Eric Sardinas: Live Report e foto della data di Bergamo

Che sia l’headliner della serata o il supporter, Eric Sardinas non è un chitarrista che possa passare inosservato, sia per il suo stile che per tutte quelle caratteristiche di contorno che comprendono il look da cowboy sopra le righe, gli stivali col tacco che tanto spesso servono da unico accompagnamento al canto del musicista e la vecchia chitarra bruciacchiata, che questa volta però non viene data alle fiamme. L’apertura in questo caso spetta ai Bluestouch, formazione lombarda a quattro elementi che rispecchia molto bene lo spirito della serata, basata sul blues classico. L’unico difetto che si può imputare alla band è forse quello di tendere ad assomigliare un po’ troppo a quello che sarò lo stile dell’headliner, oltre a presentare un repertorio che va avanti un po’ troppo a lungo rispetto a quello che succede a un normale gruppo di apertura, rischiando così di togliere tempo a quello che succederà in seguito.

L’esibizione di Eric Sardinas non è particolarmente lunga, ma intensa e varia. Rispetto agli ultimi passaggi del chitarrista in Italia, sono cambiati completamente i componenti dei Big Motor, la sezione ritmica che lo accompagna, e che ora p composta da Demi Lee Solorio, il batterista che resta oscurato per tutto il concerto e, solo quando la band esce per i saluti di rito dopo i bis, ci si rende conto che somiglia moltissimo a Machete, e da Paul Loranger al basso, granitica presenza a lato del palco, in disparte ma sempre fondamentale. Poco più di un’ora quindi per un repertorio che attinge in parte a quei brani che Sardinas ama eseguire dal vivo, come ad esempio “Down To Whiskey“, uno di quei pezzi che i fan riconoscono subito e con cui il chitarrista riesce facilmente a coinvolgere i presenti, e in parte a cover classiche del patrimonio blues internazionale. Altri pezzi appartenenti al repertorio solista di Sardinas sono “If You Don’t Love Me” e “Bad Boy Blues“, ma non mancano appunto le cover, come “Indian Summer“, “Back Door Man” e un’immancabile “Roadhouse Blues” a fine concerto. Il numero di brani influisce relativamente su quello che è il grande impatto che questo musicista riesce sempre ad avere, dinamico, leggermente ironico, con una sensualità naturale propria del blues e incrementata dallo spirito di Sardinas. Il live non offre quindi molte novità rispetto a quello che è ormai lo stile consolidato di uno dei massimi esponenti della chitarra blues attuale, ma si tratta sempre e comunque di uno spettacolo di altissimo livello che scorre con stile.

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login