Fight For Metal Fest 5: Photo Report del festival

Si chiama Fight For Metal ed è uno dei per fortuna ancora numerosi festival dedicati all’heavy metal italiano. Giunto alla sua quinta edizione, il bill si articola in una serata sola e si ambienta in un locale relativamente piccolo (ma dalla programmazione interessante) e popolato in modo adeguato da appassionati del genere. Oltre ad un po’ di “facce note” e di addetti ai lavori, è comunque interessante vedere come questo festival abbia attirato anche fan di età abbastanza giovane, un buon segno per chi volesse tenere monitorato lo stato di salute del genere di casa.

Aprono le danze i ferraresi Asgard che, come abbiamo avuto modo di vedere anche in altre situazioni, sanno comportarsi sempre in modo egregio sul palco, e anche questa volta non si risparmiano sotto nessun punto di vista. Ottima in particolare (ma questo senza nulla togliere agli altri membri della band) la performance del cantante Federico Mazza.

Si continua con un’altra band emiliana, gli Explorer, per i quali vale un po’ lo stesso giudizio espresso per gli Asgard, nonostante il loro genere sia orientato maggiormente verso un thrash più grezzo e diretto.

Gli Axevyper sono una di quelle band un po’ più privilegiate di altre, che dovunque vadano riescono a portarsi dietro uno zoccolo duro di fan che conoscono tutti i brani a memoria e scatenano il finimondo sotto il palco. Questo scenario, già visto altrove, si ripete uguale anche stavolta, e la band dà tutta se stessa anche in questa situazione.

Se fino ad ora il livello dei gruppi partecipanti al Fight For Metal era buono, è ora giunto il momento di buttare in tavola i due carichi di briscola. I Revenge sembrano avere fatto il bagno nell’elisir di eterna giovinezza, tanto è rimasto fresco e dinamico il loro sound, e tanto la loro capacità di tenere il palco attirando l’attenzione come magneti è rimasta invariata nel corso degli anni, e anzi sembra andare in crescendo. Ottimi come sempre.

Si chiude con i Raff, un evento doppiamente interessante dal momento che la band romana non si esibisce molto spesso nel Nord Italia. Anche per loro vale il discorso fatto per i Revenge, cioè che anche con loro si è di fronte a una fetta di quella famigerata “vecchia guardia” che non solo non molla il colpo col passare del tempo, ma che anzi è riuscita a riorganizzarsi, passare indenne le tempeste e i mutamenti degli anni passati per garantire continuità all’insieme delle band heavy metal italiane attualmente in circolazione.

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