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Dragonforce: Live Report della data di Milano

Sabato 28 ottobre il Club Serraglio di Milano ha ospitato una serata interamente dedicata al power metal di qualità che si presenta con due differenti approcci: dal lato il fantasy metal colorato e divertente dei Twilight Force, dall’altro il sound ultra-tecnico e guascone dei Dragonforce che non si limitano e a tratti sfociano anche nel estreme metal.Verso le 21,00 è il turno degli svedesi Twilight Force, che si presentano (come previsto) camuffati a seconda del personaggio che interpretano nella loro saga fantasy e, forti di due eccellenti album, sfornano una scaletta vincente con sette brani che pescano sia dal primo “Tales of Ancient Prophecies” (2015) che soprattutto dal secondo lavoro “Heroes of Mighty Magic” (2016). Si inizia con l’opener dell’opera più recente, ossia “Tales of Ancient Prophecies”, fast track che sveglia subito tutto il pubblico numerosissimo presente. Grazie alle seguenti “To The Stars” e “Riders Of The Dawn” si rimane sui lidi del power ma più cadenzato e coinvolgente, in particolare per quanto riguarda il secondo brano citato. La seguente “Flight Of The Sapphire Dragon” si rivela come previsto uno dei pezzi più melodici del lotto e fa da preludio alla più diretta “There and Back Again” in cui i nostri conquistano gli astanti grazie sia ad un discreto livello tecnico (le parti soliste si susseguono) che ad una simpatia assoluta. Il nuovo singer Tommy Johansson (anche chitarrista nei Sabaton nonchè leader nei Reinxeed, Golden Resurrection, ecc.) che vuol rappresentare il classico guerriero coraggioso ed il tastierista Blackwald (che al contrario è avvolto da mantello e cappa nerissime ed interpreta un cupo mago) ingaggiano infatti in una divertente gara di urli il pubblico presente dividendolo in due squadre. Il finale della set list è dedicato al meglio del primo album e propone quindi l’epica “Gates Of Glory” e la più movimentata “The Power Of The Ancient Force.” Gli svedesi concludono di fronte ad un pubblico che apprezza ed applaude.Ben presto, dopo un veloce riallestimento del palco, salgono sullo stage gli inglesi Dragonforce (verso le 22,00) e danno vita ad uno show vivace e stracolmo di battute divertenti, assoli e virtuosismi. Per ovvi motivi i nostri cercano di privilegiare, nella scaletta, il recente album “Reaching Into Infinity” (2017), da cui i nostri snocciolano la bellissima e melodica opener “Ashes Of The Dawn”, la coinvolgente “Judgement Day”, “Curse Of Darkness” e la variegata “The Edge Of The World” che sfocia nel death metal grazie all’incredibile performance del singer Marc Hudson che senza problemi passa nel medesimo pezzo dal growl al cantato pulito. Il carner a disposizione degli inglesi è però davvero ampio perché ormai i nostri hanno realizzato ormai ben sette album e scegliere le tracce migliori diventa complesso nell’ambito di una discografia varia e differenziata. Non mancano assolutamente i due classici del primissimo lavoro “Valley Of The Damned” (decisamente power classico), ossia la medesima title-track (capolavoro assoluto che conquista sempre fin da subito) e l’epic power “Heart Of A Dragon.” I Dragonforce però non dimenticano le fasi della carriera in cui cercavano la velocità esecutiva più estrema con brani come “Fury Of The Storm” e la conclusiva (nei bis) “Through The Fire And Flames.” Ottima anche l’esecuzione dell’anthem “Cry Thunder” in cui i nostri riescono a coinvolgere e far cantare tutto il pubblico. Ovviamente poi vien dato spazio ad assoli per tutti i componenti o quasi della band; in modo particolare viene lasciata un’ampia fetta di esposizione al drummer italiano Gee Anzalone che si fa coinvolgere senza problemi in diverse gag comiche e volgari (ma simpatiche) messe in piedi dai compari. Il concerto degli inglesi convince e diverte e chiude nella migliore dei modi una serata che dimostra come il power metal sia più che mai vivo e vegeto!

 

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