Don Airey feat. Tolo Marton: Live Report e foto della data di S. Giovanni Lupatoto (VR)

I Deep Purple amano il Veneto, da soli e in gruppo. Non è passato neanche un anno dalla strepitosa esibizione dellla band all’Arena di Verona, ed ecco che il loro tastierista, Don Airey, torna in terra scaligera per una data da solista. C’è da dire che San Giovanni Lupatoto non è nuova a questo tipo di concerti, dato che il Teatro Astra ha ospitato in più occasioni anche Ian Paice da solista, e anche altri esponenti della scena hard rock storica, come ad esempio l’ex Uriah Heep Ken Hensley. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, la serata non si articola esclusivamente su un repertorio di brani dei Deep Purple. L’altro ospite del live è infatti Tolo Marton, chitarrista, cantante e compositore di altissimo livello, nonchè autore di diversi album da solista, uno dei quali, intitolato “My Cup Of Music“, è uscito pochi anni fa, nel 2016. Pochi i brani dei Deep Purple in scaletta, dicevamo, e tutti concentrati nel finale; si tratta di grandi classici come “Lazy“, “Highway Star“, “Space Truckin‘” e “Black Night“. Per questa sezione le parti vocali sono suddivise fra i due cantanti storici dei Forever Deep, cover band locale dei Deep Purple (come si può facilmente intuire), che anni fa ha pubblicato anche un ottimo album di inediti, purtroppo passato sotto silenzio. Per il resto, la serata è divisa in una prima parte incentrata su alcuni estratti dal repertorio solista di Tolo Marton, che si occupa anche delle parti vocali, con Don Airey a fare da regista della serata. E’ anche in situazioni come queste che si vede la professionalità di un musicista, capace non solo di adattarsi a brani non propri (e in questo Don Airey potrebbe insegnare a tanti, vista la sua partecipazione a un numero sterminato di band di tutti i tipi), ma anche di sapersi fare da parte quando è il momento e di lasciare la zona principale del palco ad un altro. Ottimi anche i duetti fra le sue tastiere e gli altri strumenti, e ottimo anche l’imperdibile assolo, che da tempo è ormai anche uno dei momenti topici dei concerti dei Deep Purple, imperdibile indipendentemente dal contesto in cui ci si trovi. Una serata che da una parte, quindi, lascia sorpresi, per quanto riguarda la setlist scelta, e dall’altra conferma l’eccellenza delle capacità di Don Airey e ricorda anche a noi la grande qualità di alcuni musicisti di casa nostra, come appunto Tolo Marton e, perchè no, anche i membri dei Forever Deep.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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