Deftones: Live Report della data di Milano

Sono passati circa 2 anni e mezzo dall’ultima visita italiana dei Deftones, e l’ultimo album pubblicato a tutt’oggi è ancora ‘Around The Fur’, disco che ha amplificato in misura rilevante l’importanza del gruppo nel panorama alternative/postmetal internazionale. Il pubblico è numeroso ed impaziente, l’Alcatraz si riempio in fretta e comincia a fremere quando sul palco non sono nemmeno saliti i Glassjaw, gruppo d’apertura che, malgrado l’acustica terribile, conferma l’ottima impressione suscitata in studio: compatti ed emozionali, abilissimi nei cambi d’atmosfera e con una presenza scenica già invidiabile. Credo avremo occasione di parlarne a lungo. La pausa prima che tocchi a Chino Moreno e compagni è fin troppo lunga, ed il gruppo di Sacramento mette ad essa fine dopo oltre mezz’ora di attesa con una superba versione di ‘Be Quiet And Drive’ cantata all’unisono col pubblico. La band è notevolmente rilassata, e se questo giova a livello di presenza sul palco e coinvolgimento, c’è da dire che lascia anche un segno percepibile nell’esecuzione dei pezzi, a volte imprecisa. ‘Around The fur’, ‘7 Words’ e l’unico bis ‘Headup’ scatenano la foga di tutti i presenti, e nemmeno un idiota che sputa addosso a Chino Moreno riesce a rovinare l’aria di festa della serata, che presenta un’unica pecca: la durata. Personalmente preferisco i concerti brevi e intensi a quelli interminabili, ma 55 minuti rimangono pochi per chiunque. In ogni modo rivedremo i Deftones molto presto, e avremo occasione di tastare loro nuovamente il polso. Per questa volta ci siamo divertiti, dalla prossima si fa sul serio!

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