Dream Theater: Live Report della data di Firenze

Passa da Firenze la seconda tappa del mini-tour italiano di quattro date dei Dream Theater. Il sempre ospitale Teatro Obihall riserva ai cinque progsters di Boston un’accoglienza degna dell’evento, presentandosi gremito sia nel parterre che nei posti a sedere in galleria. La setlist in programma è la stessa che vi avevamo rivelato alcuni giorni fa: una corposa scaletta da 18 pezzi + intro, per la bellezza di tre ore di concerto, attende quindi i presenti. Alle 20.30 spaccate tutto è pronto per cominciare.

L’inizio dello show è mozzafiato: su di un telone che nasconde il palco scorre uno spettacolare video d’animazione, accompagnato dalle note della nuova “False Awakening Suite”, che ci mostra in sequenza, con un suggestivo collage, tutte le copertine degli album della band. Al termine del filmato il telone cade e i Dream Theater attaccano con “The Enemy Inside”, opener dell’ultimo disco. La canzone, che rivela un’ottima resa in sede live, ci mostra da subito John Petrucci e John Myung stabili nelle loro classiche posizioni e totalmente concentrati sui loro strumenti; Mike Mangini e Jordan Rudess sono invece uno spettacolo nello spettacolo grazie alle loro postazioni: il primo è ingabbiato in un’enorme batteria a quattro casse e con piatti e tamburi anche in posizione sopraelevata, il secondo si trova su una piattaforma rotante, circondato da tastiere di ogni tipo e dai più strani formati. James LaBrie, fin dal suo ingresso in scena, è poi l’incontrastato frontman e interlocutore col pubblico: la sua voce non sarà certo più quella di una volta, ma questa sera l’impegno e la passione ci sono tutti e la sua prestazione, complici anche le numerose parti strumentali previste dalla setlist, si mantiene buona fino al termine.

L’ “Act I” del concerto si concentra principalmente sugli ultimi lavori della band. Le lunghe suite “The Shattered Fortress” e “Breaking All Illusions”, a cui si aggiunge una “Trial Of Tears” ripescata dal controverso “Falling Into Infinity”, si alternano a brani un po’ più brevi e diretti come “On The Backs Of Angels” e la strumentale “Enigma Machine”, all’interno della quale trova spazio un assolo di batteria di Mike Mangini. Davvero emozionante si rivela poi l’esecuzione della nuova “Along For The Ride”, commovente ballad che dà anche il nome all’attuale tour. Il materiale proposto in questa prima fase è insomma decisamente eterogeneo, ma il pubblico dell’Obihall dimostra di apprezzarne ogni segmento, tributando ai Dream Theater calorosi appalusi e boati. Il meglio deve comunque ancora venire. James LaBrie annuncia infatti che in questo 2014 si celebrano due anniversari, i 20 anni di “Awake” e i 15 anni di “Scenes From A Memory”; la seconda parte dello show sarà allora incentrata su tali capolavori. Prima del momento più atteso la band si concede però 15 minuti di pausa: sul maxischermo che sovrasta il palco vengono infatti proiettati divertentissimi video, come le fittizie pubblicità delle action figures dei componenti del gruppo, nonché un finto spot di detersivi da bucato in cui Mangini invita ad acquistare il prodotto “Your Home” non tanto perché pulisca o profumi di più, quanto perché i tappi dei suoi flaconi suonano meglio sotto i colpi delle sue bacchette!

L’ “Act II” dello spettacolo, dedicato all’album “Awake”, si apre con “The Mirror”, subito accolta da un boato del pubblico. I cinque pezzi estratti dal masterpiece datato 1994, che culminano con l’affascinante e graditissima “Space-Dye Vest”, rappresentano forse il momento più alto dell’intero concerto, un perfetto connubio di emozioni e tecnica. Gli encore che seguono la finta uscita di scena al termine della nuova “Illumination Theory” non sono però da meno: “Overture 1928”, “Strange Déjà Vu”, “The Dance of Eternity” e “Finally Free” sono le perfette rappresentanti per celebrare l’altro disco festeggiato, “Scenes From A Memory”, e la loro esecuzione non può che soddisfare anche i fan più esigenti. La standing ovation da parte degli spettatori seduti in galleria e i lunghi minuti di applausi di tutto l’Obihall sono l’epilogo scontato per questa serata.

I Dream Theater hanno allestito ancora una volta un grande spettacolo dove agli ormai proverbiali perizia tecnica e virtuosismi, mai scollegati dal desiderio di trasmettere emozioni, si somma una notevole cura scenografica: suggestive e sempre calzanti a pennello con la musica sono infatti le immagini trasmesse dal maxischermo che sovrasta la band. Dopo 25 anni di carriera, tanti album pubblicati e innumerevoli date in tutto il mondo, le buone vecchie icone del prog metal continuano insomma a stupirci in positivo.

Testo: Matteo Roversi

Foto: Tommaso Barletta

 

 

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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