Deathstars: Live Report della data di Romagnano Sesia

L’unica data italiana del tour dei Deathstars ha fatto tappa a Romagnano Sesia e precisamente alla Rock’n’Roll Arena, nuovo spazio adibito ai concerti che ultimamente sta proponendo davvero un sacco di nomi illustri e per tutti i palati. Ad arricchire la già succulenta scaletta, i vari organizzatori hanno pensato di unire questo live, con la serata del Glam Attakk, prevista originariamente a Milano con headliner i Reckless Love, facendo in modo che i numerosi fan di entrambe le band, potessero gustarsi un evento a dir poco unico nel suo genere.

Ad aprire la serata, davanti ad un numero ancora ridotto di persone, vista l’ora,  troviamo gli Xternals, che comunque non si lasciano certo intimidire dall’esiguo numero di presenti e sciorinano i loro pezzi influenzati sopratutto dai grandi nomi dell’industrial rock, Nine Inch Nails su tutti, ma sono capaci anche di inglobare nel loro sound, sonorità più alternative che più volte hanno portato alla mente nomi illustri come per esempio i Deftones, soprattutto per quanto riguarda la parte urlata/cantata del bravo singer, capace di cambiare registro vocale con estrema naturalezza.

Dopo di loro è la volta degli Hard Revenge, formazione emiliana che proprio in questi giorni si è occupata di aprire le date italiane dei Reckless Love. Il giovane gruppo è bello carico e non si risparmia affatto, proponendo un bel hard rock roccioso e graffiante che più volte ha ricordato i seminali Wasp, ovviamente, con le dovute proporzioni, per carica e attitudine. La band ha fatto uscire da poco “Hot Ashes & Broken Pieces”, loro album di debutto da cui hanno attinto per il live di questa sera.

La terza formazione in scaletta è quella dei Noise Pollution, band proveniente da Bologna, che piano piano si sta facendo conoscere sui palchi nostrani, merito di un robusto hard rock lanciato a mille che non da mai un attimo di tregua. Il loro è un set senza fronzoli, basato sull’immediatezza e l’impatto e soprattutto ha come punto di forza, dei brani validi e potenti che riescono a catturare e coinvolgere i presenti prima delle due band principali.

Quando si abbassano le luci il variopinto pubblico presente stasera a Romagnano Sesia, inizia a scalpitare per la band finnica dei Reckless Love , che fa il suo trionfale ingresso sulle note di “Animal Attraction”, pezzo ruffianissimo e title track del recente lavoro in studio. I ragazzi sono tutti molto affiatati e carichi sul palco, anche se il mattatore indiscusso è il cantante, Olliver Twisted, noto anche per aver militato nei colleghi Crashdiet. Sicuramente lo troviamo più a suo agio qui con i pezzi dei Reckless Love, più adatti alla sua timbrica vocale e tranne qualche piccola imperfezione sulle parti più acute, se la cava piuttosto bene. In più aggiungiamo anche una presenza scenica notevole e un bel aspetto e il gioco è fatto. Tra i brani proposti ricordiamo “Dirty Dreams”, “Hot”, “Born To Break Your Heart” e la splendida “One More Time”, pezzi sicuramente che non hanno inventato nulla di nuovo, ma che hanno sicuramente lo scopo di divertire ed intrattenere e stasera ci sono riusciti alla grande.

Dopo una breve attesa, è la volta degli headliner della serata i Deathstars, assenti dai palchi italiani da due anni e qui arrivati per promuovere il loro recente greatest hits “The Greatest Hits On Earth”. Forti anche di una maggiore notorietà, portata dal tour in corso in compagnia dei Rammstein, stasera a contare dal numero di presenti, si può dire che buona parte del pubblico, è qui proprio per loro. La band è precisa e chirurgica sul palco e riescono a creare un notevole muro sonoro con ritmiche martellanti alternate a momenti più catchy e d’atmosfera. Vengono estratti brani da tutti i tre lavori in studio e in più il nuovo singolo “Metal”, pezzo bello potente e in linea con il trademark del gruppo. Su tuttti i brani eseguiti, spicca l’accattivante “Blood Stains Blood”, “Semi-Automatic”, killer song estratta dal loro debutto “Synthetic Generation”, “Night Electric Night”, title track del loro terzo album in studio e brano dalle imponenti chitarre e sopratutto i pezzi estrapolati da “Termination Bliss”, per chi scrive, l’apice compositivo del gruppo svedese. Song quali “Motherzone”, “Tongues” e “Cyanide”, possiedono decisamente una marcia in più rispetto al materiale più recente. Tempo poi di bis con “Trinity Fields” in cui si riprende un po’ fiato, prima della letale e coinvolgente “Death Dies Hard”, che lascerà tutti i presenti ampiamente soddisfatti.

Bilancio della serata estremamanete positivo e un plauso agli organizzatori, che sono riusciti ad unire due realtà diametricalmente diverse, permettendo a tutti gli accorsi di gustarsi un evento a dir poco imperdibile.

 

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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