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Dan Baird & Homemade Sin: Live Report e foto della data di Amsterdam

Arrivare al Paradiso Noord è facilissimo. Dietro la stazione centrale di Amsterdam si prende un traghetto gratuito che in pochi minuti di navigazione ti porta dall’altra parte del fiume Ij. Pochi passi a sinistra e si arriva in un’accogliente sala non grandissima ma, ancora una volta, dall’ottima acustica e dal servizio efficiente (c’è anche il ragazzo del bar che di tanto in tanto passa e raccoglie i bicchieri di plastica che il pubblico appoggia sul bordo del palco). In questa sala si tiene la prima delle tre date olandesi della band che solitamente è capitanata dall’ex cantante e chitarrista dei Georgia Satellites Dan Baird. Se non fosse che qualche mese fa Dan Baird è rientrato precipitosamente a casa mentre era in tour per curarsi da una forma di leucemia, e pochi giorni dopo anche il suo bassista, Micke Nilsson, ha dovuto interrompere lo stesso tour per problemi personali. I due membri restanti degli Homemade Sin, il chitarrista solista Warner E. Hodges e il batterista Mauro Magellan, non si sono però persi d’animo. Hanno reclutato il giovane Sean Savacool al basso e il cantante e chitarrista Joe Blanton, che ha collaborato con Dan Baird nei suoi lavori da solista, e hanno continuato ad esibirsi in giro per porre fede agli impegni presi. Il tour, ribattezzato con ironia “Homemade Sin without Dan Baird – One tour – Doctor’s orders“, richiama letteralmente persone da molte parti d’Europa: oltre a noi dall’Italia ci sono anche una coppia dal Belgio, una dal Portogallo e un gruppo di chiassosi irlandesi, oltre che, naturalmente, olandesi con maglie dei Georgia Satellites di rito.
I nuovi ingressi in realtà si sono amalgamati molto bene con il resto della band e mostrano bene le loro differenze caratteriali. Savacool è taciturno e più concentrato sul suo strumento, mentre Blanton è un perfetto frontman, che dialoga a più riprese con gli altri della formazione e con il pubblico e, nonostante la sua voce non assomigli a quella di Dan Baird, riesce a sostituirlo in modo credibile per il suo atteggiamento e per la sua, evidente, buona conoscenza della materia. A loro si aggiungono le ottime parti di chitarra eseguite da Hodges e la martellante precisione di Magellan dietro le pelli, due punti fermi per la band che non sbagliano un colpo.
La performance mantiene le caratteristiche principali tipiche della band: assenza di setlist definita e scaletta scelta sul momento, giusto alcuni punti fissi all’inizio e alla fine, spazio anche ad alcuni brani dei dischi solisti di Hodges, clima rilassato sul palco e un paio d’ore di rock and roll riversate con energia e adrenalina sui presenti e con l’aggiunta di un pizzico di punk style. I punti fermi sono le prime due cover dei Georgia Satellites, “The Myth Of Love” e “Mon Cheri“, a inizio set, la divertente “I Love You Period“, che risale al 1992 ed era contenuta nel disco solista di Dan Baird “Love Songs for the Hearing Impaired”, e il finale, affidato a “Keep Your Hands To Yourself“, forse il brano più noto nella discografia dei Satellites.

In chiusura, c’è tempo ancora per una versione velocizzata e dal piglio punk di “Take Me Home Country Roads” di John Denver, conclusione che strappa un ulteriore sorriso e che mette ancora una volta in risalto la preparazione della band. D’altronde, c’è solo da sorridere, se si pensa che Dan Baird, dopo una mezza dozzina di cicli di chemio, è tornato in buona salute e sta programmando date live per il 2018. Siete avvisati tutti.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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