Ecclesia Diabolica Evropa – Live report e foto della data di Milano

È finalmente arrivato il giorno dell’appuntamento più importante di questo mese per gli amanti dell’Heavy Metal, la tappa italiana del tour mondiale dell’ “Ecclesia Diabolica”, che vede come protagonisti I polacchi Behemoth, accompagnati dagli svedesi At The Gates e gli americani Wolves In The Throne Room. La discoteca più famosa di Milano è affollata da gente di tutte le età che attende con ansia l’inizio dello spettacolo di suono estremo molto amato a livello internazionale.

Wolves In The Throne Room

Puntualissimi, alle 19.10 e purtroppo con tanti fans ancora in fila d’attesa per l’ingresso al locale, la band dei fratelli Weaver sale sul piccolo palco dell’Alcatraz in una tendenza al ritorno degli show a piccoli locali. Fedeli alla loro tradizione, il gruppo americano che suona black metal con i loro termini e per le loro ragioni, senza usare i simboli del genere come le croci rovesciate, il makeup stile corps paint o simili, con luci poco brillanti, crea un’atmosfera che indubbiamente abbia un’impatto emotivo importante. Questa sensazione di occulto, di disperazione e di perdita di una cosa che non si può identificare, di profondità infinita, in un’ambiente oscuro e misterioso, forse un po’ pesante per la gente, creando una sensazione di malinconia. Detto ciò, non si può non apprezzare la maturità nelle loro composizioni che dimostra che i Wolves In The Throne Room sanno davvero il fatto loro e una performance così breve non è sufficiente per avere un’idea completa su una band di pieno rispetto.

At The Gates

Dopo un breve intervallo di cambio di palcoscenico tocca al grande opener di eccezione il compito di dare l’energia e la carica giusta ai fans che sono sempre più numerosi. Gli svedesi At The Gates, uno dei più importanti rappresentanti del death metal melodico, offrono la loro setlist di circa 50 minuti al pubblico italiano con il loro nuovo lineup con l’inserimento del chitarrista Jonas Stålhammar. “To Drink From The Night Itself” è il titolo del loro ultimo album e la setlist parte con il title track già molto nota al pubblico che esprime la propria goia con il solito pit. Le due prossime canzoni, “Slaughter Of The Soul” e “At War With Reality” hanno già portato in cima l’energia e l’atmosfera è elettrizzata da riffs a volte thrash a volte più melodici. Il death grunt particolare di Tomas Lindberg, che riesce a mantenere le parole in qualche maniera inteleggibili e lui c’è la mette tutta per accontentare i fans. Niente effetti speciali, solo i musicisti obbiettivamente bravissimi dal vivo, anche se forse c’è una monotonia nelle composizioni, non una grande varietà. Qualche brano del passato potrebbe essere più di stile thrash e probabilmente quelli sono stati i picchi di successo della band svedese, che non delude mai i fans dedicati.

Behemoth

Una mezz’oretta di preparazione per lo show dei mitici polacchi Behemoth è necessaria. Aspettare non è mai piacevole, ma lo spettacolo che segue ne vale davvero la pena. L’intro dello show con la mappa italiana con lo sfondo nero riceve tantissimi applausi, ma quando la band appare sul palco si scatena l’inferno. Nergal, Orion, Inferno e Seth offrono uno spettacolo unico, mantenendo una professionalità di altissimo livello per quanto riguarda la loro musica e i testi. Fuochi di artificio, luci in bianco, rosso e nero, fumo e loro truccati come da corpse paint e vestiti di nero partono con “Wolves Of Siberia“, come vere macchine di guerra. Peccato che alle prime canzoni il suono non era cosi pulito, forse la batteria essendo più forte del dovuto stava coprendo la voce di Nergal rendendo difficile per tutti di apprezzare il growl. La scenografia è impressionante, con il microfono di Nergal con le trombette di Gabriele al centro del palco e al momento di “Bartzabel” la qualità del suono forse sta migliorando. Tanta musica e poche parole, momenti di intensità con “Ecclesia Diabolica Catholica”, “Blow Your Trumpets Gabriel”. Nergal è inarrestabile, interpretando il suo personaggio con l’aiuto dei costumi, con il talento musicale più che evidente, fedele alla fama che lo segue. Notte emozionante che termina purtroppo troppo presto, dopo solo 75 minuti di durata, e probabilmente tutti fra il pubblico sono rimasti con l’impressione che qualcosa sia rimasto in sospeso, mentre la band saluta suonando i tamburi. Sullo spettacolo niente da dire, qualità da invidiare dai nomi più importanti della scena mondiale. Indubbiamente, se la durata fosse stata maggiore, tutti sarebbero stati più contenti. Alla prossima, speriamo presto.

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