Dark Tranquillity & Tristania: Live Report della data di Pinarella di Cervia (RA)

Dark Tranquillity e Italia è diventato un sinonimo di garanzia e questo i fans italiani lo sanno! Dopo l’occasione sfumata dell’anno scorso, i mostri sacri del melodic death metal e del Goteborg Sound tornano in Italia per tre date imperdibili. Ad accompagnarli nella loro calata italica, i Norvegesi Tristania. A voi il nostro resoconto.

Dopo l’ottima performance tenutasi due anni fa per l’Out of the Dark fest, i Norvegesi Tristania tornano a farci visita. Si sa, partire prevenuti nei confronti di una band che si ha avuto il piacere di ascoltare una sola volta in ambito live con una lineup totalmente stravolta non è mai una questione facile, per cui forte di una grossa aspettativa, ho lasciato i dubbi da parte con il solo intento di godermi a pieno l’esibizione. “Number” è il primo singolo che apre il set ed è il primo brano dell’ultimo album pubblicato dalla band lo scorso Maggio, “Darkest White”; tutti i musicisti prendono possesso del main stage, raggiunti poco dopo dai due singers, Mariangela De Murtas e Kjetil Nordhus. Si denota come gli strumenti coprano interamente la voce della singer sarda, dando quella fastidiosa sensazione di non poter udire nulla, cosa che non avviene però per la prestazione del cantante norvegese, la cui performance risulta cristallina. Dell’ultimo lavoro discografico, i nostri presenteranno ben 5 brani (“Number”, “Night On Earth”, “Himmelfall”, “Darkest White” e “Requiem”) e avranno modo di proporre, in chiave più moderna, gli ever classics quali “Libre” e “Beyond The Veil”, ben eseguite anche grazie al growl del chitarrista Anders H. Hidle. Certo, i fan della old era della band avranno sicuramente rivolto un pensiero alla bella Vibeke Stene, ma non sono rimasti affatto delusi da questa performance. Nel complesso, l’esibizione dei norvegesi è stata ottima, coinvolgente e non ci resta che valutarli positivamente, in attesa di un’acustica migliore.

Scaletta:

Number
Night On Earth
Himmelfall
Beyond The Veil
The Shining Path
Darkest White
Libre
Requiem
Year Of The Rat

Le luci si spengono. Un enorme schermo nero che mostra alcune visuals realizzate, come sempre, da Niklas Sundin e basate sui vari lavori del chitarrista si presenta come la perfetta scenografia dell’intero show, facendo capolino sul palcoscenico dietro il drumset di Anders Jivarp e, sulle note di “The Science Of Noise”, fanno il loro ingresso gli svedesi Dark Tranquillity. Quella proposta in serata è una scaletta piuttosto variegata, ricca ed incentrata maggiormente su pezzi storici che hanno costituito la discografia della band a partire dal lontano 1993, anno in cui nacque “Skydancer”. Una scaletta che avrà fatto storcere il naso a qualcuno, ma che ha comunque coinvolto tutto il pubblico, presentando brani quali “A Bolt of Blazing Gold” e “UnDo Control”, che per l’occasione ha visto la partecipazione alle female vocals della bella Mariangela De Murtas, scartate da anni nelle ultime scalette; immancabili “Monochromatic Stains”, “The Wonders At Your Feet” e “Zero Distance” (quest’ultima estratta dall’edizione “Tour Edition” dell’ultimo album, ndR). Non mancano, però, anche brani nuovi, estratti da “Construct”. “What Only You Know”, “State Of Trust” ed “Endtime Hearts” sono alcuni tra i brani proposti in questa sede live. Il combo svedese è molto affiatato, è in grande forma e dà l’ennesima prova di essere una macchina da guerra sul palcoscenico. In molti avranno sicuramente notato la grande assenza di Daniel Antonsson, il bassista, che ha deciso dopo 5 anni di attività di abbandonare i compagni e di dedicarsi alla sua passione per il lavoro in studio in veste di produttore: il basso è stato quindi preregistrato con annesse basi.
Lo show proposto si consuma in un’ora e quarantacinque minuti di pura follia, un carismatico e – a tratti, forse, lievemente stanco – Mikael Stanne, dalla grintosa presenza scenica, è qui ancora una volta protagonista indiscusso , coinvolgendo più volte il proprio pubblico (da sottolineare come il rosso vocalist abbia cercato volontariamente un’interazione con il pubblico, ringraziando i fans armati di tatuaggi inerenti alla band e facendo più volte stage diving, ndr). I Dark Tranquillity amano il nostro paese e questa sera lo hanno dimostrato notevolmente, in più di un’occasione. Spetta alle meravigliose “Lethe”, “Misery’s Crown” e “Lost To Apathy” chiudere l’intero set, certo sarebbe stato interessante qualche brano in più dall’ultimo “Construct”, come “Uniformity”, di cui era stato rilasciato il video qualche mese fa o “For Broken Words”, ma non ci si può lamentare. Nota a margine, offstage, la band è stata incredibilmente disponibile con alcuni dei fan presenti dal primo pomeriggio per qualche chiacchiera e per qualche autografo.  

Scaletta:

The Science Of Noise
White Noise/Black Silence
What Only You Know
The Fatalist
The Silence in Between
Zero Distance
A Bolt of Blazing Gold  (with Mariangela Demurtas)
UnDo Control (with Mariangela Demurtas)
Monochromatic Stains
The Wonders at Your Feet
To a Bitter Halt
Indifferent Suns
Silence, and the Firmament Withdrew
Terminus (Where Death Is Most Alive)
State of Trust
Endtime Hearts
ThereIn
Final Resistance
Lethe

Misery’s Crown
Lost To Apathy

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Roberto Falavigna

    Hanno fatto anche Lethe come encore

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login