Deathstars: Live Report della data di Pinarella di Cervia

Sono passati pochi mesi dall’ultima calata in Italia del combo svedese dei Deathstars, precisamente lo scorso 11 dicembre in quel di Romagnano Sesia. Ora, dopo aver concluso la seconda parte del tour con i tedeschi Rammstein, si sono nuovamente dedicati ai piccoli club europei e per l’Italia, l’unica data, è stata quella al Rock Planet di Pinarella di Cervia.

A scaldare gli animi dei pochi presenti, vista l’ora, troviamo il giovane gruppo italiano dei Virtual Cage, che si presenta sul palco con delle particolari maschere da scena ed un pesante make-up. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente musicale, ci troviamo al cospetto di una band che fa uso massiccio di elettronica, ma anche di sonorità prettamente marziali, martellanti e che lascia poco spazio alla melodia. Brani che hanno un forte impatto sonoro e che coinvolgono gli ascoltatori, anche se a lungo andare risultano un po’ tutti uguali e ripetitivi. Buona invece la prestazione vocale del cantante, che riesce a destreggiarsi bene sia con le parti filtrate che quelle più pulite, risultando molto ipnotico e convincente.

Dopo di loro è la volta di un altro gruppo svedese, i Marionette, autori di un incisivo death metal melodico, di chiara matrice scandinava, In Flames su tutti, che sin dalle prime note, si dimostrano belli carichi e precisi. Giunti da queste parti per promuovere il loro recente album “Nerve”, pescano proprio da questo album un bel po’ di brani, tra cui la terremotante “Stand In Line”, che convince e fa scatenare tutti i presenti. Il cantante Alexander Andersson, è davvero inarrestabile e cerca di coinvolgere il pubblico in tutti i modi, risultando anche una sagoma, a causa di tutte le varie smorfie che fa continuamente, ma dal punto di vista vocale, assolutamente niente da dire, ineccepibile, come del resto anche gli altri componenti della band, molto coesi e precisi.

Nel frattempo la sala del Rock Planet si è decisamente riempita e quando partono le iniziali note di “Mark Of The Gun”, il pubblico è già in visibilio. La successiva “Mother Zone”, da decisamente il colpo di grazia ai presenti, che da questo momento, saranno succubi del “professore” Whiplasher Bernadotte, che si proclama insegnante per la serata e gestirà i suoi studenti a suo piacimento, zittendoli e facendoli urlare a comando. Ma qui certamente non ci troviamo a scuola, quindi è un piacere osservare le regole di casa Deathstars e la parola d’ordine è scatenarsi anche con le successive “Night Electric Night”, “Tongues”, “Blitzkrieg” e la dirompente “Metal”. Quando ci si diverte, il tempo, anzi le “ore di lezione”, passano troppo in fretta, ed è già il momento dei bis con “Trinity Fields” e la conclusiva “Death Dies Hard”, tratta dal valido “Night Electric Night”, l’ultimo album in studio pubblicato dal combo svedese, prima della recente raccolta “The Greatest Hits On Earth” di pochi mesi fa. C’è da dire che nel corso degli anni, il gruppo ha acquisito maggiore consapevolezza del palco e ormai sono diventati una vera e propria macchina da guerra, per cui ogni loro concerto è una garanzia di successo e divertimento; chi è mancato, si è perso sicuramente una serata ad alto tasso adrenalinico e anche un trittico di band abbastanza diverse tra loro, ma accomunate da una forte personalità. In attesa di rivedere nuovamente i Deathstars sui nostri palchi, non ci resta che mettere sullo stereo “The Greatest Hits On Earth” e alzare il volume al massimo!!!!!!

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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