Dark Tranquillity: Live Report e foto della data di Bologna

Ancora una volta Dark Tranquillity, ancora una volta Mikael Stanne & Co. a calcare i palchi italici. Dopo la data al Live di Trezzo sull’Adda, ecco arrivare la band svedese a Bologna, Zona Roveri. Poche parole, molti fatti: lasciamo parlare la musica di cui in molti siamo stati testimoni.

MIRACLE FLAIR

Svizzeri, due album, qualche video ed una proposta essenzialmente senza carne né pesce. Heavy Metal senza velleità symphonic o progressive così come descritto nelle varie bio della band. Una band però che però sul palco ci prova e in un manciata di canzoni cerca di conquistare il pubblico ancora scarso (erano da poco passate le 19.30). “Embracing The End”e la title track del secondo album “Angel Cast Shadows” le canzoni meglio portate in scena dai nostri. Discreta e non da tramandare ai posteri la prova della cantante Nicole Hartmann, così come quella della band tutta. La scintilla non c’è stata.

BLACK THERAPY

Dopo qualche tempo ritrovo i romani Black Therapy, a ben più di un anno di distanza dal live di spalla ai Dark Lunacy. Quella che ritrovo è una band flagellata dagli imprevisti tecnici (taglieranno una canzone dalla scaletta), ma ben determinata a ben lasciare un ricordo del loro passaggio. Si parte forte con “In The Embrace Of Sorrow, I Smile” per una band che nel poco tempo residuo ha dato tutto quello che poteva. Bene anche “Stabbed”, carica di intensità.  Chiusura d’obbligo con “Mad World”. Quest’ultima cover dei Tears For Fears, ma ispirata alla versione di Gary Jules, inclusa anche nella colonna sonora del film Donnie Darko.

EQUILIBRIUM

Non me ne vogliano gli Equilibrium. Non me ne vogliano fan, etichetta, promoter, parenti ed amici tutti. Una band ed una musica che proprio non sono riuscito a digerire. Autori di una specie di folk metal screziato da un cantanto black, i 4 tedeschi proprio non mi hanno convinto. Robert “Robse” Dahn e soci, pur divertendo i presenti, mi sono sembrati fuori contesto e di poco spessore. “Blut Im Auge” ha certamente infiammato i presenti, ma la massiccia presenza di basi per dare “densità folk” al loro metal non ha certo aiutato a rendere godibile la serata. Un suono freddo e vuoto, per giunta senza basso a peggiorare ancora la “plasticosità” del tutt. Certo quando la band ha assaltato i presenti con “Prey” ed Heimat” subito in apertura le cose sembravano funzionare anche per il sottoscritto, ma la prestazione dei tedeschi non mi ha convinto per niente sul lungo periodo. Sicuramente da rivedere in condizioni più favorevoli. I fan hanno però gradito. Sarò mica io ad essere fuori posto?

DARK TRANQUILLITY

Mikael Stanne & Soci ormai sono praticamente italiani. Amati sin dai loro esordi ed apprezzati nei loro molti mutamenti di pelle, i Dark Tranquillity hanno sempre avuto un ottimo legame con i fan tricolori. Una dimostrazione d’affetto avvenuta anche alla Zona Roveri di Bologna, dove il quintetto ha raccolto ancora una volta affetto sincero.

Dopo l’intro “Iron Man” ecco che i nostri compaiono sul palco, ed iniziano ad aggredire l’audience con  “Encircled”, canzone di apertura dell’ultimo album “Atoma”. Neanche il tempo di rifiatare che parte subito il riff teso di “Monochromatic Stains”, ed il pubblico letteralmente impazzisce seguendo uno Stanne in stato di grazie correre da una parte all’altra del palco. I giri aumentano, la canzone cresce e la tensione esplode in uno dei chorus più melodici mai scritti dai 5 svedesi.

Si ritorna al future ed ecco “Clearing Skies” (sempre “Atoma”), prima di un nuovo salto indietro nel tempo per “The Treason Wall”. Ancora una volta “Damage Done” e 15 anni fa. Una canzone urlata da tutto il pubblico che in piena trance “maideniana” ha cantato il riff di chitarra neanche fosse “The Trooper”.

E poi via, canzone dopo l’altra con “The Science of Noise” e “Forward Momentum” che hanno anticipato una versione appassionata di “The Mundane And The Magic”. Ancora una volta un estratto da “Damage Done” ed una “Final Resistance” davvero da brividi. Si attraversano “Atoma”, “Force Of Hand” ed una “Icipher” carica di groove. E poi ancora “Fiction” con altre due canzoni estratte dal cilindro dell’album che compie nel 2018 10 anni: “Inside The Particle Storm” e “Terminus (Where Death Is Most Alive)”. Siamo praticamente alla fine della prima parte dello show, ormai ne siamo tutti consapevoli, anche perché quando partono le note di “Thereln” il pubblico – ormai stremato dalla fatica e dal caldo – inizia a scuotere la testa con ancora più intensita, spendendo l’ultima aria nei polmoni urlando il ritornello di uno dei brani-manifesto del death-metal melodico.

Prima parte finita e pochi, anzi pochissimi, secondi di pausa e subito la band risale sul palco e si lancia in una intensa versione di “State Of Trust” (con annessa incursione di Mikael tra il pubblico per urlare i versi del testo insieme a loro) che sfocia in “Lost To Apathy”.

Saluti finali. Ne siamo tutti consapevoli. Parte il riff di “Misery’s Crown, e la voce intensa e baritonale di Mikael saluta un pubblico che non ha smesso di urlare e rimbalzare addosso le note degli svedesi, ancora una volta conquistatori in terra italica.  Come sempre applausi.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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