Dark Decadence Tour: Live Report della data di Passignano Sul Trasimeno

Gli Hardcore Superstar sono un gruppo che in Italia nel corso degli anni è riuscito a costruirsi una fedele e solida fan-base e, regolarmente, ad ogni loro calata nel bel paese riesce a smuovere un bel po’ di presenze, ma con questo nuovo tour, intitolato Dark Decadence Tour, si è fatto di più, mettendo sotto lo stesso cartellone anche altre due band di notevole prestigio: i finlandesi goth rocker The 69 Eyes e gli irriverenti Crashdiet, quindi presenziare a questo evento risulta d’obbligo.

La prima data ha come location l’Auditorium Urbani a Passignano sul Trasimeno in provincia di Perugia, luogo un po’ insolito e atipico per concerti di questo tipo, ma molto bello grazie alla vicinanza del lago che rende tutto più suggestivo. Prima dello show c’è modo di incontrare le band e scopriamo che questo tour ha avuto parecchi inconvenienti spiacevoli, a partire dalla rottura di uno dei loro tour bus, con conseguente cancellazione della data svizzera, per non parlare poi dei problemi alla schiena di Peter London (bassista dei Crashdiet), risolti per fortuna in giornata da un dottore italiano, infatti sotto il palco, era posizionata in bella vista una sedia a rotelle pronta all’uso, se la situazione non fosse migliorata per tempo. Il compito arduo di aprire le danze, spetta stasera ad un gruppo locale, i perugini Pollution, che nei pochi minuti a disposizione, propongono un bel set compatto e sanguigno di hard rock al vetriolo. Tra le prime file si scatena già un po’ di movimento, merito di amici, parenti e fidanzate che li inciteranno dall’inizio alla fine, ma anche il resto del pubblico sembra apprezzare la loro proposta.

Dopo un veloce cambio palco è la volta del combo svedese dei Crashdiet. Avendoli visti già in passato con il precedente cantante, c’era molta curiosità di osservare la band in azione con il nuovo frontman e le aspettative sono state ampiamente ripagate. Non solo a livello vocale, Simon è nettamente superiore al seppur bravo Olliver (ora in forza ai Reckless Love), ma anche a livello scenico e di tenuta del palco, non ci sono proprio paragoni e sin dall’iniziale “Down With The Dust”, si scatena un bel polverone tra i presenti, anche se c’è da dire che i brani che faranno maggior presa sul pubblico sono i classici quali “Riot In Everyone” e “Breakin’ The Chainz”. “Generation Wild” chiude il loro set, seppur breve molto intenso e divertente. E’ la volta dei The 69 Eyes introdotti sul palco dalle note della sigla del telefilm True Blood, uno dei cult televisivi più amati dal tenebroso singer. “Devils” da fuoco alle polveri e il concerto prende il via nel migliore dei modi. La scaletta di questa sera non solo riproporrà alcuni brani tratti dal loro precedente lavoro in studio “Back In Blood” del 2009, come “Kiss Me Undead” e “Dead Girls Are Easy”, ma andrà anche a rispolverare il loro passato più rock’n’roll con brani come “Ghettoway Car” e “Velvet Touch” tratti dal masterpiece del 1995 “Savage Garden”. Il bello comunque di un concerto dei The 69 Eyes è che il gruppo ha l’abitudine di variare la scaletta da serata a serata e in questa prima data nel nostro paese, ci sarà modo anche di ascoltare “Hevioso”, brano tratto da “Devils” e da un bel po’ assente nei loro live, insieme a brani immancabili come “Perfect Skin”, “Never Say Die” e “Dance D’Amour”.
Altra gradita sorpresa è l’esecuzione di alcuni brani in acustico, nei mesi passati i nostri avevano intrapreso dei tour di questo tipo in madre patria, quindi è un vero piacere poter ascoltare la band anche in questa dimensione ed assaporare anche una “Feel Berlin” totalmente diversa e molto più emozionante. Il trittico finale “Brandon Lee”, “The Chair” e l’immancabile “Lost Boys”, chiude una esibizione riuscita e convincente, anche se c’è da segnalare che il frontman, a causa della sua forte allergia ai pollini, non era totalmente al 100% a livello vocale.

Cambio palco veloce e l’attesa per gli headliner si fa sempre più sentire con il pubblico che già li acclama ancora prima del loro ingresso. L’inizio è al vetriolo con tre brani nuovi di zecca tratti dall’ultimo convincente album “Split Your Lip”: “Sadistic Girls”, “Guestlist” e la titletrack, brani che si adattano benissimo al loro repertorio e in sede live acquistano ancora maggiore intensità e potenza. A seguire “Liberation” un classico dal loro fortunato album “Bad Sneakers And A Pina Colada, che non solo provoca un vortice di corpi in movimento, ma anche tanta nostalgia per chi li segue e apprezza da tanto tempo. Non c’è comunque tempo per lasciarsi andare a sentimentalismi vari, “My Good Reputation” e “Wild Boys” riescono ad infiammare ancora di più i presenti, ma la sorpresa della serata è risentire “Have You Been Around” dal vivo dopo tantissimo tempo, sicuramente uno dei pezzi più riusciti scritti dal gruppo. C’è anche modo di rispolverare il loro lato recente più metal, con brani come “Dreamin’ In A Casket” e “Bag On Your Head”, che metteranno a dura prova la resistenza delle prime file. Con “Here Comes That Sick Bitch”, si ha modo di riprendere fiato fino alla dirompente “Last Call For Alcohol”, dove Jocke (frontman della band) invita sul palco due fan  per cantare il ritornello assieme a lui. Questo pezzo dal vivo decisamente spacca e si annovera  tra i classici da riproporre in sede live anche in futuro. Dopo una brevissima pausa è tempo dei bis con la ritmata “Moonshine” e il pezzo finale, la festaiola “We Don’t Celebrate Sundays”, dove gli Hardcore Superstar a sorpresa, vengono raggiunti sul palco dagli altri componenti dei The 69 Eyes e Crashdiet.

Come di consueto a fine concerto i vari gruppi si presteranno a fare due chiacchere con i fan per foto, autografi, baci e abbracci di rito, dimostrando nonostante lo status di popolarità raggiunto, quanto ci tengono ancora al contatto umano con chi li segue e questo li fa apprezzare ancora di più.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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