Dirty Honey: Live Report e foto della data di Bologna

I Dirty Honey sono attualmente considerabili come una delle band emergenti più interessanti della scena hard rock a stelle e strisce, con riscontri importanti a livello di interesse da parte del pubblico. Reduci dall’apertura ai Guns’n’Roses nella data milanese del 10 luglio allo stadio di San Siro, sono stati protagonisti di un’altra data italiana, questa volta tutta per loro, presso il parco delle Caserme Rosse a Bologna, una vasta area che da un passato oscuro durante la Seconda Guerra Mondiale (era usato come campo di concentramento dai nazisti) è attualmente adibito ad area per concerti ed altri eventi. La curiosità era tanta, e noi non ci siamo fatti perdere l’occasione di partecipare all’evento, fra l’altro a ingresso libero.

L’apertura del concerto, affidata a “Gypsy”, ha fin da subito fatto da vedere di che pasta è fatta la band californiana: hard rock con forti dosi di blues, suonato con una grande energia e attitudine. I quattro ragazzi non si sono risparmiati in nessun momento nello sciorinare i brani, tratti dall’ep del 2019 e dal lavoro del 2021 (ora riuniti in un doppio), dimostrando di avere il genere totalmente nelle loro corde, con i suoni giusti, ottime capacità dei musicisti ed eccellente voce del cantante Marc Labelle, che fra l’altro ha fatto parecchie presentazioni sforzandosi di parlare italiano. Il concerto è proceduto senza cali di tensione per tutto il tempo a disposizione, sia nei brani più tirati (“Break You”) che in quelli più cadenzati (“The Wire”), che anche nelle ballad (“Down the Road”), un repertorio dove si sono sentiti profumi di band come Aerosmith, Bad Company, Led Zeppelin, Badlands, Tesla, Cinderella… una parte dedicata agli assoli di Justin Soliman al basso, seguito dal batterista Corey Coverstone e dalla chitarra di John Notto, ha anticipato il primo bis costituito dalla versione hard rock di “Let’s Go Crazy” di Prince, seguita da “When I’m Gone” e dal southern che incontra gli Zeppelin di “Rolling 7s”. Un ultimo bis in cui è stata eseguita “Shoot to Thrill” degli AC/DC ha chiuso un bellissimo concerto in cui, finalmente, si è sentita una band giovane avere veramente qualcosa da dire, con brani pienamente convincenti, che citano i classici in modo fresco e senza scopiazzare, e dall’eccellente resa live. In un periodo in cui il vostro scrivente, in ambito hard/classic rock in un paio di settimane si è visto Deep Purple, Queen e Kiss, coi sessantenni Gov’t Mule a recitare la parte dei giovincelli (tutti eccellenti concerti, peraltro, come scritto nei live report contenuti in questa webzine), i quattro ragazzi di Los Angeles si sono rivelati una bellissima sorpresa. Forse i Dirty Honey non salveranno le sorti del rock, ma certamente aiuteranno a tenerlo vivo. Da seguire e sostenere senza se e senza ma.

Setlist:

1. Gypsy

2. Break You

3. Heatbreaker

4. The Wire

5. Fire away/Scars/Take My Hand

6. Tied Up

7. Down the Road

8. California Dreamin’

9. Another Last Time

10. Solos

11. Let’s Go Crazy

12. When I’m Gone

13. Rolling 7s

Shoot to Thril

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login