Deep Purple: Live Report della data di Brescia

Una serie di fortunate coincidenze fanno in modo che la seconda data del tour estivo in Italia dei Deep Purple si svolga sotto circostanze molto fortunate. L’Arena Campo Marte è un tappeto erboso circondato per tre lati dalle tribune che declina leggermente, su cui convergono fan di tutte le età, dalle ragazze in età da esame di maturità a chi ha l’aria di avere seguito i Deep fin dalle loro prime formazioni. Il clima torrido è passato e i nuvoloni da Armageddon che corrono sopra il palco si scateneranno con un forte temporale solamente a concerto terminato e giusto cinque gocce di numero tra la fine del set dei Toseland e l’inizio di quello dei Purple; ottimi presupposti per un concerto che si snoderà, come solito, con ottimi risultati.

Sono passati pochi mesi dall’ultima volta in cui i Deep Purple sono transitati in Italia, e da allora la setlist che viene proposta non ha subito grosse modifiche. C’era in fondo la speranza che, siccome sembra che un nuovo album sia ormai imminente, ci potesse essere qualche anticipazione dal materiale nuovo, che però non c’è stata. Non ci sono neanche moltissimi brani estrapolati dall’ultimo “Now What?!“, di cui sopravvivono live solo “Hell To Pay“, “Uncommon Man” (che magari si sarebbe potuta sostituire con “Above And Beyond“) e l’oscura “Vincent Price“. Per il resto il set, di quasi due ore come di consueto, è una riproposizione di vecchi successi, di quelli che Ian Gillan riesce ancora a cantare bene, e rispetto all’autunno è evidente che Gillan è in uno stato di grazia ancora migliore tanto da azzardare qualche acuto in più, riuscendo egregiamente nel suo intento. In generale, si ha l’impressione che la band, pur eseguendo un po’ sempre gli stessi brani, abbia intenzione di dedicarsi maggiormente alle jam e alle improvvisazioni, spaziando di più negli assoli e nei duetti, come quello tra Gillan e Morse nel finale di “Strange Kind Of Woman“. Un altro momento che a volte riserva grandi sorpresa è quello dell’assolo affidato a Don Airey; ai fan genovesi però, che la sera prima si sono goduti una sintesi di “Crêuza de mä” di Fabrizio De André è andata meglio, e i fan bresciani si devono “accontentare” di un accenno all’aria del “Nessun Dorma” dalla Turandot di Puccini, oltre ai soliti virtuosismi alle tastiere e all’hammond che fanno sempre piacere. Ci saranno poi ampi spazi lasciati a Steve Morse e a Roger Glover nel finale, che incastra il suo assolo tra i bis di “Hush” e “Black Night“, mentre Morse dialoga con la voce e gli altri strumenti sempre in modo impeccabile. Nelle scorse settimane abbiamo poi trepidato alla notizia del lieve ictus che aveva colpito Ian Paice, ma da quanto si può vedere sembra che Little Ian si sia ripreso perfettamente, non ha perduto il suo tocco nè la potenza e la precisione del suo drumming. Rispetto al passaggio autunnale, rispuntano fuori “Highway Star” ad aprire il concerto e, un po’ a sorpresa, “Bloodsucker“, mentre i pilastri come “Perfect Strangers” o “Space Truckin’” restano come punti fermi. Un’ottima serata, quindi, sotto tutti i punti di vista, che ci fa ritrovare i Deep Purple in buona forma e lascia presupposti ottimistici verso il futuro. Ad aprire la serata ci avevano pensato i Toseland, autori di un set interessante (iniziato tra l’altro leggermente in anticipo rispetto ai programmi ufficiali) che conferma come James Toseland si sia “riciclato” nel migliore dei modi dopo la cessazione della sua carriera sportiva.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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