Cynic: Live Report della data di Casalecchio di Reno (BO)

Quando, pochi giorni prima del giorno previsto, era trapelata la notizia dello spostamento di una delle due date italiane del tour dei Cynic al Blogos di Casalecchio di Reno, immediata periferia di Bologna, c’è stato chi si è stupito di questa scelta. Se i gestori del locale infatti hanno sempre mostrato di avere un occhio di riguardo nei confronti delle sonorità estreme, è vero soprattutto che il locale avrebbe potuto essere inadeguato alle esigenze di un nome di richiamo come quello della band di Paul Masvidal, per via di un palco di dimensioni ridottissime e di dimensioni limitate anche dello spazio riservato al pubblico. Non a caso, durante la serata (che ha visto anche la partecipazione di ben tre gruppi in apertura) è saltata per due volte la corrente, la seconda delle quali proprio durante l’esibizione dei Cynic, per fortuna senza sconvolgere di un millimetro il buonumore e l’entusiasmo sia del pubblico che della band. Il vero protagonista però è stato il caldo asfissiante che, complice la necessità di tenere chiuse le porte del locale per evitare guai con gli abitanti delle zone limitrofe, ha creato una condizione da giungla tropicale (il Blogos è infatti privo di impianto di ventilazione) e ha costretto molti appassionati a frequenti pause rinfrescanti.

La serata inizia con l’esibizione dei Murder Therapy, band bolognese di death metal che, con la loro trascinante presenza scenica, aggiungono calore all’atmosfera che già tende al rovente. Tocca poi agli Omega Flare, molto interessanti grazie a uno stile ibrido fra progressive (ci sono anche le tastiere) e death metal. È proprio durante la loro esibizione che avviene il primo intoppo riguardante la corrente, anche se la band mantiene i nervi saldi e porta a termine il proprio set in un modo o nell’altro. Vedere i musicisti dei Coram Lethe intabarrati negli abiti di ordinanza, che comprendono pantaloni di pelle aderenti e anfibi al ginocchio, quando il caldo è ormai una morsa angosciante, fa piuttosto impressione. Anche i toscani comunque sopportano stoicamente la situazione e si esibiscono in modo magistrale, forti di un’esperienza pluriennale che ne ha fatto una delle band più celebri dell’underground estremo italiano.

Dopo una serie di frenetici cambi palco, un enorme ventilatore puntato contro di sé nel tentativo di arginare il clima, lo spazio limitato del palco viene occupato dai quattro membri dei Cynic, ed è “Veil Of Maya” ad aprire le danze. Il lungo set messo in piedi spazia con minuziosa passione tra i brani di “Focus”, che viene eseguito integralmente, e quelli di “Traced In Air”, che ha conquistato con merito un posto importante nei cuori dei fan di questo gruppo. Il pubblico si mostra grande conoscitore dei brani proposti, da “Celestial Voyage” a “Textures”, per arrivare a “Evolutionary Sleeper” e a “The Unknown Guest”, e segue con particolare attenzione le evoluzioni strumentali e l’alternanza fra voci pulite e growl, che finalmente sono affidate a una voce umana e non sono lasciate all’esecuzione delle basi, come era avvenuto nel 2007 all’Evolution. Oltre all’inconfondibile classe di tutti e quattro i membri, resta da segnalare un Paul Masvidal particolarmente cortese, che oltre a presentarsi in pubblico sia prima che dopo il concerto, si rivolge al pubblico in spagnolo, sempre per lamentarsi del palco, pur mantenendo un’aria mistica e serena.

Nonostante le condizioni climatiche particolarmente critiche e gli inevitabili intoppi tecnici (non è la prima volta che al Blogos salta la corrente durante un concerto), la serata si chiude in positivo; la resistenza dei fan è stata infatti premiata da un concerto di prima grandezza, un’occasione difficilmente ripetibile, almeno per qualche anno ancora.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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