Dark Celebration Festival: Live Report della data di Milano

Interessante iniziativa presso il Transilvania Live di Milano, che offre ai suoi avventori una Domenica di Pasqua alternativa ospitando il Dark Celebration Festival, una kermesse musicale che riunisce dei noti esponenti del panorama darkwave e gotico tricolore, con la presenza di act storici quali Kirlian Camera (meritatamente headliner) e band di nuova generazione sempre più popolari tra i fruitori del genere. Una giornata che non sarà solo all’insegna della musica grazie alla presenza di stand con abiti, accessori, CD e una sfilata per dare spazio alle nuove creazioni dedicate agli amanti dell’eleganza.

Un Transilvania affollato fin dalle prime battute lascia ben sperare sull’affluenza del pubblico, che in effetti sarà piuttosto massiccia, decretando il buon successo della manifestazione. Gli show iniziano attorno alle 20, quando salgono sul palco i torinesi T3chn0ph0b1a. La band presenta oggi alcuni nuovi brani che andranno a comparire sul full-length di prossima pubblicazione, mostrando un insieme compatto e professionale. L’intrigante mèlange tra industrial, musica elettronica e black metal coinvolge i presenti e si rivela ottimo per dare inizio alle danze.

Decisamente più orientata verso l’elettronica a tutto tondo è l’esibizione successiva, quella dei Syrian, two-piece lombardo/piemontese che in occasione del festival presenta la nuova release ‘Alien Nation’. Dediti a un synthpop orecchiabile ma piuttosto oscuro, i nostri si rendono protagonisti di una performance piacevole ma, complice una proposta forse troppo easy-listening, alla lunga ripetitiva. Tra i brani eseguiti, colpisce nel segno l’enfasi di ‘Supernova’, impossibile da ascoltare rimanendo fermi e la buona rivisitazione di ‘I.N.R.I.’ dei T3chn0ph0b1a, che vede il vocalist Andylab duettare insieme a Snuff Mazend, front-man dei torinesi.

Si ritorna su lidi nettamente più “metallici” con i veneziani Ensoph, autori di un sontuoso avant-garde gothic nel quale confluiscono elettronica, progressive e metal estremo. I veneti mostrano innanzitutto una presenza scenica teatrale e di prim’ordine, guidata dal carismatico vocalist N-Ikonoclast, autore di una prova notevole. La musica degli Ensoph appare più compatta on-stage, ma si percepiscono comunque le numerose sfaccettature che rendono il sound del five-piece unico nel suo genere. Il concerto di oggi li riconferma come uno degli act più originali e interessanti nel panorama italiano.

Il registro cambia in modo vistoso con i romani Spiritual Front, che definiscono la propria musica come “nihilist pop”. Al di là dell’etichetta, la band offre un set emozionante in cui un malinconico ma sostenuto rock acustico si sublima in ballad disperate e di una maestosità davvero unica. Il vocalist/chitarrista Simone Salvatori si mette in luce con la sua forte ironia, con un approccio disincantato e da finto tonto che svolge un ruolo da contro altare a una proposta tanto intimista e capace di ipnotizzare tutti i presenti, mettendoli in riga ad ascoltare con la bocca aperta e gli occhi sbarrati. Peccato per dei suoni non proprio azzeccati, ai quali Simone reagirà con interventi scherzosi di ogni tipo, ma questo è uno show da ricordare. Canzoni come ‘Jesus Died In Las Vegas’ e ‘Slave’, che va a concludere la performance, entrano nelle vene e stimolano i sentimenti. Onirici, disperati, eleganti. A nostro giudizio i vincitori della giornata.

E’ poi il turno dei capitolini Dope Stars Inc. , recenti autori di ‘Gigahearts’, album che si propone di bissare il successo del precedente ‘Neuromance’, platter che mise il five-piece sotto le luci dei riflettori riscuotendo successo di pubblico e critica. Che dire, ai Dope Stars Inc. si potrebbe obiettare di essere dediti a un genere eccessivamente plastificato e fruibile, ma sul palco la grinta è notevole e il concerto scorre via in modo fluido, lasciandoci l’impressione di come i romani possano vantare una facciata artistica di spessore al di là dei ritmi ballabili. Il loro intrigante mix tra glam, industrial, techno e sonorità metalliche piace e diverte. E per una volta chiudiamo un occhio sulle giovani vampire che in prima fila fanno gli occhi dolci e gridano “fichi!”, perché parlare di boyband sarebbe davvero sbagliato.

Sono quasi le 2 quando i Kirlian Camera salgono sul palco del Transilvania e purtroppo una parte di pubblico ha già abbandonato il locale. Peccato, perché la performance cui andremo ad assistere sarà di ottima qualità, incontrando pienamente le aspettative verso un act con quasi trent’anni di storia alle spalle. Il progetto di Angelo Bergamini ha lasciato infatti un segno indelebile nella scena elettronica/industrial italiana, nonostante le critiche di ogni tipo piovute addosso a causa di un impatto visuale facilmente associabile a suggestioni fascistoidi, dalle quali la band ha sempre e comunque mantenuto le distanze. Questa sera il set andrà a pescare dagli episodi più salienti della discografia dei nostri, guidati da una Elena Fossi non solo bella e raffinata, ma soprattutto grande interprete, capace di regalare emozioni con il suo timbro versatile. Una menzione vogliamo serbarla anche per la violinista e tastierista Sarah Crespi, che interviene ad arricchire i brani con arrangiamenti di matrice classica. Atmosfere criptiche e sonorità elettroniche marziali si rincorrono in un set che fa propria la sensualità e a tratti, inaspettata dolcezza.

Impossibile chiedere di più a una band che, insieme agli Spiritual Front, si è oggi saputa distinguere con uno stile che appartiene soltanto ai grandi.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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