Ensiferum & Insomnium: Live report della data di Trezzo sull’Adda (MI)

Tripletta tutta “made in Finland” quella ospitata al Live Club di Trezzo sull’Adda nella serata di Mercoledì 18 marzo e composta da band di tutto rispetto: Omnium Gatherum, Insomnium ed Ensiferum hanno, infatti, offerto una serata all’insegna dell’epicità e del puro godimento per tutti i fan del death metal scandinavo. Perdere uno show del genere sarebbe stato un errore imperdonabile, non tanto per la presenza degli headliner, sempre pronti a tornare in Italia quasi ogni anno, ma per l’importanza dettata dai supporter: avere due band di una certa caratura come Insomnium e Omnium Gatherum nel nostro paese è un evento sempre più raro (entrambe le band erano assenti dai palchi italiani da cinque anni, ndr) e la maggior parte dei fan italiani ha partecipato alla serata solamente per loro.

I primi a salire sul palco sono gli Omnium Gatherum, band capitanata da Jukka Pelkonen e che vede all’interno della propria lineup anche Markus Vanhala, attuale chitarrista dei colleghi Insomnium. L’ultima volta in cui i nostri hanno avuto modo di esibirsi in Italia è stata in occasione del Neckbreaker Ball Tour nel 2011, dove il sestetto finlandese ha condiviso il palco con Mercenary, Varg e Dark Tranquillity. A distanza di quattro anni, ecco quindi che il combo di Kotka torna alla ribalta ed è pronto a scaldare la già nutrita folla del locale, che nel corso della serata arriverà a toccare più di 300 spettatori. Il set da loro offerto scorre in poco più di quaranta minuti, sette sono i pezzi destinati alla band, trainata dal vocalist che ha saputo ritagliarsi uno spazio tutto suo esternando un’energia veramente fuori dal comune e coinvolgendo magistralmente la folla, senza però oscurare i suoi compagni, totalmente concentrati sui rispettivi strumenti e quasi incuranti nello stabilire un legame con il proprio pubblico. Tra i pezzi proposti, la band ha sfoderato alcuni brani dell’ultima fatica discografica, “Beyond”, uscita nel 2013, di cui citiamo l’opening track “Luoto”, la successiva “New Dynamic”, la trascinante “The Sonic Sign”, pezzo molto atteso dagli astanti, e “The Unknowing”, proponendo anche qualche chicca di “New World Shadows”, come l’omonima traccia, “Soul Journey” e la conclusiva “Everfields”. Rispetto alla performance del tour precedente, questa volta la band ha saputo offrire una prestazione ammirevole e ben accolta dal pubblico in sala, già pronto a scatenarsi a suon di headbang con il second act.

Scaletta:

Luoto
New Dynamic
Soul Journeys
The Sonic Sign
The Unknowing
New World Shadows
Everfields

Forti di una grossa crescita internazionale e considerati una delle migliori band del panorama finlandese, gli Insomnium erano la band più attesa per eccellenza ed è stata persino la più acclamata della serata, riuscendo persino a tener testa ai colleghi e amici Ensiferum.  Grandi assenti dal 2010, gli Insomnium tornano a calcare il suolo italico con una nuova lineup, che vanta tra i nuovi innesti Markus Vanhala degli Omnium Gatherum e Kari Olli dei Pressure Points, sostituto temporaneo e ingaggiato esclusivamente per questo tour come sostituto del prode Ville Friman (assente per motivi personali, ndr), che in questa sede live non ha sfigurato e anzi, si è dimostrato una vera rivelazione. In veste di co-headliner, i finnici si apprestano a regalare un’intensa ora di magia sul palcoscenico del Live Club, scatenando poghi estremi e rendendo l’atmosfera ancora più affascinante, merito anche della vena malinconica della loro proposta musicale. Emozionante è stato vedere quanto gremito fosse il locale meneghino: la maggior parte degli astanti è accorsa da tutte le parti dello stivale per assistere a un concerto che è risultato, a fine set, molto coinvolgente, avvincente ed emozionante. Gradita è stata anche la partecipazione dei più fieri sostenitori della band – soprattutto quelli del fan club italiano – che durante la serata sono riusciti a farsi notare per aver cantato a squarciagola e per aver accompagnato attivamente ogni singolo brano proposto in questa sede live. L’incredibile presenza scenica di Niilo Sevänen, frontman e bassista della band a cui va un meritato plauso sia per l’interazione con i presenti che per il suo pregevole italiano, ha offerto ai presenti una performance mozzafiato; nonostante alcuni piccoli inconvenienti, a causa dei quali i suoni non erano tra i migliori, come la chitarra e il basso “ridotti” e messi in secondo piano a vantaggio della batteria, invece molto accentuata, lo show proposto si consuma in un’ora di pura follia. L’occasione era buona soprattutto per promuovere in sede live l’ultima release della band, “Shadows Of The Dying Sun”, di cui sono state presentate (e premiate) solamente quattro tracce, alternate saggiamente ad alcuni dei brani più conosciuti, come “Daughter Of The Moon”, “The Killjoy”, “Drawn To Black” e “Weighed Down With Sorrow”. Al termine del set a loro dedicato, gli Insomnium non si sono certamente tirati indietro all’incontro con i propri fans, al contrario degli headliner che non si sono voluti esporre affatto, se non in tardissima serata con pochissimi eletti. Molte volte, sopratutto in ambito musicale, la carta vincente è proprio l’umiltà ed è cio che contraddistingue i co-headliner, poiché le promesse fatte vanno sempre mantenute e siamo orgogliosi di dire che la band ha soddisfatto in toto non solo i desideri dei loro supporter ma hanno saputo regalare una serata che difficilmente potrà essere archiviata.

