Fates Warning: Live Report e foto della data di Bologna

A pochi giorni dal monumentale tour dei Dream Theater, arrivano in Italia per un paio di date altre leggende del prog. A deliziare gli amanti del versante più colto e complesso del metal ci pensando questa volta i Fates Warning, di cui vi raccontiamo l’esibizione in quel dello Zona Roveri di Bologna in compagnia dei Rain e degli A New Tomorrow.

RAIN

L’heavy metal roccioso e sanguigno dei bolognesi Rain costituisce una proposta abbastanza distante da quella degli headliner della serata, ma i nostri giocano in casa, rappresentano una colonna portante della scena hard rock locale da decenni e soprattutto mettono l’anima nella propria performance. Trascinato dal nuovo cantante Maurizio Malaguti e dallo storico chitarrista Alessio “Amos” Amorati il gruppo emiliano coinvolge il pubblico già presente, inizialmente timido ma poi sempre più preso dal concerto, in uno show adrenalinico. La sfida non era facile, ma i sentiti applausi a fine esibizione dimostrano come essa sia stata vinta.

A NEW TOMORROW

In attività da pochi anni e con giusto alcuni singoli ed EP all’attivo, gli A New Tomorrow sono una band con base a Londra, ma capitanata dagli italianissimi Alessio Garavello alla voce e alla chitarra e Andrea Lonardi al basso e ai cori. Il loro hard rock moderno e raffinato, unito alla simpatia e al mestiere del frontman, che scherza e interagisce ovviamente in italiano coi presenti, non fatica a fare breccia in un pubblico sempre più numeroso, che dimostra di apprezzare la musica del quartetto. Ringraziando più volte sia i presenti, sia i Fates Warning, definiti più volte dal cantante come persone straordinarie, anche questo ensemble internazionale può congedarsi dallo Zona Roveri archiviando un buon successo.

FATES WARNING

Quando arriva l’ora degli headliner, dopo che la tabella di marcia della serata è stata sempre rispettata con puntualità svizzera, la venue bolognese risulta abbastanza affollata, anche se non pienissima. I Fates Warning fanno dunque il loro ingresso in scena in maniera molto sobria, quasi stessero completando il proprio sound check: Jim Matheos appare in un’estasi quasi ascetica col proprio strumento (e lo sarà per tutto il concerto) e Ray Alder è inizialmente molto concentrato sulla sua performance, ma avrà modo di sciogliersi sempre più nel corso dell’esibizione. Largo spazio viene dunque lasciato a centro palco a un carichissimo Joey Vera, incontrastato mattatore dello show per quanto riguarda l’interazione col pubblico.

Nella prima metà di concerto i suoni non sono purtroppo ottimali, a causa soprattutto di un basso che sovrasta un po’ troppo gli altri strumenti e di un ronzio di fondo che emerge a tratti, ma la situazione andrà migliorando progressivamente nel corso della performance. Ciò non ci impedisce comunque di gustarci appieno perle quali la bellissima “Life In Still Water”, posta quasi in apertura, e le tre parti selezionate a rappresentare il disco capolavoro “A Pleasant Shade Of Gray”; dimostrano poi un’ottima resa live le nuove “Seven Stars” e “The Light And Shade Of Things”, estratte dall’ultimo album della band “Theories Of Flight”, che fanno pure registrare una tanto intensa quanto inaspettata partecipazione da parte del pubblico.

Ray Alder nel frattempo si è scaldato a dovere, cominciando addirittura a saltellare sul palco e a dispensare sorrisi e ringraziamenti ai presenti e ai membri della crew, e ci conduce senza intoppi al gran finale, che costituisce il vero e proprio culmine di uno show senza sbavature. La doppietta “The Eleventh Hour”/”Point Of View” da “Parallels” è da brividi e rinnova la sentita partecipazione del locale, al pari degli encore “Through Different Eyes” e “Monument”. I saluti e i ringraziamenti di tutti i Fates Warning a fine serata, compreso un finalmente sorridente e soddisfatto Jim Matheos, sugellano un’esibizione a cui il pubblico bolognese non si sarà senza dubbio pentito di aver assistito, considerato anche che questa band straordinaria non passa poi così tanto spesso dalle nostre parti.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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