Dark Tranquillity: Live Report della data di Bologna

Primo vero concerto “al freddo” per l’Estragon, la cui stagione musicale è già partita da qualche giorno. Arrivo giusto in tempo per vedere la fine del concerto dei Lunarsea, che, a quanto pare, hanno dato una gran prova di sé, cominciando a scaldare per benino il pubblico bolognese (ancora scarso e troppo silenzioso). Per le 21:30 partono i finlandesi Insomnium, giovane band composta da quattro elementi che subito si trovano a proprio agio col palco e gli ascoltatori, e che ha all’attivo ben quattro dischi, il cui ultimo è datato 2009. Il cantante-bassista Niilo coinvolge i presenti e ringrazia di continuo la gente italiana. Un’oretta circa di set, dentro cui inserire il proprio death metal ricco di venature progressive. Pochi minuti per il cambio palco, e dopo un primissimo intro, ecco che sulle note di “At The Point Of Ignition” entrano in scena i Dark Tranquillty. La band non ha bisogno di presentazioni, e questo il pubblico lo sa bene. Un Estragon mezzo pieno (o mezzo vuoto?) accoglie alla grande il sestetto svedese, per questo “Where Death Is Most Alive Tour II”, fortunato seguito della prima parte del tour, che ha visto uscire sia un DVD, sia un cd live. Si prosegue con “The Fatalist” e pezzi più datati, come “Damage Done”, “Lost To Apathy”, “Monochromatic Stains” e “The Gallery”. La band è in forma come sempre, e regala uno spettacolo quasi impeccabile. Stanne e soci proseguono con “One Thought”, “The Wonders At Your Feet”, “Iridium”, “Shadow In Your Blood”, “Icipher”, “Dream Oblivion”, per arrivare alla prima triade “finale”, ossia “Misery’s Crown”, “Haven” e “Punish My Heaven”. L’encore finale è affidato a quattro ottimi pezzi, come “Final Resistance”, “The Sun Fired Blanks”, “ThereIn” e “Terminus (Where Death Is Most Alive)”. Le critiche dei presenti nei confronti della band riguardano un pò la scaletta (non ci sono”Lethe” e “Edenspring”, ma c’è pur sempre “The Gallery”, ad esempio, pezzo non incluso nella prima tranche del tour, quella del DVD), un po’ la band. In effetti Stanne, pur mantenendo quel carisma che da sempre lo contraddistingue, pur continuando imperterrito nei suoi show di grande impatto, è apparso un po’ a corto di fiato, a volte, arrancando (comunque con grande stile) e perdendo di tono. Io personalmente ho notato anche qualche errore da parte di Anders, alla batteria, che spesso e volentieri arrivava in ritardo sulle battute, o tendeva a perdersi nei passaggi delle canzoni, mentre il resto del gruppo ha fatto il proprio dovere come sempre. Avendo avuto loro un ottimo settaggio dei suoni all’interno del locale, è stato molto più facile accorgersi di qualche piccolo errore. Il tutto va compreso però all’interno di un grande spettacolo, che la band assicura da sempre ad ogni singolo concerto. C’è chi dice che la band sia finita da tempo, e c’è chi è convinto, come chi scrive, che la band abbia ancora molte cartucce da poter sparare, e ancora molto da insegnare alle nuove generazioni.

Tracklist:

01. At the Point of Ignition

02. The Fatalist

03. Damage Done

04. Lost To Apathy

05. Monochromatic Stains

06. The Gallery

07. One Thought

08. The Wonders At Your Feet

09. Iridium

10. Shadow in Our Blood

11. Icipher

12. Dream Oblivion

13. Misery’s Crown

14. Haven

15. Punish My Heaven

Encore:

16. Final Resistance

17. The Sun Fired Blanks

18. ThereIn

19. Terminus (Where Death Is Most Alive)

Ulteriori foto della serata sono visibili a questo link.

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