (i cui vincitori, gli Hell In The Club, si sono poi esibiti durante il Main Event). In realtà l’apertura assegnata ai Cream Pie è una modifica dell’ultimo momento, dovuta al fatto che i tedeschi Torpedohead non si sono potuti esibire a causa di un problema di salute del loro cantante. Il gruppo pugliese per fortuna era nei paraggi, dato che si era esibito in un altro locale della città due giorni prima, e si è reso disponibile per una sostituzione dell’ultimo momento. Terzi arrivati all’Italian Glam Fest, i Cream Pie ripropongono alcuni brani tratti dal nuovo EP “Unsigned”, e, forti anche di una tenuta di palco sempre coinvolgente, danno prova ancora una volta di essere sulla strada giusta e di avere parecchie frecce al loro arco.

Durante i soundcheck degli altri se ne stanno seduti tutti in fila, silenziosi e composti. Quando è il loro turno, diventano cinque giovani zombie assetati di rock and roll. I Superhorrorfuck stanno crescendo spaventosamente bene, inutile negarlo. Il breve tour in Germania fatto la settimana successiva al Glam Fest e un disco, “Livingdeadstars”, che convince sempre più ad ogni ascolto, ne sono una dimostrazione ulteriore. L’irriverente cover di “Hot ‘n Cold” di Katy Perry e la divertente “Pissin’ On Heaven’s Door” sono solo due esempi dei piccoli colpi di genio che questi morti viventi dediti all’horror glam sono capaci di tirare fuori dalle proprie menti ultraterrene.

Una delle doti principali dei Noise Pollution è la costanza. Nonostante giochino in casa, la band bolognese dimostra ogni volta che sale sul palco di stare lavorando sodo per migliorarsi, e anche il fatto che ad ogni concerto, anche piccolo, che si svolge sul territorio cittadino, loro siano sempre presenti, è un qualcosa che depone a loro favore. Certo, c’è ancora parecchio da fare in sede di composizione dei brani, ma l’atteggiamento è assolutamente quello giusto. La band ha iniziato fra l’altro le registrazioni del loro nuovo album, li attendiamo al varco confidando in una crescita ulteriore.

Discorso simile, per quanto riguarda la passione e la costanza, per i perugini Snakebite, che però il loro disco l’hanno già pubblicato, e lo stanno portando in giro con convinzione nelle proprie idee. Persuasi che il glam vecchio stile sia ormai morto, la loro è una proposta musicale che spazia fra innumerevoli influenze, e che arriva fino ai giorni nostri, guardandosi indietro senza rimpianti e nostalgie. I loro brani puntano a descrivere esperienze personali, e lo fanno sempre in bilico fra ironia e pungente cinismo. Nonostante questo, anche i pezzi un po’ più datati, come “Sleep When I’m Dead”, danno sempresoddisfazione in sede live.

Il timore che i Vain siano diventati l’ombra di loro stessi con il passare degli anni svanisce già dalle prime note. Certo, fa uno strano effetto vedere, a fianco di un Davy Vain straordinariamente in forma, due elementi giovani alle chitarre, entrambi provenienti dai Deathstars, ma nonostante il look un po’ fuori target accompagnano perfettamente brani classici come “On the Line”, “Love Drug”, “Voyeurism” e “Whisper”. Il pubblico accoglie con calore Davy Vain, che non sembra risparmiarsi e interagisce volentieri con i presenti. Il regalo di una tanto sperata quanto inattesa  “No respect” è sicuramente la punta più alta di questa esibizione, che potrebbe essere contestata dai fan della prima ora, tenuto conto del fatto che dei Vain veri e propri effettivamente è rimasto solo il nucleo, mentre il rivestimento esterno è completamente nuovo. Da quello che si ha modo di vedere, le scelte sono state comunque azzeccate, e questo preludio di esplosione glam si chiude con un bilancio positivo.

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login