Entombed: Live Report della data di Codevilla (PV)

Altra giornata all’insegna del metallo estremo efficacemente organizzata al Thunderoad di Codevilla. Festival di alto livello quello che ci attende, capitanato dai maestri del death’n’roll svedese Entombed e ben supportato da una manciata di band nostrane più o meno conosciute ma che si dimostreranno tutte all’altezza della situazione. Si comincia infatti con i rodati Legion: il loro death-thrash è quanto di meglio ci si possa aspettare per scaldare un pubblico già numeroso. Tra brani originali e cover dei mai troppo lodati Death possiamo gustarci un’esibizione dalla carica notevole e dal livello esecutivo più che buono. L’esperienza maturata dal vivo in questi anni pesa tutta e i volti soddisfatti di gran parte dei presenti commentano da soli l’effetto ottenuto. Bravi. Si prosegue con i Methedras. Stavolta siamo su territori decisamente più grezzi e classicamente thrash (vocals e accelerazioni sparatissime a parte). Ritmiche spaccaossa e carica inumana sono i punti di forza di una band che nulla concede ad originalità e innovazione. Resta il fatto che nella mezz’ora a loro disposizione di teste ne hanno fatte muovere davvero parecchie. Più cerebrali ed intricati e Kenos. La band esibisce un’ottima preparazione tecnica anche se il songwriting risulta spesso difficile da decifrare. Come comprensibile chi non li conosceva ha fatto fatica a districarsi tra cambi di tempo repentini e una quasi totale mancanza di punti di riferimento melodici. Da valutare bene, soprattutto per la voglia di distinguersi dalla massa. Arrivano a fine pomeriggio gli Ephel Duath, una delle più interessanti realtà del panorama musicale nostrano. La tecnica in possesso dei singoli componenti è mostruosa e lo stile stralunato alla ricerca di un improbabile punto di contatto tra black, hardcore, dark e jazz lascia storditi. Viene presentato praticamente per intero il nuovo album con in aggiunta un medley del lavoro precedente adeguatamente riarrangiato. Tutto molto bene dal punto di vista musicale non tutti hanno gradito l’atteggiamento tenuto sul palco. Probabilmente un approccio più sobrio avrebbe procurato alla band qualche simpatia in più. Bravissimi comunque e in fin dei conti è questo ciò che conta maggiormente. Dopo una pausa di circa un’ora tocca ai The Tombers. Già visti qualche settimana fa sullo stesso palco i ragazzi ripropongono il loro grezzissimo thrash-black-punk che onestamente ci sembra senza infamia e senza lode. Divertenti e non troppo pretenziosi riescono comunque a tirar su un bell’inferno e a farsi gradire dal pubblico. I Necroart sono i beniamini del pubblico locale e la loro consolidata esperienza li pone nelle migliori condizioni per fare un figurone. Ottimo l’acquisto del nuovo batterista, un giovanissimo dalla voglia di picchiare come un matto che ribalta pezzi già compositivamente validi portandoli ad un livello di assoluta eccellenza. Il locale è ormai pieno e il figurone di qui sopra stavolta i Necroart lo fanno davvero. Vengono proposti in rapida successione alcuni vecchi brani, una nuova canzone e una brillante cover di ‘Raining Blood’. Convincenti e trascinanti i nostri esibiscono attitudine e credibilità da band di livello e la visibile approvazione dimostrata anche da chi non li conosceva per nulla è il termometro di una prestazione che lascia pienamente soddisfatti. Avanti così! I Novembre salgono sul palco poco dopo e l’atmosfera cambia completamente. Più avvolgenti e strutturate le canzoni della band capitolina sono lo specchio di uno stile maturo che sta raccogliendo applausi in tutto il mondo. E osservando la professionalità con cui si svolge il concerto non si fa fatica a capire il perché di un tale successo. Il genere da loro proposto non è sicuramente tra i più facili da riproporre in sede live, ma questi ragazzi sono musicisti preparati e la resa finale è quanto di meglio ci si potesse aspettare. Complimenti. Ciliegina sulla torta di una giornata fino a qui più che soddisfacente (anche per l’afflusso numeroso da parte del pubblico) diventa l’esibizione degli headliner. Gli Entombed hanno segnato un’epoca regalando il loro contributo alla creazione dell’ormai consolidata scena svedese, ma anche riuscendo ad affrancarsi da un contesto restrittivo per delineare i confini di uno stile inimitabile e mai ripetitivo. Il concerto di questa sera è la dimostrazione di come tutto il materiale della discografia della band sia reso omogeneo da quell’attitudine che spesso viene a mancare anche a chi si proclama fedele alla causa. Pescando qua e la nella carriera del gruppo si possono ascoltare ‘Demon’, ‘But Life Goes On’, ‘To Ride Shoot Straight And Speak The Truth’, la cover di ‘Night Of The Vempire’, fino alle più recenti ‘About To Die’ e ‘Chief Rebel Angel’. L’esecuzione è grezza ma assolutamente impeccabile, il muro di suono generato è incredibile e la tensione si trasmette al pubblico come una scarica elettrica. Sfrenato headbanging e stagediving non si fanno attendere, tanto che la band sarò costretta a sospendere per qualche minuto l’esibizione per verificare le condizioni di un fan fin troppo esaltato che rischia seriamente di farsi del male lanciandosi al di là delle prime file per cadere rovinosamente al suolo. Nulla di preoccupante per fortuna e da qui in poi il concerto procede senza intoppi. Viene tra l’altro proposto un nuovo brano tratto dall’imminente ‘Inferno’, song caratterizzata da una pesantissima ritmica al confine del doom più oscuro e dalla solita potenza. Attendiamo quindi con impazienza di poter ascoltare l’intero lavoro. Per adesso dobbiamo accontentarci di tornare a casa, stanchi e sudati ma pienamente consapevoli di aver assistito ad un grande evento. .

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