Dark Day: Live Report della data di Milano

Il Dark Day, appuntamento semestrale dedicato alla scena dark nei suoi più ampi risvolti, arriva al suo decimo anno di vita. Metallus è andato a curiosare questo spettacolo, che unisce musica e visualità, al Black Hole di Milano.

Riusciamo a vedere soltanto in parte lo show dei Valis, band milanese che si dedica ad un’elettronica sperimentale dai ritmi aggressivi e allucinati. Una sorta di mix tra l’EBM più oscuro e decadente, harsh e industrial. La band è possente, le esecuzioni veloci e benché il tempo in cui ci è possibile seguire la loro esibizione non sia sufficiente per avere un’idea ben definita, possiamo dire che la presenza scenica (quella del vocalist Sethi in particolare) è di tutto rispetto e altrettanto l’impatto delle canzoni.

Si cambia nettamente registro con gli NG, acronimo di Northgate. La band, progetto solista di Trevor dei Camerata Mediolanense è attiva dall’inizio degli anni ’90 e propone una sorta di ambient psichedelico con innesti folk lenti e oscuri. Difficile da etichettare ma indubbiamente affascinanti, gli NG offrono questa sera una show intimista e volutamente distaccato dal resto delle band che saranno presenti. Abbigliati con la foggia alpina e memori di scenari storici e decadenti, i nostri irretiscono con atmosfere plumbee e diluite, spezzate dagli innesti di chitarra acustica e di violino. Peccato che il loro genere, indubbiamente “d’èlite” sia fuori contesto rispetto alla bill della serata, tanto che buona parte del pubblico non segue la performance. In una cornice a loro consona sarebbe stato tutto perfetto.

Attesi da gran parte del pubblico, che li sosterrà per tutta la durata dello spettacolo, gli Alien Vampires riportano il Dark Day sui lidi elettronici. I romani sono dediti a una musica techno/industrial violenta e martellante, poggiata su di un immaginario di erotismo estremo e accenni black metal. Il vocalist Nysrok, ex-chitarrista degli Aborym, è il mattatore di questo show. Forte di una presenza scenica invidiabile e uno screaming ipnotico, non rinuncia un attimo all’interazione con il pubblico. Le song si susseguono senza grosse differenze formali, ma la loro immediatezza è stupefacente, è quasi impossibile rimanere fermi di fronte a un sound così accessibile. Certo, questa tendenza mostrata, ossia il portare all’ “esasperazione” i suoni elettronici facendoli combaciare con una precisa iconografia, forse non ha grosse pretese artistiche e potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere. Tuttavia, è innegabile che durante il tempo a loro disposizione ci siamo divertiti e la band ha dimostrato di possedere tutte le doti che servono alla buona riuscita di un concerto.

La chiusura degli spettacoli è affidata ai francesi Tamtrum, three-piece dedito a una delle sfaccettature più disincantate dell’elettronica. Le loro canzoni sono un misto di rock’n’roll, techno e industrial e i transalpini mettono in luce il lato più disincantato e intrigante di queste tre anime. Non a caso, gli atteggiamenti sensuali del vocalist Benoit Sixteen e del drummer Sylvicious (con tanto di strip integrale annesso), sono un indubitabile segnale che la sfacciataggine e la voglia di divertirsi di questi ragazzi hanno la meglio su tutti. E il pubblico, benché la partecipazione non sia elevata come in occasione dello show degli Alien Vampires e molti si preparino ai Dj set che da lì a poco intratterranno gli astanti, segue con calore lo spettacolo offerto dai francesi, tutto incentrato su di uno spirito fottutamente rock’n’roll. Del resto il loro motto, che recita: “Fuck you, I’m drunk”, la dice lunga.

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