Domine + Vision Divine: Live Report della data di Cortemaggiore

L’accogliente Fillmore di Cortemaggiore ospita in questa serata che sembra iniziare nel migliore dei modi l’Italian Metal Attack, ossia un tour formato da due tra le migliori e più rodate formazioni power metal della penisola: i Domine ed i Vision Divine. Nonostante le aspettative di un sold out il locale piacentino è praticamente vuoto ed accoglie soltanto un centinaio di spettatori (o poco più), che però sembrano veramente dei die-hard fan (come in seguito si vedrà…). Difficile pensare quale possa esser stato il motivo di una debacle di spettatori come questa, considerando anche che la giornata dello show era un venerdì e non una serata infrasettimanale. Di certo con cifre come queste, è inutile nasconderselo, l’Italia non merita una scena metal professionale e ottima come quella che ingiustamente si ritrova. Passando alla descrizione del concerto la prima annotazione di merito è rivolta al fatto che la prima band esibitasi è stata quella dei Vision Divine, che accolti al grido di “Domine, Domine…” hanno saputo ironizzare per bocca del singer Michele che ha detto: “come dire Spandau ed ecco che spuntano i Duran Duran!”.

Il concerto del gruppo di Thorsen è stato ottimo da ogni punto di vista, compresa la verve distribuita dai componenti della band sul palco, che oltre ad intrattenere hanno anche saputo evitare errori ed imprecisioni. In particolare ha brillato il singer Michele Luppi, che, veramente in gamba, si dimostra decisamente all’altezza del suo predecessore, ossia mister Fabio Lione. Il nuovo cantante concede diverse prove di tecnica e valenza interpretativa, con acuti ben distribuiti e un tocco di classe nell’esecuzione di ‘Identities’, dedicata a tutte le girls presenti in sala. Altro asso nella manica della band è stato anche Olaf Smirnoff alle tastiere, un vero “funambolico creativo”! Piatto forte del live sono stati soprattutto i brani suonati nel finale, da ‘New Eden’ a ‘Pain’, sino all’immancabile ‘Send Me An Angel’. Il concerto finisce tra gli applausi di un pubblico scarso ma abbastanza partecipe. L’unico dilemma relativo al sound dei Vision Divine rimane l’aspetto coinvolgimento che sembra un tallone d’Achille per le composizioni presentate.

Conclusa la prima parte dello show inizia una lunghissima intro simil-colonna sonora da film heroic fantasy che fa ben sperare, a fronte una platea esigua ma ben “caricata”, che aspetta i Domine con l’intento di andar via dal Fillmore senza un filo di voce. Purtroppo però la sorta maligna era in agguato… infatti, concluso l’intro all’improvviso i Domine si ritrovano con la chitarra morta! Dopo un primo momento di incredulità ed imbarazzo i tecnici ed il gruppo cercano di fare il possibile per rimettere in gioco gli strumenti ma il tempo passa inesorabile. Quando la band riesce finalmente a ripartire viene accolta dal boato del pubblico a cui non importa un beneamato nulla dei problemi tecnici e supporta sino in fondo il gruppo. ‘Battle Gods’ esplode dagli amplificatori del locale e viene cantata in coro da gran parte dei fan, come pure la successiva e micidiale ‘Arioch The Chaos Star’, che dimostra di essere un brano bomba da eseguire dal vivo, con quell’acuto stratosferico di Morby in prima battuta che conquista subito gli astanti e gli fa attribuire una gragnuola di applausi. Il concerto sembra proseguire sotto i migliori auspici ma appena Morby introduce un brano non comune per le esecuzioni da vivo come ‘The Ship Of The Lost Souls’ la chitarra muore di nuovo. A questo punto lo sconforto sembra prendere il sopravvento sui nostri musicisti ma il pubblico continua ad inneggiare gridando “Ave Domine” ed anche questo brutto momento viene superato. Purtroppo l’atmosfera che regna sul palco ormai non è delle migliori e nonostante Morby sia come sempre un ottimo frontman è palpabile una certa inquietudine fra gli altri membri del gruppo. In ogni caso la band sforna una serie di brani eccezionali che dimostrano l’immane valore del combo toscano, da ‘The Aquilonia Suite’ ad ‘Icarus Ascending’, passando per ‘True Believer’ che viene cantata proprio da tutti e dall’immortale ‘Dragonlord’, senza dubbio uno dei migliori brani scritti negli ultimi anni di epic power metal. Nel finale la situazione ormai in parte compromessa, soprattutto per la perdita di tempo subita dai problemi tecnici, non consente di eseguire entrambi i brani pensati per i bis e quindi, purtroppo, la band non ha potuto eseguire ‘Defenders’. Finita l’esibizione il miglior commento possibile è che sono concerti come questi che segnano nel bene e nel male la forza d’animo di un gruppo. Nonostante tutte le avversità lo show della epic power metal band è stato decisamente coinvolgente ed i fan sono rimasti soddisfatti.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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