Give Up The Ghost: Live Report della data di Roma

Davvero una serata esaltante quella svoltasi al Sonica di Roma, che ha visto affiancare ai bostoniani Give Up The Ghost, freschi di uscita del loro ultimo album ‘We’re Down Till We’re Underground’, alcuni ottimi esponenti della scena capitolina.

Nonostante il letale traffico della Capitale, la cui intensità nel sabato sera è difficilmente eguagliata, arriviamo giusto in tempo per assistere all’esibizione del primo gruppo della serata, i The King, che riescono nel difficile compito di scaldare i presenti con un hardcore forse non originalissimo, ma decisamente apprezzabile.

Subito dopo è il turno dei Vanilla Sky, sicuramente il gruppo più melodico della serata, con la sua mistura di pop/punk ed emo, che, se in primo momento ha suscitato qualche dubbio, ha poi saputo riscattarsi con un finale davvero emozionante, un nome da tenere d’occhio per il futuro. Hardcore senza troppi fronzoli invece per i The Difference e per gli Strength Approach: entrambi i gruppi convincono e coinvolgono alla grande i presenti, complice anche il “giocare in casa” ed una buona presenza scenica (nonchè una insospettabile capacità di intrattenitori durante alcuni problemi tecnici): decisamente promossi.

In occasione del release party della loro ultima fatica, il soprendente mini ‘Romeo And Juliet Are Not Dead’, ecco salire sul palco i Face The Fact che, seppur penalizzati all’inizio da alcuni problemi causati dal mixer, risulteranno alla fine il miglior gruppo insieme agli headliner. Il metalcore dei cinque trascina i presenti, tutto il gruppo si cimenta nelle vocals assieme al cantante, una menzione è d’obbligo per la bassista, con uno screaming davvero degno di nota. A questo punto non resta che aspettare il loro primo disco vero e proprio, per confermare quanto di positivo questa band sta esprimendo fino ad adesso.

Dopo un estenuante sound-check, che ha fiaccato i più anche per la tarda ora, salgono finalmente sul palco i Give Up The Ghost: i cinque di Boston aggrediscono incessantemente dall’inizio alla fine i presenti con brani tratti da tutta la loro discografia, privilegiando ovviamente quelli dell’ultimo disco, che dal vivo acquistano enormemente in impatto e potenza. Una prestazione lucida e spietata, che ha nella fisicità e al tempo stesso nella semplicità i suoi veri punto di forza, alternando agli assalti brevi episodi strumentali che servono sia a far rifiatare il gruppo quanto a preparare alla deflagrazione successiva.

Impressionante il cantante, Wes Eisold,una vera e propria furia che conquista da subito il pubblico, che si scatena con le ultime energie rimaste e canta a squarciagola fino alla fine del concerto, tanto breve (una mezz’ora scarsa di concerto) quanto intenso, per una serata decisamente da ricordare e che ha convinto tutti i presenti.

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