Geoff Tate: Live Report e foto della data di San Donà di Piave

Continuano, e continueranno anche il prossimo anno, gli eventi promossi dalll’associazione di beneficenza voluta da Alex Ruffini, Cancer Drugs and Rock ‘n’ Roll. Dopo il Rock ‘n’ roll on the sea di questa estate e il Rocking theater di ottobre, l’anno si chiude con una data live con Geoff Tate come headliner. Tate è stato uno dei molti artisti immortalati da Alex Ruffini, autentico genio della fotografia musicale italiana, nei suoi lavori, per cui la scelta di un suo concerto come ulteriore tassello per le attività dell’associazione diventa quasi automatica. Inoltre, la serata serve anche per ricordare e festeggiare il compleanno di Alex, che viene commemorato anche con due grandi teli verticali che lo ritraggono e che sono posti ai lati del palco.

N.Ex.U.S.

La serata viene aperta dai N.Ex.U.S., formazione veneta a cinque elementi con ormai una storia abbastanza consolidata alle spalle, dedita a un prog metal interessante e ben strutturato. Nel tempo a sua disposizione, la band dimostra di padroneggiare molto bene il genere di riferimento e di avere le idee chiare sulla sua proposta musicale. Colpisce molto, ad esempio, il fatto che la band proponga nel finale anche un brano cantato in italiano, che viene presentato come anticipazione del nuovo corso stilistico; una scelta forse azzardata, ma coraggiosa e degna di rispetto. Le capacità esecutive di tutti i membri del gruppo sono ragguardevoli, e il frontman Tommaso Galeazzo si rivela un ottimo cantante, con una presenza scenica misurata ma significativa. Promossi a pieni voti.

SISKA

Anche i Siska, nome che deriva da uno dei due chitarristi della band, Mattia Sisca, hanno alle loro spalle un curriculum ragguardevole. Oltre a una recente pubblicazione discografica, infatti, la band si è esibita in diversi festival nazionali e internazionali e ha fatto da opener per Whitesnake, Enuff Z ‘Nuff e molti altri. Il loro hard rock è pieno di virtuosismi e di una grande energia vitale, ed è accolto con grande calore dai presenti (la serata tra l’altro registrerà un’affluenza di pubblico considerevole), per quanto a volte risulti forse un po’ confuso.

GEOFF TATE

Che Geoff Tate sia una stella di prima grandezza nel firmamento dei cantanti metal storici è un dato incontestabile. Un’ora e mezza circa di esibizione per lui, durante la quale assistiamo a una carrellata degli estratti dal repertorio dei Queensryche storici, per intenderci quella parte della discografia che arriva fino all’album “Empire” compreso. Abbiamo quindi modo di riascoltare brani come “Operation Mindcrime“, “Empire“, “The Lady Wore Black“, “I Don’t Believe In Love“, “Walk In The Shadows” e così via. Geoff Tate parla poco tra un brano e l’altro, ma riserva un’attenzione speciale alla presentazione di “Silent Lucidity“, che viene introdotta come uno di quei brani che vengono eseguiti in ogni occasione della vita, matrimoni, funerali, nascite e concepimenti, e per il quale anche ora, a distanza di anni dalla sua uscita, Tate viene ricordato più di frequente. Il finale invece viene riservato a un altro grande classico, ovvero “Eyes Of A Stranger“. Oltre all’aspetto puramente emozionale, è da sottolineare come Tate mantenga per tutta la durata del live una qualità vocale elevatissima, non sbagli una nota e guidi tutti i presenti attraverso una carrellata storica durante la quale è impossibile annoiarsi. Anche la band che lo accompagna, caratterizzata dalla presenza di tre chitarre e da una formazione europea a tutto tondo (composta da musicisti britannici, scozzesi e italiani), svolge il suo incarico ottimamente, perchè pur costruendo un muro sonoro importante, non fa mai niente più del necessario e soprattutto non prende mai il sopravvento sulla voce. Insomma, se mai ci fosse stato qualcuno che avesse creduto di trovarsi di fronte a un cantante ormai al termine della sua carriera, si sarebbe dovuto ricredere fin dai primi minuti di live. Chi invece continua a stimare Geoff Tate come artista, avrà trovato una conferma alle sue idee durante questa serata, che è anche la celebrazione di un grande artista come Alex Ruffini e un’occasione di festa senza malinconie.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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