Download Festival Madrid: Live Report del day 3 con Tool, Architects e altri

E’ domenica ed è l’ultimo giorno di festival. Avendo un po’ di tempo libero ci rechiamo alla zona ristorazione, che l’anno scorso non avevamo avuto modo di vedere con attenzione. C’è davvero l’imbarazzo della scelta: tacos, burrito, pizza, hotdog, noodle, cucina orientale, indiana, panini e spiedini! I prezzi sono abbastanza onesti e con 5/6 euro convertiti in tuenti si può mangiare un pasto sostanzioso. L’unica pecca è la coda eccessiva agli stand adibiti alla conversione dei soldi: uno solo all’intero di tutta l’area ristorazione che, com’era prevedibile, dopo l’ultima esibizione si è riempita rapidamente.

TOUNDRA

La seconda band al salire sul Main Stage 1 sono gli spagnoli Toundra. Si tratta di una vera e propria sorpresa considerando il genere che propongono: un rock progressivo strumentale che non ti aspetti su un palco come quello del Download. La folla apprezza e balla, nonostante non ci siano canzoni da cantare, e li acclama, forse perchè si tratta di un gruppo conterraneo. Si tratta di una musica particolarmente raffinata con melodie profonde, grazie alla quale i Toundra hanno riscosso buon successo, con i loro 12 anni di carriera. Tre delle quattro tracce che eseguono sono tratte dall’ultimo album “Vortex” uscito l’anno scorso.

SOULFLY

Completamente diversa è l’esibizione dei Soulfly, che infiammano il Main stage 2 quando la temperatura non sembra ancora disposta a calare. Alternative metal, nu metal, groove metal e tanto pogo è quello che propone la band di Phoenix nata dalle ceneri dei Sepultura. La band sta affrontando il tour promozionale di “Ritual“, l’ultimo album uscito l’anno scorso e sullo sfondo compare la coverart: un guerriero intento a scoccare una freccia su un panorama infuocato esattamente come l’atmosfera che si respira alla Caja Magica. Gli statunitensi scaldano la folla, che non esita a pogare e a scatenarsi per tutta l’ora dell’esibizione della band di Max Cavalera e soci.

ARCHITECTS

Sam Carter e compagnia ci intrattengono prima dell’arrivo dei tanto attesi headliner portando anche in Spagna una tappa del loro Holy Hell tour. I fan apprezzano le nuove canzoni tra cui “Modern Misery“, “Royal Beggars” e la traccia omonima, e le cantano a squarciagola mentre un addetto alla sicurezza bagna la folla con un idrante non più necessario alle nove di sera, dato che finalmente il sole inizia a calare. Non mancano i grandi classici: “Naysayer“, “Gravedigger” e, per i più affezionati, anche “These Colours Don’t Run“. Particolarmente commovente il momento in cui Sam ringrazia il pubblico, ma con la voce spezzata ammette che sul palco non più la stessa cosa: Tom Searle, scomparso purtroppo nel 2016, manca e la band gli dedica “Gone With The Wind” con uno straziante ritornello. Un’ora di puro metalcore, circle pits e tanta energia, sicuramente una delle esibizioni più apprezzate dal pubblico madrileno.

TOOL

Oramai ci siamo rassegnati al fatto che non vedremo mai il volto di Maynard illuminato, dato che lo stesso è successo anche un anno fa alla seconda edizione del Download durante l’esibizione degli A Perfect Circle. Un po’ ci abbiamo sperato, dopo ben 13 anni di attesa, tanto che il concerto dei Tool si è trasformato in un vero e proprio evento dell’anno, considerando anche il fatto che si tratta dell’unica data della band in Spagna. L’età media del pubblico si alza considerevolmente e sono tutti in attesa di uno dei gruppi più particolari del panorama metal. Nonostante l’ingresso in scena acclamato dalla folla, Maynard non si perde in chiacchiere e durante tutto il concerto pronuncia solo 5 parole, ovvero “Espana, thank you so much“, senza sbilanciarsi troppo. Grazie agli effetti speciali, i giochi di luce e i video inquietanti proiettati sullo sfondo il concerto si trasforma in un’esperienza mistica, quasi una danza rituale, mentre i Tool suonano un’ora e mezza di fila senza nessuna interruzione. Il basso di Justin Chancellor sovrasta tutti gli altri strumenti, persino la voce stessa, ed è il protagonista indiscusso e l’unico membro ad interagire con il pubblico. Maynard ci regala “The Pot“, “Schism“, “Jambi” e “Vicarious“, accompagnate da un ballo ancestrale. Uniche pecche i volumi un po’ troppo alti e l’utilizzo nelle ultime tracce di un microfono con un effetto di distorsione che non ha permesso di comprendere bene il testo. Il concerto dei Tool è stato quasi un rito sacro e il pubblico è rimasto religiosamente in silenzio, soprattutto durante le parti strumentali, favoriti anche dal fatto che l’organizzazione abbia deciso di non far esibire nessuno in contemporanea.

Anche la terza edizione del Download giunge a termine. Molti aspetti organizzativi sono stati migliorati, ma allo stesso la bill ha perso un po’ di nomi importanti rispetto all’anno scorso e ci auguriamo che nella prossima edizione il livello venga alzato sotto questo punto di vista. Per il resto, le code e l’affluso di gente sono stati gestiti benissimo, il numero dei servizi igienici e dei ristoranti era adeguato per la portata dell’evento e il market piccolo ma assolutamente apprezzabile. Alla Caja Magica ci si sente a casa ed è possibile incontrare migliaia di persone da tutto il mondo unite dalla stessa passione. E’ un’esperienza che consigliamo di vivere almeno una volta nella vita!

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