Evergrey: Live Report della data di Milano

Tornano a far visita al suolo italico i re del “dark metal” Evergrey ad un anno circa di distanza dall’uscita del piatto “Torn” e lo fanno purtroppo in una serata caratterizzata da un bassissimo afflusso di pubblico (anche a causa del turno infrasettimanale di Champions League)…ed in un locale dalla buona capienza come l’Alcatraz ciò si nota con maggior evidenza.

Siamo appena arrivati quando i sardi Chaoswave aggrediscono i pochi astanti con il loro metal diretto e senza fronzoli: li seguiamo dal piano rialzato e purtroppo la resa sonora è a dir poco disastrosa con le voci di Giorgia e Fabio quasi impercettibili (tranne sulle note più alte) e le chitarre di Guf non sempre definite. Il chitarrista danese è sicuramente l’elemento su cui si poggiano delle composizioni votate al verbo Nevermore e al metal tecnico degli anni ’90 anche se rimaniamo piacevolmente colpiti dal batterista Raphael che in sede live si dimostra tecnico (oltre ad essere veloce e potente); ottime “10 Years Of Denial”, “Blind Eye Focus” e “A March For The Dying” anche se ribadiamo il giudizio dato in occasione della recensione di “Dead Eye Dreaming” vale a dire band dalle grandi potenzialità ma non ancora espresse a dovere.

Dopo l’intro presente anche sul DVD “A Night To Remember” salgono sul palco milanese i cupi Evergrey che in tutta sincerità non ci sono sembrati in splendida forma: per carità le nostre critiche sono solo parziali tenendo anche conto del fatto che il pubblico presente è davvero poco però l’atteggiamento degli svedesi ci è parso leggermente distaccato. Anche per gli headliner i suoni non sono un granchè: la chitarra di Tom Englund praticamente non ha output (meglio sulle ritmiche ma non si è sentito un assolo che sia uno mentre quella di Henrik Danhage non ha grossi problemi a parte un fischio fastidioso nelle prime canzoni). Qualche imperfezione su attacchi di strofe e stonature c’è stata soprattutto da parte del frontman: sicuramente non saranno state d’aiuto le birre ed il Jack Daniel’s trangugiati durante lo show; per quanto riguarda invece la musica gli Evergrey ci sono sembrati un gruppo di buon livello (anche se preferiamo la loro resa su disco) con alcune canzoni veramente ben concepite come “Blinded”, “As I Lie Here Bleeding”, “A Touch Of Blessing”, il capolavoro “The Masterplan”, “Recreation Day”, “In Remembrance” e siamo veramente colpiti dalla resa delle recenti “Broken Wings” e “Soaked” che non avevano fatto urlare al miracolo in sede di recensione. Rimane una certa delusione per il basso appeal commerciale che continuano ad avere certi gruppi metal (soprattutto al martedì sera)…gli Evergrey pur non avendo scosso l’Alcatraz avrebbero sicuramente meritato un’altra audience.

Foto di Medea Madeleine La Clè

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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