David Ellefson: Live Report e foto della data di Milano

La storia del thrash metal è strettamente connessa con i leggendari Megadeth, che stanno festeggiando il loro trentacinquesimo anniversario di attività. Stasera abbiamo l’onore di assistere ad un evento particolare che ha come protagonista il loro mitico bassita, il signor David Ellefson, che presenta il suo Basstory anche in Italia in unica data al Legend Club di Milano. In questa serata ci viene data l’occasione di ascoltare storie che ovviamente i fans della band già conoscono, ma sentirle dal vivo dal diretto interessato è tutta un’altra cosa. Inoltre, abbiamo la possibilità di interagire con David Ellefson e di assistere all’esecuzione delle versioni diverse di brani dei Megadeth e non solo, con ospiti di eccezione.

TIME FOR VOLTURES

In ogni evento ci vuole sempre la band di apertura, e stasera il compito, indubbiamente non facile, tocca ai Time For Vultures, complesso giovane formato nelle Marche nel 2015. L’opportunità offerta stasera a questi ragazzi non capita tutti i giorni e loro cercano di coglierla al meglio e presentare dei brani del loro album di debutto all’inteerno di un locale mezzo pieno e con il pubblico non in grande affinità con il loro materiale. Il timore di trovarsi in questa situazione è più che evidente, ma la band groove/thrash metal ha provato a scaldare il pubblico in attesa dell’ospite a seguire, ma apparentemente i fans hanno tutt’altro per la testa. I pezzi presentati sono interessanti e la band ha molta strada ancora davanti a sè per maturare, ma già sta facendo dei tentativi importanti per arrivare al successo desiderato. Il cantante ha provato a chiedere la partecipazione della gente presente nel Legend Club, e forse infine è riuscito a coinvolgere una gran parte di loro e ricevere un caloroso applauso.

DAVID ELLEFSON BASSTORY

Dopo la presentazione dell’interprete sul palco del locale e con il Legend già pieno per due terzi, è finalmente arrivata l’ora di accogliere David Ellefson, che riceve l’applauso e l’entusiasmo di tutti i partecipanti. David vuole iniziare con un warmup e inizia suonando le parti del basso di “Holy Wars” e accompagnando il brano registrato e senza pedali solo con un tuner, come aveva specificato in anticipo. Ed ecco che inizia il racconto del tour del 1992 con i Pantera e le avventure con Vinnie Paul, ricordi dal periodo della scelta del chitarrista del periodo di “Rust In Peace“, con Dimebag Darell e Jeff Waters come candidati. Il suo nuovo libro si intitolerà “More Life With Deth”, è quasi pronto e uscirà a Luglio, e a grande richiesta David Ellefson prosegue il suo warmpup con “Tornado Of Souls”, canzone con groove strano, come ci dice, ma che piace a tutti. Segue la “Peace Sells basstory,” quando, con un basso BC Rich pieno di sostanze stupefacenti e senza tetto, lui e Dave Mustaine hanno creato l’intro di basso, al punto che il suo basso Jackson, una combinazione di una Jackson kelly e un basso Gibson Thunderbird per necessità, è stato creato apposta per riuscire a suonarlo senza saltare le note del famoso riff. Ad una domanda sull’ingegneria del suono, David ci dà consigli su come avere un suono di qualità, ricorda il periodo del mixaggio del 2012 con l’ingegnere del suono dei Godsmack che doveva essere addestrato su come mixare una band come i Megadeth, con determinate esigenze e particolarità. Alla domanda su dove abbia preso ispirazione per “Down Patrol”, David ha risposto che con l’aiuto di Nick Menza aveva sviluppato la sua base line, Dave ha aggiunto i testi e cosi è stata creata la ballad del disco. SRiguardo a “Youthanasia“, lo storico bassista ha raccontato che hanno registrato ogni canzone tre volte e con tutti i membri assieme e hanno poi scelto le versioni migliori per un ottimo risultato. Mike Portnoy è il suo batterista preferito, ma tutti quelli con cui ha collaborato gli hanno dato qualcosa in più. L’ultimo argomento trattato è stato come sia passato da suonare con le dita ad usare il plettro per le esigenze della band e per diventare più veloce. Arriva finalmente il momento della parte cantata dello show, con il contributo dei Time For Vultures, che accompagnano il bassista dei Megadeth per una performance dal vivo di “Symphony Of Destruction” e “Peace Sells”;i membri della band sono sicuramente emozionatissimi, una cosa evidente anche daggli errori innocenti sui testi dal cantante del gruppo italiano, ma certo, non capita tutti i giorni suonare assieme ad un mostro della musica metal, e nemmeno di dover impersonare Dave Mustaine di fianco a lui. La parte finale della serata comprende successi di band classiche che hanno influenzato David nella sua carriera, e sul palco salgono per accompagnarlo il chitarrista Andrea Martongelli, di recente di ritorno dal tour con Altitudes & Attitude e Slash, con Fabio Dessi alla voce e Francesco Tresca alla batteria. “Paranoid” è stato il primo brano eseguito, in tributo a Geezer Buttler, seguito da “The Trooper” degli Iron Maiden e “Neon Knights” dei Black Sabbath. Come descritto dal famoso bassista, e come viene poi fatto in occasione della Metal Allegiance, gli amici si incontrano e suonano assieme, dando tributo anche alle canzoni classiche con cui loro stessi sono cresciuti. La sorpresa è l’esecuzione di un brano dei Fleetwood Mac, che forse nessuno si aspettava, ovvero “The Green Manalishi”, per finire con “Living After Midnight” dei Judas Priest.

La serata è finita in allegria con David impegnato in una sessione di foto e autografi per tutti i partecipanti dell’evento; termina così questa puntata di Basstory, una clinic di basso diversa dai soliti schemi e con il profilo di una serata tra amici, con conversazioni interessanti, storie del passato e tantissima musica dal vivo. Le belle cose non possono durare in eterno e al malincuore dobbiamo renderci conto che lo show è terminato. Anche se un fan sfegatato dei Megadeth magari conosceva già tutte le storie raccontate stasera, sentire il racconto da chi le ha vissute in persona è completamente diverso. Una serata fantastica a tutti gli effetti.

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