Crashdiet: Live Report della data di Bologna

Per la terza edizione del suo party, la webzine Roxx Zone ha nuovamente scelto il Sottotetto di Bologna come punto di raccolta. L’occasione anche quest’anno è particolarmente ghiotta, in quanto headliner della serata sono i Crashdiet, alfieri (quasi) indiscussi della scena glam sleaze svedese, e come tale oggetto di culto da parte di una buona fetta della nuova generazione di ascoltatori. L’invasione di campo da parte di un piccolo esercito di minorenni scosciate è quindi da giustificare non solo nella presenza di Peter London e del nuovo cantante, il biondissimo Simon Cruz, ma anche nella considerazione che il concerto si svolge quasi in concomitanza con la pubblicazione del terzo album della band.

Andando però con ordine, la serata è aperta dai Pollution, un altro gruppo che al Sottotetto è di casa. Nonostante un biglietto da visita importante, come la recente partecipazione al festival (guarda un po’, svedese) Rest In Sleaze, la band perugina non convince del tutto, forse anche per via di un’acustica meno soddisfacente di altre volte. Niente di male comunque, chi ha visto i Pollution in scena altre volte sa che il loro potenziale è ben superiore.

Giocano quasi in casa, gli imolesi Johnny Burning, e il riscontro da parte del pubblico è come al solito garantito. Quello che ancora nessuno può immaginare è che questa sarà l’ultima esibizione per loro, almeno con questa formazione. Pochi giorni dopo, infatti, i due chitarristi annunceranno la loro uscita dalla band per divergenze di vario genere; questo ultimo live ha quindi un’importanza duplice, proprio perché è il loro canto del cigno. Non sappiamo ancora cosa riserverà il futuro per questi musicisti, che hanno pubblicato un “Get Up, Get Loose, Get Off!” ancora saldamente impresso fra i migliori dischi del 2008, riproposto qui con i suoi cavalli di battaglia fra cui “Wrong Shape”, “Sassie Lassie Goose” e la scatenata “Time For Rock”, ma il rammarico è comunque molto, proprio perché abbiamo perso per ora uno dei gruppi più validi della scena italiana. Un po’ meno brillanti sul palco rispetto ad altri live, i Johnny Burning escono di scena a testa alta.

È finito il riscaldamento, tocca ai Crashdiet, che con “Armageddon”, brano di apertura del nuovo “Generation Wild”, danno vita ad uno show molto apprezzato dalle minorenni che si accalcano sotto il palco, forse un po’ meno da chi di quelle minorenni potrebbe essere genitore. Il nuovo acquisto, Simon Cruz, non si caratterizza se non per un’acconciatura veramente notevole e per una tenuta di palco ineccepibile, tutti elementi importanti per un gruppo glam, ma forse non essenziali. La realtà è che i Crashdiet hanno confezionato un disco debole, meno all’altezza di vecchi brani come “Riot In Everyone” o “It’s A Miracle”, e il fatto di sentire i nuovi pezzi dal vivo non fa che confermare quanto già sentito su disco. I vecchi brani tengono, quelli nuovi vacillano, nonostante alcuni aspetti incoraggianti, e se la scena svedese, tra vecchie glorie che risorgono e nuovi gruppi emergenti, sta sciorinando una sfilza di lavori interessanti, non si può dire che “Generation Wild” sia il migliore. Sarà il futuro a decretare chi aveva ragione; di certo, sarebbe auspicabile che per una volta i Crashdiet riuscissero a pubblicare più di un album con lo stesso cantante.

A serata quasi conclusa, una piccola processione di genitori spaesati entra nelle cavità oscure del Sottotetto per riconquistarsi il rispettivo gruppo di figlie proprie ed altrui: domani si va ancora a scuola.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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