Edge Of Forever: Live Report della data di Mozzate

Nell’accogliente e molto raccolto Motorock di Mozzate si svolge, in un venerdì di dicembre, un concerto all’insegna dell’hard rock di classe, che vede come protagonisti una band affermata, gli Edge Of Forever, e un gruppo che sta per prepararsi al lancio sul mercato, i Planet Hard.

Le danze vengono aperte proprio da questi ultimi, che irrorano sul pubblico, purtroppo poco numeroso, un pugno di brani di propria penna decisamente convincenti, partendo da ‘Unchain My Heart’ e proseguendo con ‘Fake’. Il sound dei nostri si pone nell’ambito di un hard rock robusto e rotondo di tradizione americana, che vede in primo piano riffoni e assoli di chitarra sempre ringalluzziti da una linea ritmica selvaggia. Il chitarrista, Marco Dandy, colpisce soprattutto per l’assolo della successiva track ‘For Everything’, pezzo sempre di produzione Planet Hard, che interessa molto per la matrice quasi heavy metal che si coniuga ad un’apertura melodica ben ricamata con il sopraggiungere del chorus.

In questo senso bravo anche il singer Marco Sivo, che riesce a modulare il proprio approccio al microfono passando da assalti veri e propri a momenti più dolci; forse l’unico difetto del cantante è che ogni tanto tende a imitare un po’ Axl Rose, ma si tratta di momenti passeggeri.

I suoni dei Planet Hard sono più che discreti (forse anche grazie al fatto che i nostri non utilizzano le tastiere, che da sempre rendono più difficoltosa la miscela di suoni) e permettono al pubblico di fruire degnamente della proposta musicale dei nostri, che si avvale anche della presentazione di un paio di cover del calibro di ‘Hush’ dei Deep Purple, dove aimè i nostri se ne escono con un paio di svarioni, ed anche ‘Long Live Rock’n’Roll’ dei Rainbow, proposta in una versione poco convincente.

Al contrario i pezzi della band risultano decisamente più interessanti e ci convincono sull’esistenza di una solida band di hard rock che potrà sicuramente farsi valere.

Nel giro di pochi minuti il piccolo palco del Motorock viene attrezzato per l’ingresso degli Edge Of Forever e quindi la tastiera del leader della band, Alex Del Vecchio, viene posta al centro del palco, poiché in questa occasione il musicista si proporrà anche come cantante, al posto di Harris, singer che ha accompagnato i nostri nei due CD sino ad ora dati alle stampe.

Il live dei nostri si apre e si basa in larga parte sui brani presenti nell’ultimo album ‘Let The Demon Rock’n’Roll’, partendo proprio dall’opener ‘The Machine’ per proseguire con l’AOR oriented ‘Shade Of November’ e la più potente (ma un po’ noiosa) ‘Feel Like Burning’.

Sin dalle prime battute si evince che ci sono dei problemi a livello di suoni; chitarra e basso sono troppo alte e coprono totalmente le tastiere di Alex, che riesce a farsi sentire al microfono ma non al massimo delle possibilità.

Nel contempo viene esaltato ai massimi livelli il lavoro svolto dal batterista Francesco Jovino (anche con UDO, Accept), che nella sua postazione pesta a più non posso con la precisione di un metronomo, innervando i brani degli Edge di un’energia fortissima e rendendoli spesso più duri di quanto non siano in studio (complici anche le tastiere sottotono).

Si prosegue, nel frattempo, con ‘Dance Into The Fire’, uno degli episodi del primo CD ‘Feeding The Fire’, che esalta ancora l’approccio ritmico dei nostri.

Conclusa la prima parte del concerto i nostri cominciano a concedersi, fra un pezzo e l’altro di loro penna, anche alcune cover, partendo con ‘Bark At The Moon’ di Ozzy, che Alex introduce facendo presente che a suo avviso il più grande chitarrista della band fosse proprio Jake Lee.

La versione degli Edge Of Forever è interessante e divertente e pone in primo piano anche il chitarrista Walter Caliaro, che interpreterà, nel corso della serata, diversi approcci al proprio strumento.

Infatti, nel corso dello show, si alterneranno brani quali ‘The Shining’ dei Black Sabbath Tony Martin-era, ‘I’ll See The Light Tonight’ di Malmsteen ed anche ‘Edge Of Thorns’ dei Savatage. Un ospite inaspettato sale poi sul palco, alla chitarra, per l’esecuzione di ‘Burn’, cover degli immortali Deep Purple, ossia Matteo Filippini; il pezzo, decisamente improvvisato con il l’ottimo chitarrista, risulta vivace e infuso di un’anima rock molto genuina.

Da segnalare anche l’assolo di batteria del motore umano che risponde al nome di Francesco Jovino, che, grazie al suo “atletico” drum kit, intrattiene il pubblico con piroettanti e terremotanti partiture di batteria, giocate soprattutto su velocità, potenza e coordinazione.

Tornando al set della band ricordiamo ancora l’esecuzione del bellissimo lento ‘A Deep Emotion’, che, essendo eseguito in larghissima parte solo da Alex alla voce e dalla sua tastiera ci fa intendere quanto migliore sarebbe stato il concerto con un mix più adeguato di volumi. L’interpretazione del cantante è da brividi ed il pezzo, eseguito live, è semplicemente stupendo.

Il concerto si chiude fra gli applausi e sottolinea una volta di più l’indubbio valore del combo italiano. Ci permettiamo di aggiungere che Alex Del Vecchio è un ottimo interprete al microfono e potrebbe cantare tranquillamente i brani degli Edge Of Forever anche in studio. Ora non resta altro che attendere nuove gemme di hard rock firmate dalla band.

Foto di Leonardo Cammi

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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