Danger Zone: Live Report e foto della data di Bologna

Non c’è niente di strano in una band che presenta il suo nuovo album in un locale della propria città di origine. Tutto il resto però, nella serata con cui i Danger Zone presentano la loro ultima uscita discografica in anteprima, ha quel pizzico di straordinario che rende la serata particolare. Prima di tutto, la storica band bolognese si esibisce al Covo Club, locale ormai storico per chi ha vissuto la scena metal degli anni ’80, con tanti concerti (e anche alcune scene di una puntata de L’ispettore Coliandro) dentro le sue mura. Oltre a questo, il fatto di ascoltare un album eseguito dal vivo poche ore prima della sua pubblicazione ufficiale ha qualcosa di speciale, dà l’impressione di assistere a un rituale segreto, a una cerimonia di iniziazione per veri appassionati, per cui non ci si deve stupire se al concerto assistono fra il pubblico altri musicisti, amici di vecchia data e qualche ex membro dei Danger Zone. Terzo motivo, il nuovo album, “Closer To Heaven“, è obiettivamente un lavoro molto valido, che almeno finora è uno dei migliori album hard rock usciti nell’anno, e sia su disco che dal vivo, i brani meritano più di un ascolto. Come i membri dei Danger Zone tengono a spiegare più di una volta nel corso della serata, il messaggio di “Closer To Heaven” vuole essere positivo e speranzoso, un piccolo spiraglio di luce in un mondo pieno di situazioni disastrate, una parentesi serena indipendentemente da tutto. Anche per questo si può dire che l’obiettivo sia stato centrato in pieno, perchè l’ora e mezza di concerto scivola in perfetta armonia tra pubblico e band, potenziata dall’aggiunta di una seconda chitarra e delle tastiere. Del resto, i volti sorridenti e rilassati sul palco sono la prova definitiva della soddisfazione totale dei Danger Zone per la nuova uscita. La prima parte del concerto verte quasi esclusivamente sui nuovi brani e su tracce dinamiche, orecchiabili e accattivanti come “Turn It Up“, probabilmente uno dei pezzi migliori dell’album, e proseguendo con “I Love Crazy“, e “All For You“; seguono altri estratti da “Closer To Heaven”, come “Human Contact” e “Higher Than High“, che alla fine viene suonato quasi per intero, con “Hard Rock Paradise” a  chiudere il concerto. In mezzo c’è spazio per alcuni estratti dai lavori precedenti, tra cui spiccano come al solito “Fire Fire“, “Hardline“, “Undying” e la cover di “Children Of The Revolution“. Con presupposti del genere e un live di presentazione che non ha nessuna falla, l’imperativo è di non lasciarsi sfuggire l’occasione di rivedere dal vivo questa storica band di casa nostra.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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