Epica + Powerwolf: il report del concerto di Trezzo sull’Adda

L’amore reciproco tra gli Epica e l’Italia non è una novità. E la band di Simone Simons, passata al Live di Trezzo per il tour di supporto al nuovo album “The Holographic Principle“, ha fatto registrare ancora una volta il pienone, anche grazie al supporto dei Powerwolf, una delle band del momento, che ha spopolato un po ovunque. Il concerto, pur presentando sonorità così distanti tra loro, ha messo d’accordo un po’ tutti, perchè il divertente e dissacrante power della band tedesca, ha lasciato poi spazio al sound complesso, sinuoso ed orchestrale degli Epica, che si sono confermati tra i big del genere a livello mondiale.

A rompere il ghiaccio ci hanno pensato i Beyond The Black, gruppo di symphonic ghotic metal, al secondo lavoro sulla lunga distanza, ma ancora troppo acerbi ed influenzati dai soliti noti per lasciare il segno, nonostante la bella Jennifer Haben dietro al microfono.

E’ il turno dei Powerwolf (già passati in quel di Trezzo a settembre dello scorso anno), che godono di un’accoglienza trionfale da parte dei fan, degna di un headliner. Nell’ora abbondante a disposizione la band capitanata dal carismatico Attila Dorn, snocciola tutte le hit della discografia dei nostri, tra cui la title track del nuovo album e la poderosa “Army Of The Night“, che dal vivo, con i suoi organoni evocativi ed il refrain immediato, rende alla grande. I tedesconi propongono un classic power molto semplice nelle strutture ma d’impatto, tra passaggi veloci e cavalcate epiche, puntando molto sull’effetto scenico. Ok il face painting, il palco arricchito con fenici auree e croci di ogni tipo, ma i Powerwolf hanno anche dimostrato di sapersi muovere sicuri on stage, conquistando il pubblico con song travolgenti, come le fortissime “Amen & Attack” e “Dead Boys Don’t Cry”. Non poteva mancare “Armata Strigoi”, cantata da tutto il Live, singolone vincente di “Blessed & Possessed” ed accolta con un boato. Dal punto di vista esecutivo nulla da dire, idem per quello relativo allo spettacolo offerto (comprese le corse sul palco del tastierista), ci sarebbe da muovere qualche appunto sul cantato di Attila, che si lascia spesso prendere la mano dall’effetto “caciara” del carrozzone dei Powerwolf ed azzarda nel cercare qualche variazione vocale, che non è nelle sue corde. Ma gli applausi li meritano tutti, perchè sono in grado di far cantare tutti, ma proprio tutti, con gli “Hu, Ha” di “Werewolves of Armenia”.

Finalmente tocca agli Epica, che salgono sul palco quando il pubblico è già caldissimo. Sulle note di “Edge Of The Blade”, apripista del nuovo “The Holographic Principle“, la band di Simone Simons testa i suoni, che per un paio di song sono piuttosto squilibrati. A farne le spese è purtroppo la bella vocalist, che fatica ad uscire nelle parti più delicate, in mezzo a cotanta magniloquenza, tra sezione ritmica, samples, cori, tastiere e chi più ne ha più ne metta. Arrivati al singolo “Divide And Conquer“, il sound è già bilanciato ed  i nostri possono deliziare i fan con il proprio symphonic metal, unico nel suo genere per passaggi al limite del prog, momenti orientaleggianti e cori magniloquenti. Senza dimenticare le sfuriate estreme, con le scream vocals di Mark Jansen, diventato subito beniamino del pubblico, per il suo dichiarato amore per il nostro paese e la Sicilia in particolare. Lo show è proseguito con “The Essence Of Silence” ed “Unchain Utopia”, tratte da “The Quantum Enigma“, uno degli album più acclamati dei nostri, impreziosite dal carisma e dall’eleganza della sempre splendida Simone, vera icona del genere e decisamente acclamata sia dal pubblico maschile sia femminile. La prima parte viene chiusa dalla mitica “Cry Of The Moon“, cantata in coro dai fans, incantati e già completamente stregati dalla musica degli Epica, band in cui tutti i musicisti sono in grado di brillare di luce propria, senza fare ombra sugli altri. Menzione particolare per Coen Janssen, che con la sua tastiera a rotelle, si è mosso in lungo e in largo per il palco, sempre e comunque precisissimo, anche nei momenti più intricati. La parte dei bis è stata sicuramente la più emozionante, perchè, oltre a ricordare il compleanno della Simons con il più classico degli “Happy Birthday to you!” cantato da tutto il Live, i nostri hanno regalato “Sancta Terra” e, soprattutto “Beyond The Matrix“, travolgente in ogni nota.

Alla fine arriva la meritata standing ovation per tutti, per una serata da ricordare per tutti i presenti e anche per Simone, che ha festeggiato i suoi 32 anni in modo un po’ diverso dal solito, lontana dai suoi cari, ma circondata dall’affetto dei fan italiani.

 

 

 

 

 

 

 

POWERWOLF

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

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