Scaletta: 

The Killjoy
While We Sleep
Every Hour Wounds
Daughter of the Moon
Black Heart Rebellion
Where The Last Wave Broke
The Promethean Song
Drawn to Black
Ephemeral
Weighed Down With Sorrow

Dopo la grandiosa esibizione degli Insomnium, il sipario cala ed ecco arrivare il momento per gli headliner della serata di prendere possesso del palcoscenico. Il momento è arrivato! Una enorme scenografia raffigurante il booklet di “One Man Army” è lo scenario che accompagnerà l’esibizione degli Ensiferum. Sulle note di della doppietta “March of War”/ “Axe Of Judgement” ecco che lo show prende vita. Un muro di suoni investe letteralmente la sala del Live Club, da subito si denota come la band sia al massimo della forma, soprattutto il cantante Petri Lindroos e il bassista Sami Hinkka, capaci di prendere in mano le redini del gioco e ad interagire con un pubblico letteralmente in visibilio per il combo di Helsinki, che si appresta a regalare uno show con i fiocchi, distribuito in un’ora e mezza di pura follia. La scaletta offerta questa sera si presenta abbastanza variegata ed è incentrata particolarmente sull’ultimo lavoro in studio della band, del quale verranno presentati ben cinque pezzi, che in sede live acquistano ancora più efficacia e potenza. Non mancano durante la serata brani quali “Iron”, “From Afar”, “Into Battle” e “Ahti”, pietre miliari dell’intera discografia del quintetto finlandese e brani particolarmente apprezzati dall’audience milanese. Certo, qualcuno in sala (come la sottoscritta) avrebbe gradito pezzi quali “In My Sword I Trust” o “Twilight Tavern”, ma la band non demorde e dimostra di saperci fare alla grande, offrendo uno show davvero perfetto, il migliore mai offerto finora dalla band finnica. Rispetto ai soliti show proposti dalla band, quest’ultimo è stato sì il migliore, ma anche il più diverso, poiché ha visto la partecipazione della fisarmonicista Netta Skog (ex-Turisas), ingaggiata in sostituzione della tasterista Emmi Silvennoinen. In seguito all’annuncio dato dalla stessa band su Facebook, in un primo momento la fanbase italiana non aveva reagito molto bene perché si pensava che la fisarmonica non potesse ritagliarsi un determinato spazio e non potesse dare una buona resa live ai pezzi in scaletta, ma con sorpresa Netta è riuscita a spiazzare tutti gli astanti del Live Club in quanto è stata in grado di distinguersi non solo per la padronanza tecnica ma anche per la sua intraprendenza; solitamente si é abituati a vedere certi musicisti relegati sempre in un angolo e concentrati sul proprio strumento, riducendo al minimo storico l’interazione col pubblico, ma ciò non è successo in questo contesto, poiché la fisarmonicista ha saputo diligentemente intrattenere il pubblico anche nelle vesti di cantante interpretando la cover della celeberrima “Breaking The Law” dei mitici Judas Priest, che ha visto tutti i membri della band cimentarsi scherzosamente in uno scambio di strumenti. L’esperimento, seppur atipico, è riuscito perfettamente, risultando persino acclamato ed apprezzato anche dai più scettici.  Accompagnati dall’encore composto da “From Afar”, “Token” e “Iron”, gli Ensiferum salutano la calda Milano, congedandosi senza proferire parola alcuna e con una compostezza tipicamente nordica. Chi si aspettava qualche feedback after show dagli stessi membri degli Ensiferum è tornato a casa a mani vuote, in quanto la band non ha voluto (o non ha potuto) incontrare nessuno, forse complice l’imminente data successiva che si sarebbe tenuta in Svizzera. Un vero peccato, ma possiamo ugualmente confermare che la band on stage è riuscita a dare il meglio di sé e noi non vediamo l’ora di riaccoglierla a braccia aperte.

Scaletta:

March of War
Axe of Judgment
Heathen Horde
Into Battle
Little Dreamer (Väinämöinen, Part II)
Warrior Without a War
Ahti
Smoking Ruins
Two of Spades
Unsung Heroes
Burning Leaves
One Man Army
Victory Song
Encore:
Breaking the Law (Judas Priest cover)
From Afar
Token of Time
Iron

 

 

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login